Insofferenza · Lifestyle

IL DRAMMA NELL’ARMADIO

Con tutti i problemi che ci sono al mondo e tutti quelli che abbiamo noi italiani, il dramma del cambio di stagione negli armadi per qualcuno può diventare la goccia che fa traboccare il vaso e indurre azioni malsane come perdere tempo ad osservare disperatamente il disordine che si sta creando mentre viviamo l’esitazione di trovare il coraggio di cominciare, oppure fare qualunque altra cosa pur di “non aprire quella porta”.

L’ho scritto tutto d’un fiato perché il solo pensiero mi mette ansia. Eppure è un lavoraccio che s’ha da fare, e non si scappa.

La fregatura degli armadi che stanno dentro le case dei comuni mortali (escludendo chi non ha nemmeno un cencio per coprirsi e chi è ricco più o meno sfondato da permettersi la guardarobiera oppure una stanza armadio dove si gira in bicicletta) è che si sviluppano principalmente in altezza quindi è obbligatorio, due volte l’anno (minimo), fare il saliscendi degli abiti e, già che siamo lì, dare anche una passata a tutti i ripiani per togliere la polvere.  Vabbè adesso ci sono attrezzature che facilitano le manovre, ma non è il mio caso perché mi sono fidata di un mobiliere incompetente che non ha saputo soddisfare le mie richieste. La mia mansarda non è piccolissima però è un po’ sghemba come me e, oltre ad avere il soffitto con le travi in legno di altezze differenti in ogni lato, tutte le pareti sono storte con angoli impossibili da misurare. Insomma è un bel problema arredarla in modo pratico perciò l’ho riempita di mobili nomadi che sposto secondo necessità, ma per l’armadio ho dovuto sottostare alle ferree regole della logica “non posso disfare la casa per farci stare un armadio, faccio prima a cambiare casa”.

Se potessi permettermi una magione più grande organizzerei una stanza tutta dedicata all’abbigliamento ed accessori, dove tenere sempre agibili e pronte una zona per ogni stagione senza dovermi sbattere in lavori che:

a – non so fare perché sono negata: chi mi conosce sa della mia terrificante inettitudine nei lavori manuali;

b – mi mandano fuori di testa;

c – sono perdite di tempo terrificanti;

d – e poi non ne ho proprio voglia, cazzo!

Mi accontenteri anche di un armadio da srotolare in larghezza tanto da poter tenere un lato I e un lato E sempre attivi.

E invece nisba, non ci starebbe da nessuna parte. Anzi no, magari sul terrazzo grande troverebbe posto, però non è consigliabile lasciarlo all’aperto, dicono, e poi non avrei più spazio per mettermi in branda a prendere il sole.

Eh sì, è proprio un mondo difficile! Sempre più difficile…senza parlare di quando mi tocca fare le valigie. In questo caso devo chiamare la protezione civile o i pompieri perché rischio di rimanere imprigionata dentro un porta scarpe nascosto in un vano chiuso con la cerniera bloccata con un lucchetto anti bomba atomica.

Aiuto! Ecco vedete, adesso mi viene un attacco di panico.

Meglio che vada a fare un giro in Altacollina va là. All’armadio penserò domani.

Pace e bene a tutti.

P.S.: maaaaa c’è mica qualche volontario che si viene a farmi il lavoro.

No eh…

L’ho già detto che è un mondo difficile?

Sì, l’ho già detto. Ma è meglio non dimenticarlo.

Zona cucina soffitto altissimo.
Zona cucina soffitto altissimo.
Ingresso in discesa laterale
Ingresso in discesa laterale
A desta della porta parete alta.
A desta della porta parete alta.
A simistra parete bassa.
A simistra parete bassa.

Però è taaaanto carina 😀

E poi guarda che panorama!
E poi guarda che panorama!

 

Visto così il mondo sembra facile eh…

 

9 thoughts on “IL DRAMMA NELL’ARMADIO

  1. Io ormai mi sono arresa: porto gli abiti (pochi) dalla cantina alla camera (e viceversa), tengo le maglie o la cianfrusaglia estiva – a seconda – in una scatola di cartone, e se ci trovo il buco delle tarme butto via (unico lusso che mi concedo per cambiare guardaroba). Nonostante tutto, per due-tre giorni sono intrattabile 😦

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      1. Quale deformazione professionale, uno che fa il venditore e non sa distinguere il colore arancione dal giallo zafferano può solo vendere semafori ai daltonici.

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