Qualche giorno fa è iniziata la stagione della caccia. Io osservo il lutto interiore per tutti gli animali che saranno uccisi, dopo lunghi ed estenuanti giorni di terrore, per il divertimento dei cultori di questa barbara abitudine.
Non aggiungo altro perché cadrei nei soliti discorsi triti e ritriti.
Io sono contro e basta.
Voglio invece raccontare un episodio orribile, e penso deprecabile anche da parte dei cacciatori comuni, di cui sono stata testimone lo scorso anno.
Faccio parte dell’associazione sportiva “Arcieri Ardivestra”, che si trova in un piccolo paese a quattro chilometri sopra casa mia, quindi piena zona collinare con riserve di caccia al cinghiale.
Noi arcieri disponiamo di un poligono di tiro con i bersagli che spostiamo a diverse distanze secondo la capacità individuale, il campione olimpionico Mauro Nespoli è venuto in ritiro nel nostro campetto prima di andare a Pechino. C’è anche un percorso dentro un bosco adiacente dove, qualche volta, vengono opportunamente poste tra gli alberi sagome di vario genere per tirare proprio in piena natura e far divertire i più capaci (io sono esclusa poiché ancora non ho imparato la postura corretta per mirare come si deve), e i principianti come me assistono facendo un bel giro di osservazione (non come bersagli…).
Proprio durante una di queste escursioni fuori dal poligono ci è capitato di trovare l’orribile scempio perpetrato da un ignoto gruppo di balestrieri: ben quattro cuccioli di cinghiale infilzati in varie parti del corpo da frecce di balestra (molto differenti da quelle da arco).
Di questi poveri piccoli uno era morto, tre ancora vivi giravano disperati ed agonizzanti; uno colpito alla coscia, uno trapassato da una parte all’altra in pieno ventre, l’altro con la freccia dentro un occhio.
Li abbiamo raccolti e portati alla clinica veterinaria, si sono salvati i due feriti nel corpo quello colpito alla testa non ce l’ha fatta.
Evito di descrivere il nostro sgomento e il grande dolore nel vedere quelle povere innocenti bestiole così sadicamente martoriate da una branco di umani – per i quali non riesco a trovare un aggettivo degno della loro malvagità – che, per puro “divertimento” avevano compiuto quell’impresa ignobile.
Voglio precisare che in Italia è severamente vietata la caccia con la balestra poiché è un’arma micidiale che oltre ad avere quasi la potenza di un fucile non fa alcun rumore, perciò ancor più pericolosa.
Non conosco l’arte del tiro sportivo con la balestra, ma so che tanti balestrieri sono autodidatti, acquistano lo strumento senza essere iscritti a nessun circolo, lo usano come un giocattolo senza pensare che hanno in mano un’arma micidiale.
Il tiro con l’arco difficilmente può essere praticato senza avere un maestro che insegna ad utilizzarlo, poiché anche il solo gesto di incoccare una freccia correttamente richiede metodo ed attenzione, per arrivare alla giusta postura ed imparare a tendere l’arco serve impegno e concentrazione, è un vero sport che appassiona molti come dimostra la sua presenza alle olimpiadi.
Non intendo con questo screditare la categoria dei balestrieri a favore degli arcieri, vorrei solo non dover più vedere atrocità come quella che ho appena raccontato. Dato che siamo obbligati a vivere assistendo a brutture in ogni parte del globo, risparmiamoci almeno queste totalmente inutili, gratuite e degradanti per il genere umano.
Chiunque ha in mano un oggetto che può considerarsi un’arma, (anche un sasso e una fionda lo sono), per favore lo usi con il criterio adeguato al proprio mestiere, condizione e soprattutto coscienza animale….la coscienza umana ha troppe lacune, perciò è inaffidabile.


La caccia non è uno sport (come non lo è la pesca) . Uno sport prevede la possibilità di sconfitta, di venire battuti da un avversario (interno o esterno) sullo stesso campo di gara, con le stesse regole e conseguenze.
Per certi versi il toreador, pur essendo una figura anacronistica e inaccettabile, ha un atteggiamento un filo più sportivo verso il suo avversario.
La balestra poi è un’arma da bracconieri, un fucile silenzioso, uno strumento ottuso quanto il suo utilizzatore.
Nel XII secolo il papa Innocenzo II ne vietò l’uso in battaglia tra eserciti cristiani, proprio a causa della sua pericolosa efficacia, quasi fosse un’arma del diavolo. In realtà propenderei per l’ipotesi che l’anatema emesso da Innocenzo II sia stato sollecitato dalla nobità (chiesa e potere sempre a braccetto) la quale si rese drammaticamente conto della sua vulnerabilità.
Per mezzo della balestra anche un ignorante servo della gleba poteva permettersi di abbattere qualche quintale di ferraglia con nobilissimo cavaliere annesso, e ciò era considerato sconveniente, una rivoluzione avanti lettera che era irrispettosa delle (cattolicamente sancite) differenze di censo. Fino ad allora una bella carica di cavalleria poteva permettersi di fare piazza pulita della marmaglia appiedata. La balestra avrebbe potuto far scoprire alla plebe che il sangue dei nobili non era così blu come universalmente accettato, e che anzi scorreva bene come quello dei poveri diavoli, con le stesse ferali conseguenze.
Il balestrieri, trovandosi tra le mani uno strumento in grado di uccidere, silenziosamente, a distanza, senza il minimo rischio, qualsiasi nemico, anche pesantemente corazzato, col tempo divennero tracotanti e incontrollabili, tanto che nella Magna Charta si vietò l’utilizzo di mercenari stranieri così armati.
Mi sembra che lo spirito infido e vigliacco del balestriere non sia cambiato un granché nei secoli…
Come sempre la tua analisi è ineccepibile e dà altri spunti per comprendere.
Cretini, stupidi e ignoranti. In loro di buono nulla, di cattivo quasi nulla.
Come ho visto in un film, sarebbe il caso di dare a loro la parte della preda così capiscono che cosa si prova ad essere inseguiti per essere ammazzati!
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Qui nella mai zona quasi tutti gli uomini sono cacciatori ,nascono in famiglie di cacciatori e a loro sembra naturale prendere il fucile per uccidire ,per fortuna mio marito anche lui giovane cacciatore anni fa ha capito da solo che la caccia non era per sfamare una famiglia e ha smesso capendo da solo che non era giusto ammazzare gli uccellini e distruggere una fauna già messa male dai diserbanti e bracconieri,ho ammirato il suo coraggio a smettere ,forse ci vuole solo un po di consapevolezza delle azioni che facciamo e forse tutto avrebbe un altro significato .
Per fortuna il cuore riesce spesso a suggerire le cose giuste.
Salve vorrei solamente dire che non tutti coloro che tirano con la balestra sono dei bracconieri anzi io ed un mio amico andiamo a tirare in un campo di tiro con l’arco e non ci sogneremo nemmeno di tirare verso un animale siamo solo affascinati dalla precisione di questo strumento sportivo che a volte viene usato da degli sprovveduti che contribuiscono a portare biasimo su chi invece vuole solo divertirsi senza fare nessun danno come fanno ad esempio i altri paesi dove arceri e balestrieri tirano in compagnia reciproca grazie
Grazie Alex per aver portato la tua testimonianza. Sono contenta di leggere queste parole poiché, disgraziatamente, l’esperienza dei cinghialini è stata proprio avvilente oltre che dolorosa. E, per giunta, mi è capitato di incontrare in palestra un amante della balestra, autodidatta e disinformato, che si vantava pure lui di cacciare animali per gioco. Insomma non si vuol fare di tutta l’erba un fascio, perciò ti ringraziona ancora per il tuo commento.