Opinione

Sdegno per sdegno

Nell’era attuale gli umani usano manifestare i proprio sentimenti sui social, in particolar modo quelli forti come odio, amore, dolore e varie sottocategorie più o meno espresse in misura paritaria.

Qualcuno dichiara la passione per gli animali e per contro detesta chi va a caccia, (per esempio la sottoscritta, ma non uso i social per esternarlo), altri sputano in faccia al fidanzato/a traditori o alle amicizie venute meno, per non parlare dei proclami riguardanti politica e calcio dove anche i paracarri dicono la loro.

Lo sdegno, invece, ha doppia valenza e tocca quasi tutti indistintamente.
Esso viene ostentato nelle occasioni più disparate sia per amore, sia per odio, sia per dolore o per sostenere una causa che gira sul web senza conoscerne alcun dettaglio. Insomma sdegnarsi pubblicamente è necessario, anzi doveroso se si vuol far parte del mondo social.

Abbiamo infiniti esempi in un catalogo aggiornato di ora in ora, c’è solo l’imbarazzo delle scelta.

Ci si sdegna perché “prima gli italiani terremoti”, perché soccorrere è un dovere umano, perché la capitana è una santa, e invece no è una piratessa, perché i bambini devono nascere comunque, perché l’aborto è un diritto, perché l’accoglienza è obbligo di coscienza, perché è meglio aiutarli a casa loro, ecc. ecc. ecc.

Non importa quale sia la “giusta” causa, importa sdegnarsi sempre e comunque, soprattutto se è l’argomento del giorno.
Ovviamente è uno sdegno a prescindere dalla, più o meno profonda, conoscenza del problema, una volta deciso (sempre a prescindere) chi sono i cattivi e chi sono i buoni, ci si sdegna punto.

E adesso vado a vedere qual è lo sdegno del giorno.

Leonardo da Vinci Tutt’Art@

16 pensieri riguardo “Sdegno per sdegno

  1. La reazione istintiva “di pancia” deve servirci ad aspettare, elaborarla, informarci a fondo per salire all’origine della questione ed allora abbiamo bisogno di informazioni reali, di tempo, di voglia di studiare l’argomento in realtà, di attenzione per poi lavorare in onestà di coscienza nel compromesso tra la RAGIONE e la Poesia perché molte questioni non si possono lavorare con un sì oppure un no, cosa ne pensiamo, intendiamo, sentiamo?

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  2. Il problema a mio avviso non è tanto lo sdegno manifestato quanto la qualità degli interventi ed avere una certa coerenza di coscienza.Oggi spesso entrambe le cose mancano quindi ciò che resta è solo uno schifo dove prevale l’insulto.

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  3. Non mi indigno sui social (in verità sono solo saltuariamente su Twitter) e trovo che ci sia spesso, come dici tu, un’indignazione superficiale e di breve durata, però umanamente mi indigno, ne parlo in famiglia, con gli amici, a volte a scuola: odio l’indifferenza.

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  4. C’è anche chi, commentando un post, trova comunque l’aggancio per sdegnarsi su tutt’altro indipendentemente dall’argomento proposto.
    Tipo prendersela con un politico qualsiasi, o un’idea politica qualsiasi, postando un commento in fondo alla ricetta di una torta, con la scusa che comunque il pensiero umano è sempre “politico”.
    A volte, su certi commenti che leggo, anche su altri blog, mi verrebbe da scrivere:
    “fuori tema: 4” come il voto e commento che mi dava la mia insegnante su alcuni miei componimenti.

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