Ambiente

Animali eroi

Sfoglio i giornali, conosco già tutte le notizie poiché ho visto i tg notturni.
Prima pagina su tutti i quotidiani: Roma Roma Roma messa a ferro e fuoco. Non voglio palesare le mie osservazioni mentali sull’argomento altrimenti rischio l’arresto quindi stendo un velo pietoso su tutto ciò che è successo ieri a Roma dentro e fuori dai “palazzi”.
La mia attenzione è attratta da una notizia nella cronaca secondaria: “La Jolly Amaranto affonda e Athos la segue”.
Non scrivo la storia ma copio e incollo ciò che leggo.

Dal Secolo XIX di Genova

“Le eliche del rimorchiatore girano forte mentre si allontana dalla Jolly Amaranto. La nave è ferita e appoggiata su un fianco all’ingresso del porto di Alessandria d’Egitto. Athos, cane d’altura, è col resto dell’equipaggio, in salvo, verso la banchina. Pietro, marinaio semplice da Porto Empedocle (Agrigento), gli è vicino, gli carezza la testa. Poi il tuffo. Athos è in acqua, annaspa, Pietro gli va dietro per salvarlo, ma i suoi colleghi lo issano di nuovo a bordo, mentre il cane sparisce nelle acque scure. Nell’odissea della Jolly Amaranto oggi è il giorno degli occhi lucidi e del nodo in gola. Costretti ad abbandonare il mercantile quando ormai la meta sembrava raggiunta: il morale sotto i piedi, l’amaro in bocca della sconfitta. E oggi è anche il giorno in cui Athos, la mascotte di bordo, non c’è più. Nella notte più lunga, quando il mare forza dieci sbandava la nave in avaria, facendola inclinare di quaranta gradi, Athos era con l’equipaggio sul ponte di comando. Accoccolato ai piedi dei suoi amici, vicino ai salvagente arancioni, era il loro collante affettivo.
Ed era con loro in coperta, lo sguardo fiero di chi è sopravvissuto ad un evento eccezionale, proprio come uno dei moschettieri, in quello spirito da «tutti per uno, uno per tutti» che si crea nelle situazioni di emergenza, mentre il rimorchiatore Simoon trainava la Jolly Amaranto, la sua nave, per 90 chilometri di mare, verso la salvezza. Amico di tutti gli equipaggi, col carattere mite caratteristico del pastore corso, era salito a bordo da cucciolo e nei suoi sette anni di vita, di rado era sceso in porto. La sua cuccia era sul ponte, ma lui, tra tutti i locali amava quello caldo della sala macchine. Quella nave con la stella bianca sulla ciminiera era il suo universo, e quando stanotte l’ha vista allontanarsi si è tuffato per raggiungerla, senza esitare un momento.
Pietro nonostante la stanchezza ed il freddo, non ha perso tempo: tra le urla sgomente dei suoi compagni stremati, gli è stato dietro. Ma Athos, il cane d’altura, il più grosso per mole di tutta la flotta della «Ignazio Messina», era ormai scomparso, inghiottito dal buio, diventando leggenda.”

Cane stupido dirà qualcuno.

Cane che avrà un piccolo monumento dentro il mio cuore dico io.

Un altro animale entra nella storia degli eroi a quattro zampe.

Quest anno è già il secondo per me, prima c’è stato il toro Quesero.

Passo e chiudo.

6 pensieri riguardo “Animali eroi

  1. Ciao Na’,ho apprezzato eccome,unsaluto veloce che in questi giorni son preso in negozio sia per la svendita del materiale ma anche con prenotazioni varie per regali natalizi,t’invito da me a leggerti IL GELO NEL CUORE pero’ gia’ so’ che lacrimerai,a presto ed un beso 😉

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  2. Un animale non chiede mai, da tutto di sè,sempre, chi ne ha avuto in casa, in famiglia ,lo sa,capisce questo gesto,dobbiamo solo accettarlo e ricordarlo come un dono d’amore e di coraggio.

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    1. Noi che amiamo gli animali spesso veniamo accusati di poca sensibilità nei confronti degli essere umani, in realtà lo siamo molto più degli altri. Il fatto è che si guarda solo ciò che si desideva “vedere”

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