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IL FUMO E LA NOTTE

Quando fumavo la sigaretta “più bella” era l’ultima prima di andare a letto, a qualunque ora della notte o dell’alba.
Piazzata al davanzale della finestra spalancata – nuda in estate, con guanti e cappotto in inverno – “pacalina” in mano, mi perdevo in quel gesto consunto e assai gradito.
Un momento di grande piacere “nonostante tutto”, qualunque cosa fosse successa durante il giorno, quei minuti tutti miei immersa dentro la notte. La notte di un pezzetto di mondo completamente spoglio di umanità e proprio per questo così differente, sincero, spontaneo.

La notte quando resta da sola svela tutti i suoi segreti, quelli più appartati, quelli che l’occhio umano ignora perché incapace di guardare in faccia questa grande diva, accecato dai bagliori dei locali, dalla voglia di “fare”, di “godere” tra tanta gente convinta che solo così si sta “in giro” di notte, solo così si “vive”…la notte.
E invece lei si nasconde perché non ama essere bistrattata, ferita, sporcata, macchiata di sangue, grettezza o meschinità.
La notte vera è quella del clochard che si sdraia sulla panchina più nascosta del parco per starsene in pace a godersi la libertà, è quella della faina che passa furtiva sul vialetto del tuo giardino, del gatto randagio navigato esploratore di strade deserte, del cane che vigila accorto il gregge che dorme, di chi sa accostarsi con tono opportuno al molle velluto scuro che accarezza la pelle.

Quando fumavo…
Ho smesso dieci anni fa, senza intenzione che fosse “per sempre”, e forse non lo sarà, comunque da tanto tempo non riesco più a fumare.
Ho provato più volte a riprendere, ma non ce la faccio: il gusto del fumo in bocca mi fa venire la nausea, la gola brucia, comincio a tossire e il sangue batte in testa. Come un serpente velenoso che s’insinua in me e mi fa stare male, devo subito spegnere la sigaretta!
E’ una ribellione, la mia mente desidera quel gesto stupendo, il mio corpo ne vomita imperiosamente gli effetti.
Ho smesso per un motivo banale: tracheiti ricorrenti; il medico mi disse che dovevo lasciare il fumo per un po’ se volevo venirne fuori.
Non ho più avuto quel malanno e nemmeno la sigaretta tra le labbra.

Gli effetti positivi sono stati parecchi: prima di tutto la gola sana, prestazioni sportive decisamente migliori, il risveglio del mattino trova il mio alito sano e pulito la testa leggera, nessuna puzza di posacenere marcio né in auto, né dentro i vestiti, la pelle più bella e nemmeno un centesimo bruciato con la brasca incandescente.
Comunque il fumo mi manca, mi manca la rilassatezza della gestualità.
Mi manca il dire: adesso mi fermo un attimo e fumo una sigaretta, esco a fumare, ci facciamo l’ultima? Non posso mica dire: mi fermo un attimo e mi succhio il pollice, esco a succhiarmi il pollice, ci succhiamo l’ultimo pollice?
Potrei lanciare una moda, ma poi tutti avremmo il “giradito” a furia di succhiarci i pollici.
Mmhmhh, no non va bene.

E allora cosa posso fare per godermi la “notte nascosta” in totale relax?
Mi siedo sul balcone e mangio una mela.

17 thoughts on “IL FUMO E LA NOTTE

  1. Cara Evaporata, avendo smesso anch’io ma con le Nicorette inhaler, mi sono levata anche la voglia della gestualità, del rito, che Dio le benedica per sempre, loro e chi le ha inventate. Ma dovevi essere, tu e quelli che fumano, vicino a me giorno fa, nella sala della fisioterapia, dove facendo “la tens” ho parlato – si fa per dire – un po’ con una vicina di sedia. “Si fa per dire” perché per emettere la voce si doveva tappare il foro della tracheotomia. E’ in attesa del trapianto di polmone, ha gli occhi… spenti, vuoti di emozione, ma non fuma solo perché ora non può più, e ne sente comunque un forte bisogno e nostalgia. Del gesto, del rito, del sapore. Peccato non ci fossero state decine di fumatrici ad assistere a quel dialogo: poche parole, ma più eloquenti di un trattato di medicina e psicologia. La mia mela? Un bicchierino di Unicum con mio marito, la sera.

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  2. Meglio la mela che ormai ha perso anche la fama di frutto peccaminoso, anzi una mela al giorno ecc.. ecc..
    Mentre la sigaretta…il commento di Daniela è molto potente!

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  3. anch’io… ricordi però di albe magnifiche, stelle tremolanti all’orizzonte, appoggiata al davanzale della finestra – della casa dove andavo a tenere una pequegnita – desiderio di indipendenza e molto sonno perso.
    La sigaretta faceva parte del quadro, dava il senso e il tempo allo sguardo: tetti, luna ormai sfocata, la luce che cominciava a irradiare intorno e lontano la laguna.
    Non fumo più da secoli, ma la sigaretta è rimasta un elemento particolare di quei ricordi.
    Grande Nà!

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  4. Figlia di fumatori ,allora anni 50/60 fumavano le Nazionali, o le Alfa senza filtro ,quando adolescente anch’io volevo fumare per sentirmi “grande” ricordo che ho iniziato con le Kim (erano di mia sorella 😉 ) e mi rifugiavo al “gabinetto” a fumare di nascosto ,allora il “gabinetto ” era fuori casa e non c’era la luce elettrica lì ,si andava con la candela e quando una volta per fumare , mi si è preso fuoco i capelli la frangetta davanti…. 😀 (ora rido) ma che paura ho preso ,da allora non ho più fumato… 😛 , per dirla tutta però non mi piaceva il fumo ,ma il gesto era molto molto affascinante 8) così cominciò e finì in fretta la mia carriera da fumatrice ,forse devo tutto a una candela 😆

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  5. E poi dici che non scrivi poesie, la descrizione della tua notte ha dentro più poesia di un canto d’amore antico.
    Stupefacente…anche senza fumo! 😉

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  6. sei una miracolata. per quanto mi sforzo non ce la faccio. minimo 25 al giorno, mi faccio schifo, ma dopo mi giro indietro…potrei fumarne meno di dieci se vessi un lavoro che mi occupa almeno sei ore al giorno. ma che sbadato….

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    1. I miracoli riusciamo a farli noi su noi stessi usando forza, tenacia, volontà e spirito di sacrificio, se proprio vogliamo ottenere qualcosa.
      Nessuno ci aiuta, siamo sempre soli e quindi siamo noi a decidere del nostro destino, sempre che il fato non intenda omaggiarci di qualche disgrazia o fortuna.
      Comunque se puoi permetterti di spendere tanti soldi in sigarette lavorando meno di sei ore al giorno di che cosa ti lamenti? Sei preoccupato per la tua salute? Dipende solo da te conservarla se ce l’hai.

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  7. solo una volta ho stracciato un pacchetto di sigarette ancora chiuso. era il 18 dicembre del 1984. non ho più fumato fino al ventisei dicembre dello stesso anno, il ventisette, violentandomi ho ripreso.
    questa storia a te come a tutti non interessa, infatti è mia.
    se poi scrivi che mi posso permettere di spendere soldi per un vizio, allora mi spiace ma la notte è veramente buia.

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  8. Smettere di fumare è pericoloso, poi si rischia di non riuscire a riprendere:)
    Tornando serio ” la notte quando resta da sola” è una frase poetica e assai significativa, ci sento dentro lo sguardo di chi la sa guardare nella sua essenza, magari mentre fuma l’ultima sigaretta al balcone
    ml

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    1. Se riesci a incontrarla sa donarti i suoi occhi per farti vedere tutti i colori dell’oscurità. L’anima buia non è priva di luce, semplicemente riesce a scovare stati d’animo che non abbagliano ma entrano in profondità scoprendo sentimenti che non avresti mai immaginato di possedere.

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