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Ne è valsa la pen-n-a

Ieri mattina pioveva di brutto, poi ha cambiato idea e, verso mezzogiorno, ha esibito un bel sole scacciando tutte le nubi (manca il soggetto, lo so, ma se lo metto se ne va via la spontaneità dell’attimo di pulsazione parolaia).
Pensando che intendeva farmi il solito scherzetto del metto i sole per quel che basta a farti uscire così poi ti bagno, ho deciso di andare in palestra sia per l’allenamento con i pesi sia per la sezione aerobica. Invece proprio nell’orario in cui stavo camminando in salita pendenza 15, su una paranoica quanto utile pedana rotante, il sole era al massimo splendore.
Che nervusss!

Se lo sapevo portavo anche l’abbigliamento “da fuori”, ma ho solo la conotta e il ricambio per lo stretching, quindi nisba!
Che nervusssss!

Oggi invece non mi sono fatta fregare: ho portato tutto, dentro e fuori. Pronta per qualunque evenienza. Anche per la neve, toh!

Proprio mentre stavo uscendo dalla palestra per compiere il mio personale percorso lungo, che mi tiene in giro novanta minuti (+ o -), il cielo s’è coperto di tante piccole nuvolette fitte fitte, tipo pecorelle.

Va bene, ho pensato, se proprio vuoi darmi la fregatura…dammela, io sono pronta.
Però sbirciavo, con la coda dell’occhio, altre parti di cielo e vedevo che le pecorelle avevano un limite ben definito, perciò ho fatto finta di niente e ho cominciato a salire verso Altacollina per andare alla chiesetta di San Bartolomeo.

Giunta al Malpasso mi ci sono infilata dentro e sono arrivata fino a Salice sullo sterrato. Poi ho preso il salitone che porta da Casa Garello a San Bartolomeo alto. Un bello strappone che, fatto col mio passo, tira su le chiappe che è una meraviglia.
L’ho fatta tutta al chiodo fino in cima, poi ho circumnavigato il piccolo borgo e sono scesa verso Rivanazzano.
Da lì in poi è tutta liscia verso il basso con pendenza variabile.

Inizialmente l’ho presa di corsa a testa bassa, poi ho alzato gli occhi e ho assestato la marcia sulla passeggiata veloce perché non potevo perdermi lo spettacolo che avevo davanti.
Là in alto si vedeva “da-dio” quel che sotto era nascosto dalla nuvolaglia pecorosa: la catena delle Alpi Piemontesi al gran completo illuminate dal sole, ancora più splendenti, perché le nuvole sotto riflettevano la luce.

Per un momento ho pensato al paradiso. Mi son detta: se c’è il paradiso deve essere quello là. Poi ho rammentato l’immagine che ci hanno sempre obbligati a figurare nella nostra mente.
In ogni caso lo spettacolo in altissima definizione era da perderci gli occhi. Anche se già visto tante volte, la goduria ogni volta si rinnova senza ritegno.
Quando racconto ciò che vedo mentre sto girovagando per valli, boschi e colline, c’è sempre qualcuno che dice: perché non porti la macchina fotografica o il telefonino, così poi mostri le foto, noooo…?
No! No perché è diverso. La foto può essere splendida finché vuoi ma non ti dice esattamente quello che io vedo. Perciò preferisco dirtelo.
Mentre te lo racconto, tu ascolti la mia voce che si colora, vedi i miei occhi che s’ingigantiscono diventando laghi dentro i quali puoi scorgere il bello che ti sto raccontando.

Capisci che è diverso?

E adesso capisci anche perché, quando vado in giro a mescolarmi con quel che offre il pianeta Terra, porto lo stretto indispensabile per farmi tornare a casa: il corpo e il cervello.

Do pienamente ragione a chi dice che è imprudente allontanarmi parecchi chilometri a piedi senza portare neppure il telefonino spento.

E’ che io confido sempre nel mio istinto animale che mi suggerisce come e quando fidarmi.
Fino ad ora non mi ha mai tradita. Se un giorno mi tradirà, vorrà dire che quello sarà un buon giorno per tradire…

Visto che ne è valsa la pen-n-a scriverlo?

Oh, ma ti è piaciuto lo spettacolo, o no?

Ovvio che metto due occhi che guardano. Ho appena detto che le immagini non rendono...
Ovvio che metto due occhi che guardano. Ho appena detto che le immagini non rendono…

N.d.a. Il Divino creaturo che presta la sua immagine come testimonial del mio blog è Presidente Cubotto in arte @brunochedog

11 thoughts on “Ne è valsa la pen-n-a

  1. Descrizione fantastica che fa immaginare ciò che tu hai potuto osservare con i tuoi occhi. Peccato non poter vedere lo stesso paesaggio anche tramite una foto.. ma forse questo è anche un bene! Fa bene usare l’immaginazione, la fantasia!
    E ci vorrebbe anche una foto per le tue chiappe toniche, ma anche qui lasciamo all’immaginazione il suo corso.
    Che dire.. complimenti per ciò che fai e per come lo descrivi.

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    1. Geazie! La visione paradisiaca delle Alpi è molto più affasciante vista in “viaggio” sulle colline che vista in foto. In ogni caso credo esistano magnifiche immagini fatte da professionisti che sanno catturare ciò che io ho descritto con poche parole ma molto amore.
      Per le mie chiappe, invece, se cerchi bene tra le foto del mio sito o nei miei profili FB e Twitter, penso che qualcosa tu possa trovare. 😉

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