Lifestyle

Smorfiosamente paradossale

Nel 2009, dopo la morte di mia mamma, mi trovai a dover svuotare la casa dove lei era vissuta per tanti anni.

Avevo mobili e suppellettili varie di cui sbarazzarmi, che a me non servivano e nessuno voleva, a meno che io non pagassi per “regalarle” a qualche rigattiere. Infatti mi sentii dire più volte: “ritiro tutto io / ho un amico che li vuole/ poi li rivendo/ ho lo spazio dove metterli/ a me servono….però mi devi pagare la mano d’opera e il trasporto.”

Si trattava dell’intero arredamento di una casa di quattro camere, oltre a pentolame vario, servizi di piatti, e biancheria per ogni necessità; era ovviamente roba vecchia e non preziosa ma, in ottimo stato e, con il disagio per sopravvivere che troviamo ovunque, mi sembrava un vero peccato buttarla via.

Meditai anche sul terremoto in Abruzzo, avvenuto poco tempo prima, a quelle persone che avevano perso tutto, e piangevano i morti, le cose, le case distrutte. Persone che improvvisamente si trovavano in mezzo ad un mucchio di macerie senza nemmeno un fazzoletto per asciugare le lacrime.

E io ero là come una cretina a cercare il modo di sbarazzarmi di ciò che per qualcuno sarebbe stato come manna dal cielo.

Comunque, prima di affidarmi ad un esoso cenciaio, diramai la notizia in giro sperando che qualche interessato si sbrigasse a farsi vivo poiché dovevo liberare l’appartamento.

Si presentarono dei poveracci cui purtroppo mancavano i mezzi per portare via il materiale di loro interesse; ma il fatto che più mi stupì avvenne il giorno in cui arrivò una giovane straniera incinta che viveva in una misera stanza deserta da riempire con oggetti di primaria necessità, giacché non possedeva proprio nulla. Ebbene la cara ragazza rifiutò gli “articoli”, benché gratuiti e in ordine, perché non abbastanza moderni per i suoi gusti, evidentemente pensava fosse meglio mangiare in terra piuttosto che su un tavolo fuori moda.

Ma come, pensai: si piange miseria, si inorridisce di fronte agli sprechi, si commisera la povertà, ci si dichiara pronti ad aiutare il prossimo e poi s’inciampa in queste insensate contrarietà?

Mi sembrò quasi illogico ciò che stavo vedendo: pagare per regalare a qualcuno che ne avrebbe ricavato un guadagno e il rifiuto, per puro sfizio estetico, di chi ne aveva bisogno come il pane.

Per fortuna pochi giorni dopo trovai le volontarie di un centro per disadattati e gente bisognosa di aiuto che, in un batter d’occhi, mi vuotarono la casa rendendo felici tante persone veramente in difficoltà.

Paradosso di un’era pretenziosa al punto di morir di fame piuttosto che mangiare pane anziché brioche.

...

17 thoughts on “Smorfiosamente paradossale

  1. Quando nacque mia figlia ricevetti molti regali utili alla primissima infanzia. Inoltre, alcune mie parenti mi passarono i corredini che avevano conservato dei loro bimbi e che io riadattai alla mia. Andammo avanti così per anni, quello che non avevo lo cucivo da me e il denaro che risparmiavo mi serviva per acquistare libri e giocattoli che servivano alla crescita della bambina. Poi anche io ho donato i capi seminuovi di mia figlia agli altri bimbi che nascevano in famiglia e lo sto facendo tutt’ora. Da noi in campagna si usa ancora così, ma li trovi anche qui gli schizzinosi che se un capo non è dell’ultima stagione di moda, non lo vogliono, magari poi si lamentano se devono sborsare qualche euro per acquistare un supporto scolastico indispensabile. Quando sono morti i miei genitori, i loro capi più belli li ho regalati a persone che li conoscevano e che, per fortuna, li hanno accettati volentieri. Mi sarebbe spiaciuto vederli mangiati dalle tarme. Molte cose di mia madre le ho riadattate per me e per mia figlia. Pensa che io utilizzo ancora biancheria da letto e da bagno che appartenevano alla mia nonna, alla bisnonna e alla sorella di mio nonno, donne che avevano filato, tessuto e ricamato questi capi.

    Liked by 2 people

    1. Belle usanze di altri tempi. Purtroppo adesso si pagano fiori di quattrini prodotti schifosi fatti in qualche sotterraneo da schiavi che lavorano a macchina ininterrottamente giorno e notte. Mentre un manufatto lavorato con amore per giorni e giorni come una tovagliata cucita e ricamata a mano, come mia mamma sapeva fare, viene sottovalutato e pagato quattro soldi. Che tristezza! 😀

      Liked by 3 people

  2. ci si affida all’altrui aiuto per sopperire alla propria povertà ma si è legati mentalmente al lusso, i rigattieri vogliono ricavare soldi a priori ancor prima di vendere oggetti non pagati di tasca propria,si sono assurdità e bestemmie verso il rispetto delle cose e delle persone

    Mi piace

  3. io riciclo tutto e se e’ il caso accetto tutto. Do solo a chi ha bisogno e ne sono certa. L’ anno scorso ho regalato una cucina completa in ottime condizioni ad un extracomunitario che la voleva spedire in Ghana per sua madre che non ne aveva mai avuto una nella sua vita, mi sono commossa a tal punto che non mi sono accorta che mi stava fregando alla grande. Qualche giorno dopo l’ho vista in vendita nel web in un sito per arredamenti di seconda mano. Non ho parole, io non l’avevo venduta per aiutarlo e (non prendetemi in giro) gli ho pagato pure il trasporto.

    Mi piace

    1. In quel periodo io lavoraro 7 giorni su 7 e dovevo sgomberare in fretta l’appartamento di mamma che era in affitto in una città a 20 km da me. Quindi sono stata costretta ad arrangiarmi come potevo.

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...