Opinione

STEVE JOBS COME LEONARDO?

Mi scappa una nota su una frase che gira in questi giorni su tutti i media: “Steve Jobs il Leonardo da Vinci del 2000”

Mi auguro che sia solo un modo per mostrargli ammirazione e chi lo afferma non ne sia veramente convinto.

Jobs come Da Vinci? MA PER PIACERE!

Con tutto il rispetto che posso riservare ad una mente eccezionale come quella di Jobs ritengo sia un’eresia paragonarlo a Leonardo da Vinci.

L.C.S. Evaporata

P.S. e poi lampadina, cinema, telefono ed altre sciocchezzuole del genere si sono inventanti da soli?

 

18 thoughts on “STEVE JOBS COME LEONARDO?

  1. Ritengo che l’accostamento con Leonardo non sia stato fatto sul principio della similitudine e quindi sul piano delle molteplici conoscenze nelle discipline artistiche o della scienza delle costruzioni. Chi ha commentato in tal senso lo ha fatto perché Jobs è stato un innovatore, un rivoluzionario, un genio…
    Senza dubbio Leonardo è stato un uomo dotato di un’intelligenza superiore agli uomini del suo tempo, uno studioso-artista attento osservatore della natura, che ha contribuito a cambiare, in modo determinante, il corso della storia e dell’evoluzione dello sviluppo delle arti e del pensiero scientifico.

    Jobs invece è riuscito a essere innovatore in una società molto più complessa, che ormai appare satura di inventiva e dove le innovazioni tecnologiche che si susseguono inarrestabili, si sedimentano una sull’altra e ciascuna deve la sua esistenza a quella che l’ha preceduta. Una società dove tutti seguono la stessa scia, perché risulta impossibile rifondare un’evoluzione tecnologica e ridisegnarla completamente è una società che si avvita su se stessa senza alternative.
    Lui invece ha tracciato una strada diversa, evitando gli stereotipi e consentendo a chi lo ha seguito (io tra questi, sin dagli anni ’80) di mantenere nel proprio bagaglio di conoscenze, dei vantaggi operativi e competitivi rispetto a molti altri che si sono limitati ad andare dove si muoveva il pensiero unico dell’informatica completamente appiattita sul sistema Windows.

    All’epoca eravamo in pochi a seguirlo e benchè la cosa ci costasse cara sotto tanti aspetti (non escluso quello economico) possiamo dire che grazie a lui non abbiamo abbandonato la creatività, pur utilizzando il computer e senza dover imparare complicati linguaggi macchina. In quel tempo lui non era considerato un genio, ma un pazzo. Uno che non sarebbe andato da nessuna parte, un fallito, uno che non aveva capito dove andava il mondo…
    In questo, potrà sembrare poco, ma dal mio modestissimo punto di vista è stato ancora più geniale di Leonardo…

    Sintetizzando. Leonardo ha fatto partire un percorso non battuto da altri prima di lui, ha dunque indicato una nuova via di pensiero. Jobs invece ha fatto un lavoro ancora più difficile: ha deviato quello in corso, quello dominante, e ne ha tracciato un altro nuovo e, per certi versi, antitetico a quello in cui si muoveva la massa.

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  2. Scusami, ho riletto solo dopo aver postato…
    Chiarisco meglio un periodo nel quale è rimasto un refuso:

    “Una società dove tutti seguono la stessa scia (perché appare impossibile rifondare un’evoluzione tecnologica e ridisegnarla completamente) è una società che si avvita su se stessa senza alternative.”

    Ciao

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  3. Ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah

    Sì, e Bill Gates è come Euclide!

    Come disse Antonio Focas Flavio Angelo Ducas Comneno De Curtis di Bisanzio Gagliardi, più noto come Antonio De Curtis: Ma mi faccia il piacere!

    Il quesito che mi pongo è se si tratta di giornalisti profani di tutto e sprovvisti delle benché minima visione storica della scienza, oppure se sono una massa di sciatti imbrattacarte che pensano di avere a che fare solamente con i lettori di Chi.

    Niente da dire sulla qualità dei prodotti Apple. E neppure intendo sminuire l’impronta innovativa delle scelte tecnologiche di Steve Jobs.
    Ciò che invece mi va di sottolineare e che forse queste scelte non sono tanto positive come sbandierato dai media.
    “Timeo Danaos et dona ferentis”, ovvero ciò che in campo informatico sembra un vantaggio per l’utilizzatore è spesso una trappola tesagli dal produttore, una nassa dalla quale è poi difficile scappare.

    I prodotti Apple non hanno rivoluzionato l’informatica, hanno modificato l’approccio alla stessa.
    Sfoderando un’estetica piacevole, un’interfaccia elementare, un’ambiente circoscritto e protetto, hanno creato una tendenza che ha contaminato anche i prodotti della concorrenza in ambito Small Office e Home (SOHO).
    Siamo d’accordo, il linguaggio macchina era improponibile, i macchinari complessi (S36 o VAX per es.) non potevano essere gestiti dai comuni mortali, per cui, all’epoca, salutai con entusiasmo l’arrivo del PC e del DOS. Quell’accoppiata permetteva di liberarsi finalmente dal potere dei soloni informatici in camice bianco e supponenza infinita.
    Molta acqua è passata sotto i ponti da allora, ma non penso che la gente ne sappia di informatica molto di più rispetto al 1982.
    Sì certo, accendono le loro attrezzature, collegano le periferiche mediante il sistema Plug & Play, navigano in internet, stampano, riproducono immagini, giocano, si telefonano, scrivono romanzi, e tante altre cose che sono possibili come per magia.
    Ed è proprio questa visione magica dell’informatica che io contesto, e che attribuisco in parte a Steve Jobs.
    Non pretendo che tutti sappiano programmare, ma almeno che si rendano conto di cosa ci sia sotto un’icona animata, e soprattutto perchè essa è inutile se non addirittura deleteria.
    L’esplosione di tutta una serie di “comodità” ci ha costretto negli anni a una rincorsa affannosa sul lato hardware, obbligandoci a buttare via con ammirevole regolarità macchine che facevano ancora onestamente il loro lavoro.
    L’estetica ha avuto il sopravvento sull’efficienza, la modernità sulla stabilità, il disordine sul metodo.
    Ben pochi hanno idea di come organizzare il loro PC, dei migliori sistemi di archiviazione, di come nominare i files, crearli, trattarli, salvarli. Cose come prototipo o template sono tabù. Il Database, strumento potentissimo e uno degli scopi principe dell’informatica è semisconosciuto ai più. Per qualsiasi intoppo a livello hardware o software si chiama subito aiuto. I dati vengono immessi in un grande calderone lasciando il compito al PC di trovarli come in un gigantesco juke box.
    Poteva bastare? Ma quando mai!
    Ore c’è la i (imac, ipod, ipad, iphoto, itunes, ecc.) un mondo dove vige la regola “o con noi o contro di noi”, nel senso che si deve aderire completamente alla causa Apple e affidarsi solamente a ciò che loro considerano “accettabile” (ovvero remunerativo per loro).
    Non è strano che la Apple (ma non solo) spinga l’utenza verso un utilizzo “cloud” dei loro prodotti. Così l’utente non solamente sarà costretto (per sempre) a gravitare nel mondo Apple, ma anche perderà ogni controllo sul software e i contenuti, dato che questi non saranno più in suo possesso ma risiederanno in grandi server rigidamente controllati dalla Apple stessa.
    E’ fin troppo ovvio immaginare a cosa potrà portare questa concentrazione di potere, sia dal punto di vista economico che sociale.
    Steve Jobs come il diavolo quindi? No. casomai un volpone che conosceva i suoi polli, che ha proposto una visione amichevole e chic dell’informatica, ricavandone un successo che forse non si aspettava nemmeno lui.
    Ma paragonarlo a Leonardo….

    Ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah

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  4. “Leonardo…era una macchina che produceva sogni” e, a onor del vero, bisogna aggiungere che, praticamente, è stato lui l’inventore della mitragliatrice e perfino del carro armato, per non parlare di tante altre macchine da guerra da lui ideate…
    A questo punto meglio Jobs che – appunto – rimane Jobs e che non ha speso un solo byte di tecnologia informatica per impieghi bellici. Altro che sogni…

    Vedete, io molte volte non commento i blog proprio per evitare di finire in situazioni perniciose come questa. Eviterei quindi di riaprire vecchie polemiche tra difensori del Mac e sostenitori di Win; queste inutili polemiche sanno ormai di naftalina e sono state completamente superate dalla storia e dai fatti.

    Vengo però a un punto che mi sta a cuore e che riguarda Jobs.

    Chi produce innovazione non si deve occupare necessariamente di fare cultura, ma di diffonderla senza farlo pesare sull’utente. Allo stesso modo, chi progetta impianti elettrici e li installa non si deve porre il problema di far capire alla casalinga cosa ci sia sotto una presa di corrente o sotto un interruttore. L’importante è che tutto funzioni bene, senza pericoli e al massimo dell’efficienza. Chissà perchè, per l’informatica, ancora oggi non è così, con la conseguenza che ci sono ancora tante persone che si sentono come i peggiori ignoranti di fronte a un compiuter; eppure quelle stesse persone non hanno alcuna difficoltà ad accendere e spegnere la luce di casa, senza porsi in alcun modo il problema di avere un minimo di erudizione di energia elettrica, di trasformatori o di lampadine al tungsteno (se ancora usano quelle)…

    Ai tempi moderni il comune utente passa per “ignorante” senza esserlo e questo è un modo per segnare le differenze e per far pesare da quale parte si muove il potere.
    iPhon, iPad, iPod sono gli originali, mentre moltissimi tentativi di imitazione sono tutto il resto, che cerca di somigliar loro. Per carità, c’è chi si accontenta e gode ma solo se non ha provato gli originali… Lo stesso Bill Gates non sarebbe nessuno se non avesse copiato il compitino a scuola proprio a Jobs. La nostra società è piena di fior di professionisti che hanno copiato il compito a scuola e vanno avanti il genio però è un’altra cosa e Jobs lo è stato punto e basta.

    Veniamo a Cloud. E’ un servizio a disposiizione degli utenti come tanti altri e Apple non è certo la prima a fornire questo tipo di tecnologia.
    Ma scusate, le banche che offrono il servizio delle cassette di sicurezza, si appropriano forse dei beni preziosi dei loro clienti? E non mi si venga a dire che queste non hanno (teoricamente e praticamente) la possibilità di accedere a queste ricchezze, perchè avrei un episodio vero da raccontare sull’11 settembre e sulle cassette di sicurezza dell’edificio 7.
    Già, chi se lo ricorda l’edificio 7? Tutti si ricordano delle torri gemelle e nessuno si ricorda di quell’edificio enorme che se ne stava per i fatti suoi e che poi è crollato (per simpatia o per empatia?) senza che nessun aereo vi fosse finito contro… ma questa è un’altra storia.*

    Ma no, invece è sempre la stessa storia. Una sporca storia che riguarda altri geni e altri innovatori: gli ingegneri e le loro costruzioni di edifici progettati per resistere anche all’impatto con più di un aereo. Perchè scrivo questo? Perché alla base dei loro lunghi e complessi studi c’è sempre Leonardo (sì, torniamo a parlare di lui) e poi anche Michelangelo.

    Su dai, ora non vi accendete in altre inutili polemiche. Guai a paragonare Leonardo a Jobs. C’è chi s’indigna per questo. Mentre nessuno s’indigna per le offese continue alla nostra intelligenza quando ci fanno credere (e ci riescono) che tre grattacieli sono andati giù per l’impatto di due aerei (il terzo è caduto da solo) e che l’acciaio si era sciolto alla temperatura delle fiamme di kerosene.
    A questo punto penso che il più grande genio dei nostri tempi si chiami Osama Bin Laden che, di fatto, li ha superati tutti.
    Jobs invece, quell’illuso di un falso genio, continuava a ripetere al mondo: “stay foolish stay hungry!!”

    * una persona di mia conoscenza aveva dei beni custoditi in una cassetta di sicurezza in un caveau blindato nei sotteranei dell’edificio 7. qualcosa in effetti è stato ritrovata (i resti delle casseforti e delle cassette di sicurezza) ma del contenuto nessuna traccia. erano state forse ripulite prima del crollo? ma dico, siete impazziti? volete sempre pensare a male e che addirittura qualcuno le abbia ripulite prima? e chi sarà stato? un genio, sicuramente.

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    1. Nessuna polemica e nessuna perniciosa discussione. S’è acceso solo un bel dibattito come ai bei tempi di myspace.
      io resto dell’idea che Leonardo ha inventato tutto e sino ad ora è inarrivabile, in futuro chissà.
      Jobs è un genio moderno che ha inventato il progresso sul progresso, in ogni caso una macchina per far soldi la è ancora e lo sarà per molto tempo. Buona cosa per milioni di persone che ne traggono vantaggi in tutti i sensi.
      Le armi esistevano prima che arrivasse Leonardo, quindi non sono da imputarsi a lui le guerre, comunque se vogliamo sottilizzare ricordiamo che il terrorismo s’è evoluto notevolmente grazie a internet dove chiunque può trovare informazioni per costruire armi micidiali di qualunque genere. Ma, a parte questo, confermo quanto da te ironicamente affermato su Osama Bin Laden: per quanto mi riguarda è stato l’unico uomo capace di sorprendermi negli ultimi 30 anni, sempre che abbia fatto tutto senza l’appoggio della CIA naturalmente.

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  5. E’ fuori da ogni dubbio che Steve Jobs abbia catturato il mondo col suo genio come si suol dire “visionario” ed è impossibile non rimanere affascinati da quello che ha saputo inventare. Non per niente si dice che ha reso il pc accessibile a tutti “a prova di imbecille”, e questo non glielo toglie nessuno. Io col touch screen ne ho tratto enormi vantaggi.
    Concordo comunque e confermo che Leonardo è inarrivabile.

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  6. Nota: 5 aprile 2010 – Visita di una commissione US Army a Cupertino per lo studio di applicazioni militari della tecnologia iphone e ipad.

    Mac vs Win, eh, magari esistesse solo questa polemica! In questi anni ce ne sono state tante altre, a partire dalla prima battaglia: analogico contro digitale, che, per quanto sembri strano, il cui risultato non è ancora scontato e solamente i promessi chip organici potrebbero aiutarci a superare la rigidità binaria, portando (questa volta sì) a una rivoluzione compositiva di questo duello pluridecennale.
    E poi, CP/M vs MS/DOS, MS/DOS vs Windows, tastiera vs mouse, software aperto vs software chiuso, Novell vs NT, RISC vs CISC, File system vs FAT, e così via fino ai giorni nostri (tablet vs pc, per es.).

    Non intendo assumere una posizione pro o contro qualcosa, ne ho viste (e provate) troppe. quello che mi viene in mente è solamente il titolo di un vecchio libro: “Effetto dinosauro”.
    Una parte dell’umanità, come impatto sociale e tecnologico (e quindi economico), sta accrescendo le sue potenzialità diventando (figurativamente) una popolazione di dinosauri, sempre più grandi, sempre più voraci, sempre più ingombranti.
    Il guaio è che il cervello non si è sviluppato di pari passo, anzi in molti casi si è impigrito, solleticato da una vaga sensazione di onnipotenza.
    L’utilizzo “spensierato” di tecnologie sempre nuove e allettanti porta inevitabilmente all’assuefazione, alla mancanza di memoria, alla disorganizzazione mentale, il che va nella direzione opposta di una augurabile evoluzione umana.
    Non mi si prenda per un neoluddista. In azienda ho spinto l’utilizzo (consapevole) del computer a discapito di alcune mie apprezzate peculiarità professionali. Utilizzo la rete da prima dell’arrivo di Internet. Mi offro sempre volontario per incoraggiare e instradare correttamente chi teme questo oggetto del diavolo.
    E’ vero, la massaia di Voghera non ha necessità di conoscere il funzionamento delle dinamo, degli alternatori, dei trasformatori, dei teleruttori, che le permettono, premendo un interruttore, di accendere la luce. Peò dovrebbe essere almeno cosciente che a monte del suo semplice gesto esiste una tecnologia, un consumo di risorse, e dei rischi, e che sarebbe il caso che evitasse di intervenire con le mani grondanti di saponata.
    Perché spesso succede questo, che persone ignare dei processi chimici della combustione restino avvelenate dalla CO, o che altri sciagurati non tengano conto delle leggi della dinamica e dei coefficienti di attrito uscendo di strada grazie ai loro battistrada ridotti al lumicino, o anche succede che più di qualcuno si trovi il contocorrente svuotato per aver allegramente abboccato in una (modernissima e tecnologissima) pagina di phishing.
    Non penso a una patente ovviamente, bensì a un senso di responsabilità di entrambe le parti, chi vende e chi compra. Se chi produce e vende non ha nessun interesse a sensibilizzare l’utilizzatore (tanto è da loro che deve tornare quando si incasina il tutto), almeno il cliente dovrebbe usare un pò di buon senso, chiedere lumi a chi sa (veramente) qualcosa, e non credere troppo alla pubblicità (a proposito, nei film americani i buoni usano sempre Apple, chissà come mai…). Ormai sono troppe le volte nelle quali mi è capitato di trovarmi faccia a faccia con persone che avevano speso cifre folli per l’ultimo modello fantascientifico di computer, stampanti fotografiche in esacromia formato A3, monitor modello stadio di calcio, e quando suggerivo loro di acquistare un efficace sistema di protezione e di spendere qualche decina di euro all’anno per affidarsi a un provider sicuro (di classe B), di venire guardato con sgomento quasi avessi preteso una libbra della loro carne.
    Quindi, nessun atteggiamento manicheo, nessuna preclusione, nessuna idolatria, solamente una salutare dose di disincanto e lungimiranza.

    Bit

    🙂

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    1. A proposito di dinosauri e sistemi per agevolare l’utente all’uso del pc di cui parla Antonio, come il touch screen: per me il touch screen è impraticabile, ho residui problemi psicomotori di cui ho sofferto in passato, quindi non riesco ad utilizzare nel modo più assoluto questo “vantaggio”, perciò mi auguro che il futuro non elimini la tastiera normale in favore del t.s. perché io ne sarei gravemente penalizzata. Mi serve qualcosa che lascia libertà al cervello di sincronizzarsi con le mani e questo favoloso marchingegno non me lo permette.

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  7. Leonardo da Vinci è morto nel 1519. Sono passati 500 anni e lui è ancora un genio senza uguali.
    Tra 50 (cinquanta) anni sarà lo stesso per Steve Jobs?
    Probabilmente nessuno di noi potrà constatarlo.
    Se qualcuno ci riesce lo dica agli altri per favore. 🙂

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  8. beh, io credo che una delle chiavi per capire il personaggio Jobs sia la pixar. I personaggi antropomorfizzati e la digitalizzazione esasperata sono tutto il contrario di quanto si dovrebbe intendere per fantasia… Che poi il pubblico (così come il consumatore nei confronti di Mac e Iphone) vuole quello è altro conto

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  9. Sai che è vero…c’è gente che non sa chi ha inventato parecchi oggetti che hanno cambiato la nostra vita meno di 50 anni fa e adesso pensano tutti che Jobs sarà mitizzato come Leonardo.

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