qualche pezzo di me · Scrittura

Le brutte poesie

 “La strega sogna di essere donna
dipinge il petto del cavaliere
con leggiadre parole d’amore terreno
un vero amore il più languido e fiero
Usando le dita ne sfiora il profilo
da incidere in aria per farlo tornare
ogni qualvolta lo vorrà toccare”

Bleah…

“Nelle notti di luna
sarò un gatto, o un lupo,
un gufo o una civetta
Chissà se il mio uomo mi riconoscerà
Avrà un nuovo amore e si chiederà
perché quel gatto sconosciuto
proprio a lui le fusa farà
E se ne andrà senza voltarsi
senza vedere le propria immagine
impressa negli occhi del morbido gatto
Tornerò a volare lontano dalle pene del cuore
Camminerò intorno alla luna
in cerca di un amore
con miglior fortuna”

Niente da fare, non ci azzecco proprio con la bella poesia. Sarà che preferisco descrivere un fiore e una farfalla incontrati per caso nel sentiero sterrato.

A proposito di farfalle: sapete che anche queste delicate creature apprezzano gli escrementi canini, e non, esattamente come le mosche?
Per me è stata una sorpresa, nonostante le mie assidue frequentazioni ed osservazione della natura, non mi era mai successo di vedere “gentili farfallette” gustare voluttuosamente le cacche un po’ secche.

Ecco, vedete son caduta nuovamente nel letamaio.
Non c’è niente da fare, credo di essere irrecuperabile.
Nella poesia m’ispira il genere splatter e non l’eleganza della leggiadria.
Rimare di spazzatura e rifiuti anche umani mi riesce meglio.
Sarò un  po’ demente e un po’ deviata d’altronde mi chiamano Evaporata…

10 pensieri riguardo “Le brutte poesie

  1. Io mi diverto sempre a leggerti. E secondo me una fatina che svolazza qua e la come una farfallina a dispensare sorrisi forse non “farà” poesia secondo le regole, ma “è” poesia. Un nuovo anno peno di serenità, camminate, bellezza e incontri meravigliosi a te!

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  2. Ci sono farfalle che si cibano anche di cadaveri e ci sono quelle che non hanno l’apparato boccale e nemmeno quello digerente e vivono solo quel tanto che permette loro di riprodursi…pensa un po’, passano quasi tutta la loro vita come bruchi, strisciando imbelli alla mercé di chiunque se li voglia pappare, poi trascorrono un breve periodo in letargo impupate e quando diventano farfalle, belle, eleganti, colorate, hanno un solo compito: sfornare uova…sarà mica vita questa?
    A proposito, noi qui abbiamo la cavalletta Eugenia, anzi una locusta migratoria, che alberga da settembre sulla pianta di erba Luisa (verbena odorosa) abbarbicata alla ringhiera della scala di accesso. Adesso è in letargo e controllo ogni giorno che sia sempre lì.

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  3. Nonostante le tue conclusioni, mi piace sicuramente come fai la poesia. Apprezzo il tuo modo. Ed evaporare da un luogo all’altro è meglio perché in questo modo puoi goderti di più le tue occorrenze. Il meglio per te questo nuovo anno. Sono i miei desideri con tutto l’amore che ho per te.

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