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Il grottesco manifesto di Parigi

La pantagruelica cerimonia di apertura delle Olimpiadi ha suscitato una vasta indignazione per il suo attacco totalmente fuori contesto a simbologie religiose cristiane, soprattutto se si pensa che questa manifestazione sportiva, ormai degenerata da decenni, in strumento di geopolitica, dovrebbe avvicinare le persone e non dividerle. Ma al di là di questo è mai possibile…

Il grottesco manifesto di Parigi

31 pensieri riguardo “Il grottesco manifesto di Parigi

  1. Infatti. I ragazzi di oggi, che non sanno che cosa c’era prima di loro, come fanno a comprendere certi avvenimenti di importanza planetaria. La sostanza, lo spirito, la fatica, l’abnegazione e, talvolta, la giovinezza sacrificata in nome dello sport.

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  2. Una roba del genere, nel senso di capacità di andare nel grottesco e nel pacchiano, sfiorando il cattivo gusto, l’avevo visto alcuni anni fa, in quelle TV private, in cui facevano vedere alcune pacchiane cerimonie matrimoniali in alcuni posti malandati nel Sud Italia. Ciao Nadia, spero tu stia bene.

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      1. Certo. Per mio figlio era la prima cerimonia olimpica in piena coscienza a cui assisteva. Invece che ammirare quello che dici tu, si è dovuto sorbire le immagini di un potenziale ménage-à-trois, le teste decapitate con tanto di stelle filanti rosso sangue e ad un certo punto stanco delle pacchianate è andato a dormire. Alla sua età io ricordo bene la sfilata di Seul88 e i volti degli Abbagnale e quello di Carl Lewis con il sorriso a 32 denti. Ancora oggi quando penso a quella cerimonia ho i brividi (fu la mia prima cerimonia da perfettamente cosciente).

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  3. Disagio e degrado l’hanno fatto da padroni, inutile persino cercare un senso in tutto questo. In pratica, dal momento in cui la fiaccola è stata consegnata a Parigi, lo sport è sparito per lasciare spazio a ciò che abbiamo visto. Peccato.

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      1. Gli atleti hanno provato a sbracciarsi per farsi notare ma era evidente che lo sport (insieme al buon gusto e al rispetto di ciò che è sacro per tantissime persone) non era invitato.

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