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Gabinetti per le persone senza identità di genere.

A Milano sono stati creati dei gabinetti appositi per le persone senza identità di genere, notizia di qualche mese fa sulla quale ho ponderato a lungo al fine di comprenderne il significato. Non sapendo bene se ridere o piangere, ho pensato ai gabinetti delle stazioni, dei ristoranti, dei bar, degli aerei e mi sono chiesta: […]

Gabinetti per le persone senza identità di genere.

29 pensieri riguardo “Gabinetti per le persone senza identità di genere.

  1. A me al cesso, se è pubblico, basterebbe che la gente imparasse a lasciarlo pulito, per rispetto di chi entra dopo. Cosa che non succede. Mi spiace per sta cosa, perché già lo so che i maschi fanno la pipì sulla tavoletta, per terra, sui muri… e lasciano un cesso infernale. Lo so, perché ho fatto la donna delle pulizie e la barista da studentessa e questa è la verità, checché ne dicano i detrattori. I bagni delle donne erano sempre più degni e puliti, (forse perch a casa li fanno pulire al oro) tranne che nei pub, dove l’alcool non fa distinzione fra uomini e donne e quando sono sbronzi sono tutti bestie uguali. Detto questo, l’ipocrisia è il male di questo secolo, ma viene subito dopo il rincoglionimento mediatico, per il quale se una pecora bela a destra, tutte le altre vanno a destra, se bela a sinistra, tutte le altre vanno a sinistra… e se una bela in un cesso unico gender, tutte entrano nel cesso unico gender…. quindi io non mi stupisco più di nulla. Dopo il cesso gender, ci sarà pure la fogna gender e mi sa che ci finiranno tutti, in gregge… ed in buon parte è già successo e sta succedendo. Tanto per dire, questa settimana sono stata a un funerale di una 48 enne (morte improvvisa), di un 52 enne (morte improvvisa) e fra due giorni devo andare a un funerale di un ragazzotto di 30 anni, che pare abbia avuto un malore mentre guidava uno scooter. Quindi, più che ai cessi, io penserei a rimettere in piedi il sistema sanitario, perché mi sa che ne avremo sempre più bisogno.

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      1. NO, non è una questione di “fare più figo”; la questione è ben più complessa e delicata, ma non è forse questa la sede per parlarne. Magari, prima o poi ci scrivo un post. Dico solo che se la gente si informasse un po’meglio, anziché prender per buono tutto quello che passano i media e i social, saprebbe cosa sta creando questo casino del gender fluid in America, dove è nato, e forse (ma ho i miei dubbi) rinsavirebbe un attimo. Ci sono adolescenti che si fanno operare per cambiare sesso già a 14 – 15 anni; le normative di alcuni stati americani non permettono ai genitori di intervenire. La transizione sessuale non è un giochetto; fra operazioni e farmaci, le case farmaceutiche e le cliniche private ci fanno i milioni, ma i ragazzi, che psicologicamente sono confusi da sta merda e ancora non hanno sviluppato un’identità sessuale ben definita, a forza di riempirgli la testa di minchiate, si ritrovano poi con dei corpi martoriati, ovviamente sterili nella maggior parte dei casi e spesso cambiano idea, quando oramai è troppo tardi. Risultato? Prova a immaginarti cosa significa ritrovarsi un corpo mutato, che non vuoi più avere. E tutto questo è mostruoso. Arriveremo anche a questo, anche qui. Intanto ci sono i trans che fanno le giornate nelle scuole materne, per abituare i bambini alla “diversità”, i libri scolastici si sono già adeguati e i libri come quelli di Doald Dahl sono stati censurati perché non sono corretti dal punto di vista delle politiche gender. E dulcis in fundo, dove vanno in passeggiata i bimbi delle elementari oggi? Ma ovviamente ai Gay pryde e alle giornate di informazione gender. E poi qualcuno si chiede perché c’è chi non vuole più mandare i figli a scuola… e io gli rispondo che forse sono quelli che si sono svegliati e hanno finalmente capito cosa sta succedendo.

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  2. Si allunga sempre più la lista degli istituti scolastici italiani che introducono i bagni “no gender”. L’ultimo entrare nella lista delle scuole virtuose in termini di parità e inclusione è quello del liceo artistico “Brera” di Milano: scompare la tradizionale distinzione all’ingresso tra maschi e femmine per lasciare il posto ad una neutralità di genere che rispetti in tal modo l’identità di tutti gli studenti e le studentesse. È la prima volta nel capoluogo lombardo ma va ad aggiungersi a quelli che in precedenza erano apparsi a Pisa, Torino, San Lazzaro di Savena, Piacenza e in altre città sparse su tutto il territorio.”

    Bisognerebbe avere una visione più globale delle informazioni! Buon sabato Nadia

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    1. Parità e inclusione al cesso non servono a niente, è nella vita quotidiana delle persone comuni che devono esistere parità e inclusione. Ogni giorno le donne muoino e prendono botte per mano di mariti o uomini semplicemente geloso. Ogni giorno un omosessuale viene escluso dal lavoro o vilipeso da compagni di lavoro o di scuola o, peggio ancora menato per strada. La parità va praticata nella vita, non al cesso.

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      1. E come mai nessuno pensa di insegnare alle donne a sottrarsi dai loro aguzzini? Dovrebbero farlo a scuola, insegnando ai maschi che le donne non si ammazzano.

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      2. Le migliori le amicizie nascono proprio quando si ha la forza di discutere serenamente! Non ti ho risposto prima perché è venuto a cena mio fratello. Buonanotte e Buongiorno Nadia con un abbraccio

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