Opinione

La percezione della morte

Ieri, parlando con una conoscente, è saltato fuori il tema dei comportamenti poco prudenti di certi ragazzi.
Tra le tante considerazione fatte, giusto per scambiare due chiacchiere, le ho detto: “Mi sembra naturale che tanti giovani non si preoccupino, talvolta non hanno la giusta percezione del pericolo, di qualunque genere di pericolo, si sentono invincibili e immortali. Sarebbe saggio fargli capire che cosa può succedere fuori dalle loro case”.

La signora, che ha due figli adolescenti, ha risposto: “Oh noooo, è meglio che i ragazzi non sappiano che cos’è la morte”.

Queste parole mi hanno lievemente sconcertata e, chissà per quale motivo, m’è tornato in mente un tragico incidente accaduto qualche anno fa sulla strada che porta al mio paese.
In questa zona ci sono discoteche, pub e locali aperti di notte; una sera d’estate al ritorno dalla discoteca più rinomata, un’auto uscì di strada, un ragazzo perse la vita e altri due furono gravemente feriti, mentre il guidatore, un diciottene a bordo dell’auto sportiva del padre (che non avrebbe potuto guidare), rimase illeso.
L’incidente fu causato dalla velocità elevata che fece schiantare la macchina contro un muro di sassi; data la tarda ora non c’erano altri mezzi in circolazione altrimenti sarebbe stata una strage.
Tutti e quattro erano molto conosciuti in paese, la vittima aveva sedici anni.
Pochi giorni dopo l’incidente il padre dell’autista dichiarò pubblicamente: “Mi dispiace tanto per M., ma mio figlio è come me, ha la velocità nel sangue e non ci si può far niente”.

Ecco, io darei volentieri un paio di martellate sulle unghie dei piedi a questo padre e a quei genitori che non preparano i figli ad affrontare la vita e i pericoli che comporta, compresa la morte.
Credo che tante persone, di qualunque età, non abbiano l’esatta percezione del pericolo.

 

31 pensieri riguardo “La percezione della morte

  1. Qualche mese fa (esattamente a ottobre 2024), ho scritto un post sul “Parkour”.
    La nuova tendenza del momento.
    Per un picco di adrenalina e l’occasione di incamerare like e menzioni digitali, ragazzotti (e donzelle) molto atletici, saltano da un palazzo all’altro e mettono costantemente e ripetutamente a rischio la vita.
    Che evidentemente per loro non vale un cazzo !!!
    Sentire che ci sono pure genitori che li considerano “eroi” … mi fa capire che siamo senza ritorno.

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    1. Purtroppo, caro Baglio, negli ultimi decenni è sprofondato il valore della vita. Saranno le guerre che ci stanno abituando a visioni di orrore e morte, sarà la mancanza di fiducia nel futuro o il desiderio di volere tutto e subito, conseguenze dello sfacelo mondiale. Sta di fatto che oggi appare normale uscire armati e ammazzare qualcuno perché ci ha guardato due volte.

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      1. Hai ragione. Non c’è! Non l’ho messo nel Blog. Ma è inseriti nel libro annuale nel quale pubblico anche quello che non entra in rete. E che lascio per i miei nipotini. 😃
        Scusa…

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  2. Il decesso è un percorso naturale esiste, ma non certo andarsela a cercare, la vita merita rispetto e proprio nel nome di questo rispetto un genitore sin dall’età più piccola dovrebbe insegnarla al propri figli l. Buona domenica Nadir 🪷

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  3. non so voi, ma io alla loro età e oltre, non ero meno idiota di quei ragazzi. Mi vengono ancora i brividi a ripensare a certi rischi scriteriati corsi in auto o in bici, per il solo gusto di provare il brivido e farlo provare a chi era con me. Questo non per giustificare il loro comportamento ma per dire che è qualcosa di molto radicato nei l’essere giovani e che non è una tendenza di questa generazione.

    ml

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    1. Sì, è vero il gusto del rischi c’è d asempre, però adesso esistono mezzi e possibilità che peggiorano tutto in modo devastante. Inoltre c’è la smania di apparire, che prima senza i telefinini e i vari socia, non aveva vie di crescita, ci si poteva vantare solo tra amici. Adesso un cretinetto qualunque di un paesino qualunque può mettersi in testa di imitare il folle che si butta nelle cascate del Niagara per dimostrare che nuota bene. Magari non sono peggio i ragazzi, ma è cambiato il mondo, fino agli anni ’90 solo i criminali andavano in discoteca o a scuola con pistole o coltelli.

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  4. 🎀 Sono d’accordo sul tuo pensiero ~ Forse questo voler esorcizzare la morte ignorandola e’ un infantilismo ~ Dovrebbe lasciare posto alla consapevolezza che chi e’ vivo e’ “dovuto a mprte” (Simonide), MA andarsela a cercare e’ un oltraggio indecente alla vita ~ Buonanotte Nadia!

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