qualche pezzo di me

Succede che

Mi domando come sia possibile, ma a me riesce molto meglio scrivere che parlare.
Benché abbia chiari in mente i concetti degli argomenti che tratto, quando devo parlarne a voce di fronte a persone con le quali ho poca confidenza mi blocco, dimentico parole e nomi come se stessi cercando di inventarmi qualcosa da dire su temi che non conosco.

Lo stesso succede quando devo presentare i miei libri: se non mi vengono fatte domande dirette alle quali rispondo prontamente, non riesco neppure a spiegare il contenuto di un libro sul quale ho lavorato per mesi.
Suppongo sia un problema di ansia o, peggio ancora, psichico, in ogni caso faccio sempre la figura della scema, perciò evito come la peste la presentazione dei miei libri.
E pensare che sono sì una persona riservata, ma affatto timida e non ho problemi a dire chiaro e tondo quello che penso, non ho niente da nascondere e non mi nascondo mai.

Chissà per quale strana alchimia in certi frangenti mi mancano proprio le parole, balbetto, scivolo sugli specchi e non riesco neppure ad afferrare termini comuni che uso abitualmente.

Dovrò cercare qualche esercizio mentale per ovviare a questo fastidioso inconveniente.

Come se non avessi già abbastanza problemi…

26 pensieri riguardo “Succede che

  1. Può essere il controllo emotivo, oppure una questione di allenamento, oppure perché si è molto più riflessivi che istintivi, quindi è anche una questione di indole e di talenti. Ricordo un aneddoto su Berlinguer. Ammise ad un giornalista che non amava fare dirette TV (nonostante lavorasse in pubblico e facesse discorsi pubblici) ed interviste dirette ed in diretta. Si giustifico’ dicendo che non voleva giocarsi una carriera fatta di sacrifici e rinunce per un verbo fuori. Oggi vedo che rispetto ai tempi di Berlinguer parlare in pubblico o rispondere verbalmente ad interviste e domande e’ molto più difficile. Molti intervistatori tendono a lanciare trappole in cui far cadere “emotivamente” l’intervistato. C’è’ molta più cattiveria in giro, e questa si manifesta anche in questi contesti.

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      1. Posso solo immaginare la difficoltà. Presentare un libro credo poi sia una cosa che metta in gioco molte cose personali. L’impatto emotivo deve essere altissimo, se poi ci si scontra con scetticismo non deve essere per nulla una situazione semplice.

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