Ambiente · Opinione

Scatole infinite

Nei giorni trascorsi dentro i supermercati, come promoter, ho potuto osservare per lungo tempo tutti i movimenti di merci tra una corsia e l’altra.
Gli addetti ai vari reparti non sono mai fermi, è un continuo andirivieni di carrelloni e trainabancali per non lasciare gli scaffali vuoti.
Questo avviene regolarmente e costantemente per tutto il giorno, specialmente nei reparti di generi alimentari. I vari prodotti arrivano a bancalate, dentro scatoloni che contengono scatole più piccole, che contengono scatolette, che contengono il prodotto da esporre.
Un po’ come le scatole cinesi o la famosa Matrioska russa.

Ma, i prodotti non arrivano “nudi” a casa nostra, hanno ancora il loro bel vestitino che noi, come utenti finali, gli togliamo ed eliminiamo, come vengono eliminati tutti gli abiti e soprabiti precedenti.
Nei reparti arrivano enormi quantità di merce imballata ed escono enormi quantità di cellofan, plastica, carta, cartone, stagnola e polistirolo da eliminare.
Mi auguro in modo adeguato almeno dai supermercati che li smistano.

Rimanendo là per otto ore ad osservare ci si rende conto di quanto materiale di scarto può produrre un solo punto vendita.
Io stessa, per due giorni di promozione, avevo in dotazione 600 (seicento) cucchiaini monouso da degustazione, mille volantini illustrativi plastificati, il banchetto grande di robusto cartone decorato, tovagliolini, vassoio di cartoncino con interno plastificato, guanti usa e getta, oltre naturalmente alle scatole contenenti il prodotto da offrire al pubblico.
Ho eliminato tanto materiale da riempire la mia piccola utilitaria.
Moltiplicando tutto per un numero esponenziale, valutando la grande distribuzione mondiale, esce una cifra inimmaginabile.

Questa considerazione ravviva in me l’argomento sprechi e inquinamento.
Ma non trovo parole, che non siano già state dette, per descrivere la mia costernazione che sarà la stessa di tante persone attente nel contenere questa piaga della società.
Mi permetto di usare il termine “piaga”, perché sprechi e inquinamento saranno croci sulle nostre tombe quando il pianeta terra riterrà opportuno fare un po’ di pulizia nella propria casa.

E tornare ad essere se stessa

25 pensieri riguardo “Scatole infinite

  1. A Brescia, in via dei Musei, si possono vedere gli scavi della Brescia romana, a due metri e mezzo, tre metri sotto, più in basso rispetto all’attuale Brescia. Poi, fuori città, vicino alla strada che mi riporta al paesello, ci sono le “colline” ricoperte di terreno, erba, cespugli, che indicano le discariche varie. In tempo di Covid, ci lamentiamo dei guanti, mascherine e altro che troviamo sparsi un po’ dovunque. Qui al paesello facciamo la raccolta differenziata porta a porta con una raccolta che arriva all’80 per cento e con il recupero dei vari materiali per il riciclaggio, ma abbiamo anche una piattaforma ecologica per il recupero degli scarti di grandi dimensioni.
    Nell’epoca del consumismo e del benessere, con una popolazione mondiale quintuplicata rispetto all’epoca romana, quanto si è ingrandito (e insozzato) il nostro pianetino?

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  2. Anche io mi stupisco della quantità di rifiuti che già solo in famiglia produciamo. Però cerchiamo di suddividere tutto e di adottare qualche buona pratica. Acqua del rubinetto, detersivi alla spina e anche una serie di prodotti sfusi tipo farina, riso ecc. È ancora troppo poco, ma un piccolo gesto, insieme ad altri, diventa una serie

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  3. Leggendo tutto ciò che è scritto sul tuo blog, sembra di guardare un film dell’orrore. Come inquiniamo il pianeta a destra ea sinistra. Ora ha notato che vivo in un edificio di 10 piani e ogni giorno 10 bidoni della spazzatura (contenitori) vengono gettati via. È uno spreco oltraggioso.
    Mi sento già male pensando a quello che butto fuori ogni giorno.
    Comunque, abbiamo un vicolo cieco.
    Meno male che hai messo il dito sulla piaga.
    Manuel Angel

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  4. Ho visto ieri sera un breve servizio al telegiornale, elefanti e orsi polari che si nutrono scavando tra i rifiuti, e uccelli che usano la plastica per costruire i propri nidi… sono rimasta pietrificata, non credo nella possibilità di rimediare a tutti i danni fatti, e per quanto ci provi mi rendo conto che sono anchio, nel mio piccolo, responsabile. Perchè nel mio bidone della plastica finiscono confezioni vuote, bottiglie, e via dicendo, e tra i rifiuti che inquinano ci sono anche i miei

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    1. E anche le popolazioni delle periferie di grandi città del terzo mondo che vivono a ridosso e nelle discariche cercando di recuperare qualcosa di servibile fra gli scarti che noi, del primo mondo, scarichiamo nelle loro nazioni con navi cariche di rifiuti.

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  5. Io mi sento una fabbrica che produce solo rifiuti. Nonostante mi impegni a crearne il meno possibile mi sento una catena di montaggio bisettimanale. E mi capita pure quando vado giù a lasciare i miei “scarti” i di mettermi con pazienza indossando i guanti come sempre perché ogni volta è davvero un casino,a cercare di salvare il salvabile da quello che è stato introdotto nei bidoni per errore? Mah… dai restanti condomini. La reputo una inciviltà questo fregarsene di dividere! È evidente che a loro non dispiace dover suddividere per millesimi multe mensili da oltre 100 € ! che peccato esistano soggetti dimili ancora. che gente ignorante comunque mi reputo una fabbrica che produce rifiuti… e non riesco a rimediare quanto vorrei.

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  6. Noi stiamo risparmiando per farci il sistema di filtraggio per l’acqua così da eliminare le infinite bottiglie di plastica…che comunque va’ all’impianto di reciclaggio.
    Non compriamo più stoviglie usa e getta e cerchiamo di utilizzare più vetro possibile (riutilizzabile).
    A volte resto senza parole per i rifiuti che la mia famiglia produce…. 😔

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  7. si parla di ambiente, ne fanno tavole rotonde, ma non c’è volontà di iniziare un cambiamento radicale.Si dovrebbe iniziare a cambiare norme di imballaggio a livello industriale ( che nn sia solo una scelta ponderata di alcune ditte) . Ad esempio quando acquisto detergenti per òa persona o per la casa scelgo le ricariche in bustone che tengono minor spazio e si risparmia qualcosina, addirittura una ditta fa delle eco-cartucce di detergenti da sciogliere in acqua tiepida dentro un flacone per ottenere il prodotto usufruibile.

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