blog che seguo · Opinione

L’esibizione del dolore nelle raccolte fondi

Ne avevo già scritto anch’io, ma qui è ben chiaro il concetto e sono pienamente d’accordo.

Hic Rhodus

Avrete visto, come me, le pubblicità televisive di associazioni umanitarie che cercano di raccogliere fondi per bambini disabili, o africani denutriti, con malattie agli occhi o altro. Queste le vediamo da anni, e più recentemente se ne sono aggiunte altre con altri protagonisti, per esempio i senza tetto. Le trovo un’oscenità, e ho scoperto che sono oggetto di critiche da anni.

Due letture chiare e approfondite sul tema:

In questi due testi, e altri che troverete facilmente in rete, potrete leggere l’ambiguità e la scorrettezza di questa sempre più ampia e assillante manovra promozionale: poco rispetto dei minori (contraria alla Carta di Treviso), esibizione impietosa della sofferenza per raccogliere fondi, messaggi poco chiari, etc.

Oltre alla televisione vi sono i social media. Una

View original post 817 altre parole

19 pensieri riguardo “L’esibizione del dolore nelle raccolte fondi

  1. IL mio collega Achille, che non brilla certamente per acume intellettivo, ha tuttavia detto una cosa giustissima: queste pubblicità sono solo un modo per farti sentire in colpa.

    Non solo, aggiungo io, ma contribuiscono alla assuefazione, per cui alla lunga il bambino denutrito non ci farà più alcun effetto.

    Piace a 1 persona

      1. Sì. Poi è una realtà poco conosciuta. Chi si sta aiutando? Una nazione, un villaggio, poche famiglie. Cosa c’è intorno? Che situazione sociale c’è?In Africa ancora esistono i clan e tante altre situazioni un po’ arretrate e arcaiche. Come mai i governi locali fanno entrare ong e anche realtà cristiane?

        Piace a 1 persona

  2. Il problema di fondo qui è che per “avere” devono colpire la parte emotiva, sensibile in ognuno di noi e questo porta a ricevere donazioni. purtroppo la maggior parte delle associazioni umanitarie non hanno scrupoli … soprattutto quelle nate per una causa del momento. personalmente non sopporto nessun tipo di immagine pubblica, da quella dell’evidente denutrizione a quelle della violenza… Cerco di toccare con mano quando posso ma devo dire che non posso condannare tutte le associazioni umanitarie perché ce ne sono anche di serie ed è a quelle che va quando posso il mio sostegno. Comunque mia cara, io ho fatto la volontaria per un periodo di tempo in una chiesa, preparavo e davo il pasto ai poveri e anche l’abbigliamento … ti posso garantire che lo smisto veniva prima fatto comunque dai “capi” di fiducia degli abiti talari per intenderci. Buona parte… spariva. Quello che avanza veniva dato in donazione ai bisognosi pasti compresi il meglio del cibo… spariva ancora prima che vedesse la cucina per intenderci. quello che sparisce viene venduto… o diviso da chi gestisce il gioco persone che non hanno assolutamente una necessità in ogni caso è sempre stato così. Una volta avevo portato dei miei cappotti e altre cose in chiesa… La fine che hanno fatto alcuni capi di abbigliamento è stata quella di vederli con un bel cartellino messi in vendita e anche a prezzi non proprio convenienti. Oggi mi preparo la borsa e vado nei posti dove so che ci sono delle persone e vado a portargliele direttamente…

    Piace a 2 people

  3. Osservazione giustissima. C’è l’abuso di immagine, c’è la ribalderia di approfittare della dabbenaggine, c’è l’indecenza del profitto sulle povertà sociali! Ma tutto è assimilato con indolenza e complicità,dapparte di autorità laiche e religiose!
    Ciao, Evaporata!🖐️🖐️😊

    Piace a 1 persona

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.