Freak · Insofferenza

Domande su un mistero senza una virgola di gloria

In questi ultimi tre giorni ho incontrato almeno una decina di conoscenti che, fermandomi per strada, mi hanno domandato con sorriso smagliante e sorpreso: “Ma…è vero che scrivi libri? Sei tu Nadia Mogni la scrittrice?” oppure “Ho saputo che sei diventata scrittrice…” “Complimenti, perché non me l’hai detto?”

E io rispondo “Veramente son ventanni che scrivo, ultimamente ho vinto un paio di concorsi da brocchi, sì ho pubblicato nel 2009, poi a settembre dello scorso anno, sempre grazie ad un premio ricevuto, e pochi giorni fa invece mi sono autoprodotta…”

“Ma che brava, ma che meraviglia, ma che bello conoscere un vera scrittrice…” Gente che prima manco mi salutava.

“A dire il vero non sarei proprio una scrittrice, visto che un (diciamo) mestierante di solito ci vive col proprio lavoro, io invece non guadagno un centesimo, quindi posso dire di essere ancora un’aspirante scrittrice…nonostante la quantità di pagina che ho sparso ovunque per anni e anni e anni”.

“Ma dai non essere modesta, li voglio comprare, in quale libreria si trovano?”

“Sono invendita on line, perché è difficile entrare nel circuito della distribuzione in libreria, i costi sono troppo alti e le piccole case editrici non possono permetterselo”.

Uguali domande nel luogo di lavoro: perché non l’hai mai detto, ma dove lo trovo….e via felicitandosi…

Lo stesso succede sul web dove ho parecchie conoscenze e anche amicizie telematiche.

E qui inizia il mistero senza gloria:

A – quanto pare fa “fine” conoscere uno scrittore o comunque chi si proclama tale, senza nemmeno sapere che cosa scrive.

B – enedetta gente, ogni volta che metto le locandine, autoprodotte, dal macellaio al panettiere alla parrucchiera alla palestra con scritto nome nognome e tutto la tiritera della novità editoriale di una vostra compaesana, come mai nessuno domanda niente?

C – ari mici virtuali da FB (dove ho contatti solo con persone che ho conosciuto prima dal vivo e tengo informate tramite web) a Twitter (dove sono molto attiva ed ho oltre mille follower con i quali interagisco di frequente), dove caspita siete quando linko i siti dove acquistare/leggere/commentare  le mie prestigiose opere letterarie?

D – ove cavolo stanno tutti i miei estimatori dichiarantisi lettori accaniti e quindi probabili acquirenti dei miei libri?

E – che cavolo leggete sul mio blog quando registro oltre cento visite al dì, e non vedete la pagina “pubblicazioni”, oppure in home page la copertina da linkare per acquistare il libro?

F – are acquisti virtuali sembra la tendenza più seguita del momento quindi non sarà un problema comprare anche un libro.

G – irano cani e porci con lo smartphone appeso al naso quindi ‘sto piffero di www.evaporata.com arriverà da qualche parte visto che da due anni è registrato alla SIAE come nome d’arte nonché pseudonimo della sottoscritta.

H – o pensato fosse più semplice bypassare la casa editrice per evitare intermediari poco propensi a render conto di vendite e produzioni, soprattutto agli scribacchini ignoti come me.

I – n questi giorno mi sono perciò autoprodotta l’ultimo libro dal titolo “Leggermente Evaporata” piccole storie surreali.

L – ho messo in vendita sul sito www.ilmiolibro.it

M – i sono iscritta al concorso letterario bandito da Feltrinelli e Scuola Holden.

N – on ho speso nulla perché è sufficiente acquistare una sola copia del proprio libro per poterlo mettere in vendita sul sito.

P – er diffondere la notizia ho inviato l’informazione alla mia mailing list, nonché a tutti i social network che frequento.

Q – uindi mi domando per quale mistero senza gloria ho venduto solo tre libri a tre umani che sono amici cari ai quali probabilmente lo avrei regalato?

R – icevo ogni giorno richieste di amicizia da parte di altri scrittori che mi pregano di leggere e votare il loro libro, così loro faranno lo stesso col mio.

S – arò una testina di minchia, ma a me non piace essere votata perché do il mio voto ad altri, insomma detesto il voto di scambio.

T – rovo sgradevole implorare un “per favore clicca mi piace su fb” perché l’elemosina intellettuale è antipatica.

U -n egocentrica par mio ama essere scelta per meriti e non per pietà.

V – orrei essere apprezzata con sincerità solo per quello che valgo.

Z – itta non resto perché ho la schiettezza nell’anima perciò cari astanti, che siate pochi o tanti, ditemi per quale motivo ciò che scrivo amate, ma non lo comprate?

XYW – Il presente articolo è scritto perché sono curiosa e voglio capire!

Capire che cosa?

Certamente non il meccanismo di produzione e conseguente vendita perché quello ci vuol poco a capirlo. So benissimo che non diventerò mai una scrittrice, men che meno famosa. Scrivo perché mi piace farlo e mi libera da pesantezze mentali.

La mia curiosità vuole solo scoprire quali sono gli amici che mi leggono, così stampo un numero di copie in esclusiva per loro che avranno in mano un prezioso quanto raro volume della scrittrice Nadia Mogni famosa soltando quando sarà anche fisicamente EVAPORATA!

E non dimenticate che scrivere “semplice” non è “facile”.

Li tengo tutti nel cassetto.

18 pensieri riguardo “Domande su un mistero senza una virgola di gloria

  1. Ti scrivo un commento ironico spero che lo si capisca ,in fondo è una mezza verità per quasi tutti gli scrittori … :
    se scrivere è liberatorio e non ti serve per mangiare e non puoi farne a meno ,te continua vedrai che la gloria arriverà ,magari postuma …ma che ci vuoi far i misteri son misteri se no sarebbe troppo trefasil.. 🙂 😉
    ps: il commento di Stelio è grandioso quasi svela il mistero 😆

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  2. Proprio perché non ho tempo, altrimenti avrei fatto un post uguale al tuo. Ho pubblicato anche io su ilmiolibro.it, ma ora mi trovo molto meglio su youcanprint, in tutti i sensi, e maggiormante per la distribuzione, e perché con l’acquisto del primo libro ti paghi tutto, codice iban anche e distribuzione e tutto il resto compresi. Anche io mi pubblicizzo a tutto spiano, ma se qualcuno mi ha acquistato qualcosa è stato perché l’ha deciso e pensato e meditato “sua sponte”. C’est la vie, che ci vuoi fare… 😉

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      1. Li ho pubblicizzati spesso su facebook e anche su my3place, e ora sono riuniti con i link rispettivi nel mio sito http://www.danielasanterini.it. Però aspetta che mi metto d’accordo con youcanprint, se posso fare il passaggio: dacci una guardata a youcanprint, offre molto di più (consiglio da amica). Purtroppo in questo periodo sono in altri pensieri affaccendata, ma appena passano mi rimetto a leggere anch’io 😉

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  3. T – ensione. Tendere, essere tesi a…

    Scrivere dovrebbe essere liberatorio, cioè il contrario.
    A meno che la macchina (da scrivere) che hai nella testa non rombi talmente forte da essere incontenibile, aver voglia di macinare, tritare la strada.
    Se è così, si molla tutto e si salta al volante, vietato affidarsi a mezzi intermedi per sperare che e recriminare quando.

    Scrivi, e basta.

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  4. A seconda del momento, fa “fino” anche conoscere un gay, un clandestino, un drogato, un malato terminale, un poco di buono. E’ il fascino del proibito.

    B isogna cambiare approccio commerciale. Prometti rivelazioni sensazionali, scandali e immagini hot.

    C apita spesso che la virtualità diventi realtà.

    D omanda sbagliata. Leggono veramente e, se leggono, cosa leggono?

    E sempio classico di persone che non hanno ancora capito internet.

    F acci caso. Anche su internet, come nei centri commerciali, solamente le cazzate vanno alla grande.

    G ià, ma il 99% dei possessori di smartphone sono poco smart, e sanno usare solamente l’un per cento del giocattolo.

    H anno, le case editrici, poca voglia di rischiare e troppa fame di blockbuster.

    I ntanto il libro c’è, e senza dover chiedere favori a nessuno.

    L a pagina delle recensioni è terribile: tutti commenti favorevoli…

    M ai perdere la speranza.

    N on ti sei fatta nemmeno uno sconto, o la dedica?

    P enso comunque che il passaparola sia tuttora lo strumento più efficace.

    Q ua siamo nel campo delle ipotesi. Chi ti ha detto che sono tre umani? Magari è uno solo che ha comprato tre copie, oppure una cooperativa che poi farà un racconto per ciascuno.

    R ichieste di amicizia? Da altri scrittori? Ma se l’invidia regna sovrana!

    S ta storia del voto mi sembra ridicola. Le pagelle le ho sempre odiate.

    T anto rumore (elettronico) per nulla, verrebbe da dire…

    U n’altra possibilità, mai disprezzabile, è quella di essere scelti per caso.

    V edo che ami le utopie.

    W aterloo, ecco a cosa si deve sempre preparare chi scrive (se non è già famoso). Magari poi andrà un po’ meglio di come previsto, e sarà tutto grasso che cola

    X come pareggio (tanto hai speso e tanto ne hai ricavato). X come mistero (perché non vendo?). X come raggi (scrivere con sincerità è equivalente a farsi radiografare).

    Y ou can, tu puoi, scrivere, divertire, far sognare, far pensare. Non è da tutti, sappilo. Tutto il resto è mondanità.

    Z anzara fastidiosa, che mi gira attorno mentre sto scrivendo. Zac! Beccata. Zefiro gentile, finalmente è arrivato a rinfrescare questa nottata. Zorro non arriverà a sanare l’ingiustizia, nemmeno questa. Zio Sam è preoccupato per l’Europa (ma saranno fatti nostri?). Zizzania è l’erba che cresce in ogni angolo. Zorba ha ormai smesso di danzare. Zombie continuano a pubblicare mattoni commerciali sempre uguali. Zarathustra ha parlato, ma non s’è capito niente. Sarebbe stato meglio se scriveva. Magari qualcuno lo leggeva…

    🙂

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    1. Il mio amico Stelio, uno dei tre che ha acquistato il libro e che, probabilmente lo conosceva già perché legge tutto ciò che scrivo, e che, probabilmente, è un libro che non avrebbe mai acquistato da uno sconosciuto perché lui ha il palato superfino (ma per davvero e non per vezzo) e quindi legge libri che noi umani nemmeno possiamo immaginare di prendere in mano. E che mi vuole bene davvero e, benché persona seria, preparata e severissima, non mi darebbe mai un dispiacere.
      Comunque nel suo elenco alfabetico ci sono tutte le verità, indipendentemente da me e dal mio blog.
      In Stelio veritas.
      In Evoparata cembolas. 🙂

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  5. beh, provo a formulare un’ipotesi. Magari esistono persone che ti apprezzano artisticamente più di me, ma forse una forma di invidia o di scazzo le trattiene dall’acquisto.
    Un’idea che ho sulla scrittura è che per essere scrittore ci vuole una alchimia particolare tra personalità e capacità e genialità che riesce a scatenarsi in una persona su un milione, quando va bene. Infatti non considero scrittori molti dei famosissimi contemporanei, per i quali, preso un assaggio, non spenderei non un ulteriore euro, ma nemmeno un ulteriore minuto…

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    1. Scazzo può darsi, invidia lo escludo al 99 per cento. Penso che non ci sia nulla da invidiare per ciò che riesco a fare perché, come tutti sappiamo, c’è molta più gente che scrive di quella che legge.
      Il punto è che io non sono un fenonemo, mi piace scrivere e lo faccio, tutto qui. Il resto è palese autoironia, tanto per darmi un po’ di arie, anzi meglio dire per tirarmela un po’, darmi arie potrebbe indurre battute pesanti 🙂
      Sono invece d’accordo sul fatto che gli scrittori con la giusta formula magica siano pochissimi, come dici tu.
      Tutto il resto è un fatto di gusto, non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace.
      E poi…c’è sempre il fattore “C” che la fa da padrone, se te ne capita una botta, non ti serve altro in qualunque settore ci si cimenti 😉

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