Racconterò in un altro momento la crociera cui ho partecipato qualche anno fa.
Oggi c’è un argomento più urgente da considerare: il naufragio della Costa Concordia e tutte le conseguenze che ne de-riveranno, per usare un termine consono.
Ovviamente il primo pensiero va alle vittime e alle persone che sono rimaste coinvolte in questa disgrazia, partite per un viaggio verso la serenità trasformato in un lungo di incubo dal quale alcuni non torneranno più.
Quando Gesù Cristo avrà terminato di contare le anime che lo hanno raggiunto da qualche parte lontano dalla terra e quelle che sulla terra sono rimaste, toccherà agli uomini restituire alla natura ciò che essa ci ha generosamente donato in quel pezzo di mare tanto bello ed apprezzato.
Apprezzato da tutti, ma ancor più da chi in quella zona ha la fortuna di possedere una casa per le vacanze o addirittura di averne la residenza.
Proprio perché, in caso (speriamo evitabile) di disastro ambientale, non sarebbero toccati luoghi per noi remoti che vediamo soltanto in occasioni particolari mi auguro che tutti gli italiani siano più sensibilizzati nei confronti dei danni immani e inestinguibili che ne uscirebbero.
Purtroppo quello che succede in casa altrui ci tocca sempre di striscio per pochi attimi e poi ce ne dimentichiamo, senza pensare che anche il pezzo di terra o mare che sta a migliaia di chilometri da noi fa parte del pianeta in cui viviamo perciò dovrebbe preoccuparci in ogni caso. Non si può certo pretendere che qualcuno “qui” si prenda a cuore le sciagure conseguenti gli esperimenti nucleari fatti in remoti pezzi di oceano o deserti ancor più desertificati da tali inutili pratiche umane.
Ma, oggi, la tragedia l’abbiamo in casa!
Sì, è vero ne abbiamo tante altre già in corso: c’è la crisi innanzitutto, c’è lo spread, la disoccupazione, la fame, la morte. Cosa vuoi che sia un pezzo di belvedere che diventa improvvisamente nero di petrolio, un po’ di uccellagione, tanta fauna acquatica e chissà cos’altro che sparirà per sempre dalla faccia della terra, confronto ai problemi “pratici” che ci stanno tartassando.
E invece, cari amici miei, è proprio per il disinteresse comune verso problemi che non ci toccano personalmente che si finisce per sbattere la faccia contro realtà che fanno male a tutti indistintamente, sulle quali poi versiamo le nostre amare lacrime di coccodrillo e per sanare le quali i governanti ci chiedono di versare lacrime e sangue, il nostro sangue e le nostre lacrime. Di ogni singolo “IO” che geme per i sacrifici e le rinunce cui deve soggiacere.
Io personalmente sono ancora afflitta dalle parole pronunciate stamattina dal Presidente del Parco mentre riferiva che il nostro governo, data la crisi in corso, non ha fondi per risolvere l’emergenza catastrofe ambientale e, qualora si verificasse, tale compito sarà demandato a “volontari”!
Va bene, i volontari ci saranno sicuramente. Ma cosa potranno fare con le mani e la buona volontà contro tonnellate di petrolio che si mescoleranno all’acqua di mare? Dobbiamo organizzare una raccolta fondi per acquistare spugnette e guantini e secchiello da regalare ai “volontari” che uno ad uno s’immergeranno per assorbire il carburante e bonificare la zona?
Data la gravità della situazione non possiamo nemmeno permetterci il lusso di riderci sopra, ma sperare che altre nazioni ci mandino i mezzi necessari per salvare il salvabile, o affidarci alla divina provvidenza.
Io proporrei agli ex ed attuali governanti ladri, a tutti gli evasori fiscali, ai benestanti provvisti di “giardinetto” in Svizzera, che amano bearsi godendo di pezzi d’Italia particolarmente gradevoli, di devolvere parte dei loro tesori occulti al recupero della Costa Concordia e portarsene a casa un pezzo ciascuno come souvenir d’Italie, tra qualche anno potrebbero riscattare i loro soldi con il valore acquisito da quei rottami che diventeranno storia.
Quella storia che sarebbe meglio togliere velocemente di mezzo prima che si trasformi in monumento all’imbecillità umana e a ciò che avevamo e non avremo mai più!
“E’ importante che nelle prossime ore si provveda a mettere in sicurezza lo scafo e ad aspirare il carburante. Altrimenti l’isola del Giglio è condannata“. Così il geologo Mario Tozzi, ex presidente del Parco dell’Arcipelago Toscano, interviene sul disastro della nave Concordia di Costa Crociere. “Il mio primo pensiero – aggiunge – va alle vittime e ai dispersi nell’incidente. Premesso questo, quanto accaduto potrebbe avere anche un risvolto ambientale“. Anche se i serbatoi di navi di questa stazza “sono ben protetti – rileva Tozzi – è importante verificare la resistenza dello scafo per poter aspirare il carburante. Altrimenti si provvederà a metterlo in sicurezza, credo nelle prossime ore“. Ma un danno ambientale, secondo il geologo, c’è già stato: “la nave, nell’impatto con lo scoglio che ha in parte trascinato con sé, ha rovinato parte del fondale per un bel po‘”.
Secondo Tozzi alla base del disastro c’e’ probabilmente una concatenazione di errori: “i sistemi radar ed elettronici oggi consentono una navigazione sicura – sottolinea – quindi c’è probabilmente stata una segnalazione elettronica che qualcuno non deve aver controllato. Normalmente, infatti, le rotte di navi di questa dimensione passano ad almeno tre miglia dalla costa“. E un miglio, secondo l’ex presidente del Parco dell’Arcipelago Toscano, “è la distanza minima suggerita dalla costa“. Non è comunque, secondo il geologo, questione di regole: “basterebbe un po’ di buon senso“. Regole più severe servirebbero invece, secondo Tozzi, per le petroliere, ovviamente più pericolose a livello ambientale delle navi da crociera. “Quando ero presidente del Parco – ricorda – chiesi senza successo il bando alle petroliere che continuano a passare nelle vicinanze delle isole“. “Un incidente con sversamento di petrolio in mare, infatti” – conclude il geologo – potrebbe danneggiare le isole per anni“. (Fonte Green style)
Meditiamo gente meditiamo…
Nadia grazie per questo post che condivido,resto in silenzio per i morti e le famiglie loro ma pure quelle che ancora devono sapere dei loro cari.
Resto in silenzio perche’ so’ che vuol dire.
Resto in silenzio perche’ se dovessi mai parlare…beh,solo rabbia avrei da scrivere e non voglio farlo qua.
Grazie cara,tvb.
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Noi ne sappiamo qualcosa eh Roby?
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Congratulazioni, avevo capito che sei coriacea, inossidabile, invincibile, ma non tanto da resistere a una permanenza in crociera.
Al tuo posto probabilmente sarei finito coll’uccidere qualcuno, oppure avrei sabotato la nave per farla affondare (in mare aperto).
Quanto al fattaccio in oggetto ti rispondo con una lapidaria definizione: il classico elefante nella cristalleria. 😦
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Ti dirò, caro Stelio, che mi è servito molto fare quella crociera (che onestamente avevo giurato non avrei mai fatto). Mi è servito per imparare tante cose nuove che non avrei capito se non avessi fatto quel viaggio in mezzo al mare. E’ proprio vero che bisogna provarle tutte nella vita per capire qualcosa, per questo non arriviamo mai alla fine dell’apprendimento. Ne parlerò sul post dedicato.
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Mia cara concordo su tutta la linea,.dovrebbero pagare gli evasori e i ladri dei vecchi governi!
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che dire…..c’è da meditare e da fare non solo a parole anche da parte delle alte sfere che più che fare disfano … 😦
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Come sempre cara Manola, come sempre…
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