EVAP-I-RATA (Evapirata) · Lifestyle

Quando un social network muore

E’ quello che sta succedendo al glorioso sito My Space che, con le modifiche attuate per assomigliare il più possibile al popoloso quanto vanesio e superficiale Facebook, sta deludendo tanti iscritti lasciandoli orfani di una dimora in cui si erano ben sistemati e di cui nessuno si lamentava.

Nessuno degli utenti naturalmente!

Ma, si sa, quello che interessa i gestori non sono coloro che gli hanno dato la possibilità di inventarsi un pubblico, vivere ed essere utile e gradito a tante persone. A loro interessa che le persone siano più di tante, siano “di più” di quanto hanno altri. E non importa se sono solo figurine passeggere che saltellano qua e là senza uno scopo preciso, ma solo per il gusto di farlo, perché questo “più” significa guadagno.

Solo questo importa. Il mero guadagno!

E come dargli torto, loro stanno lì per fare soldi, mica per regalare un servizio utile e gradito ad un gruppo di utenti che non sono sufficienti per garantire profitto monetario.

Adesso tutti noi iscritti fedelissimi di My Space, che nemmeno per sogno saremmo passati su Facebook perché eravamo orgogliosi di stare dentro un social network differente, che offriva la possibilità di parlare, raccontare, dialogare, confrontarsi, far caciara e anche litigare se necessario, comunque sempre “approfondire”!

Approfondire amicizie, conoscenze, scambi di informazioni e notizie, divulgare conoscenza e messaggi che altrimenti sarebbero rimasti nascosti in qualche nicchia poco frequentata, viaggiare, incontrarsi, e persino amarsi qualche volta o più semplicemente DIVENTARE AMICI che è una gran bella “storia”!

E invece no!

Bisogna diventare facce da Facebook perché solo così si fa il grano.

Esattamente come in tv si fa solo mostrando culi, tette, gossip, sputtanamenti politici, piagnistei pallosi e menate da salotti effimeri, ostentazione di varie vanità senza merito alcuno, omicidi da guardare attraverso il buco della serratura per godere di più.

CHE TRISTEZZA!

Onestamente mi sento molto amareggiata da queste scelte di My space e, in questo momento, non so proprio cosa fare.

Di certo ci resto ancora un po’ per vedere che cosa succederà dopo l’assestamento definitivo.

Poi si vedrà.

Al momento, però, mi sento come un naufrago, che non sa nuotare, su una zattera in mezzo al mare infinito.

Non mi sento proprio per niente bene, insomma.

Adesso voglio esprimere un desiderio: vorrei con gli amici di myspace cercare una soluzione per trovare un’altra casa che ci voglia ospitare per quello che siamo, ossia un gruppetto di persone che hanno voglia di “parlare” e non soltanto ostentare.

Restiamo insieme!

Evaporata

12 thoughts on “Quando un social network muore

  1. Hai proprio ragione!!!Spero anch’io che sistemano presto, hanno messo troppe cose che non contano nulla.
    Dovrebbero prima chiedere agli utenti se vogliono che myspace cambi o no, ma come hai detto tu quello che conta è fare soldi e basta.

    Se trovi un social network un po’ carino fammelo sapere, quelli che conosco io sono tutti come FB!

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  2. Ciao Na’,condivido ogni singola parola ovviamente di cio’ che hai scritto ed anche per me la delusione e’ tanta,era diventato davvero una casa popolata dalla famiglia onnipresente di contatti vari con cui ci si racconta,diverte,confida,un vero peccato.
    Anche se prima o poi sistemeranno tutto oramai la frittata e’ fatta,un vero peccato.

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  3. Ma ancora lì sei? Ma daaaaai, lo si vedeva benissimo già quattro anni fa dove andava a parare.
    È ovvio che “noi” non eravamo più il target di quella piattaforma, non facevamo abbastanza valore aggiunto (economico s’intende). Le nostre disquisizioni, inquietudini, questioni, quisquilie (quante q!) facevano testo, troppo testo per essere remunerative, meglio, molto meglio quella peschiera paramusicale che hanno imbastito per tirare su con la rete a sacco.
    Panta rei, sempre, e non sempre in meglio, lo sai bene, fin troppo bene, e quando le cose cambiano o cambi anche tu o le lasci dove stanno.
    Il blog multiautore My3place.wordpress.com l’ho creato apposta, per tentare di non veder spezzati quei fili virtuali che ci univano. C’è chi c’ha creduto, chi s’è smarrito, chi s’è fatto fagocitare da FB, e comunque di posto libero qui ce n’è ancora…
    Bye
    🙂

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  4. Guarda lasciamo perdere… Stelio, ti devo rimproverare per la tua negatività già da quando cercavamo di resistere in myspace, e che ha influito non poco nel nostro ritrovarci su una schifezza come Facebook (perché questo è, rispecchiando la vita e il carattere del suo ideatore): preferisco essere povera che ricca e stronza come lui, e scusate il francesismo. Ho provato a tornarci in Myspace, ma non lo riconosco più. In Facebook ci sto solo ed esclusivamente perché ci siete voi, anche se qualcuno dei migliori si è perso per strada. Pazienza. Ho provato con Ello, ma non ci capisco nulla, diciamo la verità. Orkut lo stanno chiudendo.
    Su Myspace abbiamo vissuto storie incredibili, da quello che molestava un gatto “oceanico” all’altro che si inventava personaggi che poi morivano, ma ti dirò che loro hanno ottenuto quello che volevano, noi no. Grazie Evaporata: ora provo a ridargli un’occhiata e a capirci qualcosa.

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    1. Hai perfettamente ragione cara Daniela, sono veramente catodico (il catodo è il polo negativo), e quando posso non riesco a fare a meno di graffiare solamente per il gusto di ferire.
      Ti dirò di più: essendo un “tennico” io vivo di segnali, indizi, allarmi, perciò mi è bastato poco per capire l’andazzo verso il quale stava volgendo Myspace, e a malincuore l’ho abbandonato quasi subito.
      Mi è dispiaciuto moltissimo lasciare quell’allegra brigata, ci stavo troppo bene, ma il destino (economico) ha voluto così.
      Myspace è il secondo social network che mi ha tradito. Il primo è stato Pegacity, e per ben due volte, e perciò all’epoca avevo approcciato Myspace che ero già abbondantemente scottato, per cui in seguito il voltafaccia del social network è stato una specie di deja vu.
      In fondo tutte le cose son fatte per lasciarci, e sennò, è sicuro, le lasciamo noi.

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      1. Sono sempre dell’idea che preferivo rimanere (non certo da sola): così come i vecchi non si abbandonano solo perché non ci vanno più bene.
        Intanto ho trovato Twoorty, ma non ho tempo ancora di dargli un’occhiata più approfondita, cosa che farò a breve. Poi vi so dire. Su Myspace non ci capisco più niente, graficamente: se qualcuno me lo spiega ci torno. Per nostalgia.

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