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Musica: le risposte di uno che ne sa!

Essendo appassionata di musica seguo con vivo interesse il blog di Ornitorinco Nano un autentico pozzo di San Patrizio per quanto riguarda l’informazione e la ricerca musicale.
Vi suggerisco pertanto di fargli visita se avete come me amore per la musica, comunque siano i vostri gusti in proposito.

Recentemente ho chiesto ad Antonio, l’artefice di questo blog, se aveva tempo per soddisfare alcune mie curiosità riguardo il suo blog e lui mi ha pazientemente accontentata: “Cerco di rispondere alle tue curiosità in modo completo, nonostante sia poco abituato ad essere l’intervistato e non l’intervistatore.”

Per questo lo ringrazio e pubblico le sue risposte che rendono perfettamente l’idea di quanto sia ben preparato e competente il mio interlocutore. Risposte che sicuramente troverete interessanti. 😀

Di seguito lo svolgimento dell’intervista.

1 Innanzitutto mi piacerebbe sapere qual è la tua musica preferita, quella del cuore insomma.

1) Questa domanda mi mette in crisi ogni volta che mi viene posta, ed è capitato qualche volta.
Amici e conoscenti mi chiedono quale musica preferisco e io non so mai bene cosa rispondere. Da una parte sento forte in me una preferenza per la musica come fenomeno culturale, artistico, sociale e mi interessa indipendentemente da cosa dica il mio cuore.
Mi spiego meglio, o almeno ci provo: se un nuovo cantante fa successo, per me è irresistibile la voglia di ascoltarlo, leggerne, approfondire.
Questo indipendentemente da cosa pensi della sua musica, che magari mi “risuona” molto poco.
Detto questo, la mia musica “del cuore” è quella di tanti altri, ovvero quella collegata ai ricordi migliori della mia vita, che siano gli anni dell’adolescenza oppure di giorni particolarmente significativi, di traguardi o comunque momenti che hanno segnato per me un prima e un dopo.
Il gruppo del cuore per eccellenza sono i Red Hot Chili Peppers, perché sono stati una iniziazione, la prima discografia ascoltata per intero.
Per me sono l’equivalente del primo bacio, forse anche del primo amore.
Poi c’è tutta una costellazione di band che ho scoperto poco dopo: Black Sabbath, Bob Dylan, Pere Ubu, Faust, Alice In Chains, Nirvana etc. E insieme a questi tantissimi artisti che ricordo con piacere per una canzone o due, magari perché ascoltata a ripetizione in un certo periodo della mia vita.
Ad esempio pochi giorni fa riascoltavo “96 Quite Bitter Beings” dei CKY, che era nella colonna sonora di un videogame che mi ha tenuto occupato per settimane: neanche a dirlo, è stato commovente, malinconico ed entusiasmante riascoltare il brano dopo molti anni.
In generale però nel mio “cuore” c’è posto per tanta musica, a volte mi invaghisco di alcune cose per brevi periodi e a volte sono infatuazioni ricorrenti

2 Come e quando hai iniziato l’ho letto, però mi piacerebbe sapere che cosa ti ha spinto a dedicarti così appassionatamente al questo impegno.

2) Ogni tanto me lo sono chiesto anche io. Quando iniziai scrivevo solo i miei voti, tenevo traccia di cosa mi piaceva e cosa non mi piaceva semplicemente per distinguere cosa ascoltare.
Poi piano piano ho iniziato a scrivere anche brevi note, poco più che promemoria. Da qui alle brevi recensioni e quindi alle monografie è stato un processo lento ma naturale.
La lettura dei vari OndaRock, Scaruffi.com, TrueMetal, DeBaser e dei vari periodici che leggevo all’epoca, come Musica di Repubblica, La Repubblica XL, Metal Shock, Metal Hammer, Buscadero ecc. ha fatto il resto.
Ho avuto come molti un’adolescenza piena di emotività e ascoltare la musica per poi scriverne mi aiutava molto a razionalizzare e riversare le mie emozioni da qualche parte.
Conta che in origine il blog univa i commenti musicali a scritti in prosa o in versi, quindi era tutto votato a parlare del mio sentire.
Poi lentamente le cose sono cambiate, ho vissuto dei momenti molto difficili in famiglia che erano inadatti ad essere raccontati su un blog che ormai era letto da tanti amici e conoscenti, quindi ho puntato sempre di più sulla musica.
Pian piano ho ideato un database di recensioni vecchie e nuove, poi però è diventato ingestibile e sono tornato ad una forma più essenziale, adatta alla vita mia attuale: oltre al blogger, ovviamente, c’è una persona che vive momenti diversi della vita.
Quando iniziai avevo 14-15 anni, ora sono più di 30..

3 Quanto tempo ti impegna la ricerca che fai per il tuo blog?

3) In generale, tanto tempo. Però è una ricerca continua che solo in parte poi sfocia in qualcosa sul blog (o su OndaRock e Psycanprog – Rock Psichedelico, Progressivo e Scena di Canterbury, gli altri siti dove scrivo).
Quasi tutta la mia ricerca è fine a se stessa, curiosità e passione nel leggere di musica ed ascoltarne il più possibile.
Quando mi imbarco in qualcosa come la lista degli artisti del millennio che sto scrivendo in questi mesi, spesso è un lavoro che porto avanti per qualche mese, anticipandomi il più possibile.
A volte per farsi un’idea su uno di questi artisti impiego molti pomeriggi, a volte ho le idee piuttosto chiare oppure ho persino già degli appunti, che mi basta riguardare e adattare all’occasione.
Alcuni lavori più impegnativi, come le lunghe monografie che ho scritto per OndaRock, possono richiedere decine di ore di ricerca e scrittura sparpagliate in molte settimane. Ora per esempio ho una lunga monografia in cantiere dall’inizio dell’estate, che fatico a percepire come conclusa

4 Il tuo lavoro è in questo specifico settore?

4) No, io sono un laureato in economia, esperto di marketing management che dopo varie esperienze lavorative ha preso sempre più chiaramente la via dell’insegnamento alle scuole superiori.
Solo in pochi casi ho lavorato con la musica, per mancanza di occasioni ma a volte anche per scelta: mi spaventa l’idea di trasformare il mio passatempo preferito in una routine tediante di scadenze e compromessi

5 Che cosa pensi della musica trap, testi, sonorità. Secondo te contiene una qualunque ideologia oppure è buttata lì accompagnata da frasi pesanti per stupire.

5) La musica trap è la più grande novità della musica popolare italiana dall’indie-rock degli anni 90. Questo è dimostrato dal dominio nelle classifiche, dall’influenza persino su eventi tradizionalmente senili come Sanremo, dalla quantità e qualità di artisti attivi.
È un fenomeno che ha riportato i giovani ad ascoltare musica italiana.
Sull’ideologia, credo che piuttosto abbia una precisa estetica, che non è necessariamente una descrizione della realtà. Prendiamo il nostro amato rock: ha una sua estetica fatta di machismo, droghe, sessualità promiscua, ma per ascoltarlo e apprezzarlo non bisogna necessariamente essere strafatti, misogini o libertini.
Non bisogna, credo, cadere nel tranello di pensare che quello che si racconta sia vero, come se si trattasse dell’estetica cantautorale a cui tanto siamo abituati in Italia.
Molta trap aderisce semplicemente ad un insieme di riferimenti, modelli, situazioni che sono prese in prestito, così come fanno molti film horror italiani o molti fumetti.
Quello che proprio non è scontato è che chi dice di fare lo spacciatore lo faccia, o chi dice di essere milionario lo sia: spesso è semplice finzione, e molti artisti lo hanno anche fatto capire nelle varie interviste.
Mi sembra che spesso sia tutto preso con più serietà del dovuto, e questo sortisce un effetto boomerang che impedisce di parlare anche di quei casi in cui un messaggio pericoloso esiste davvero.
Per inciso, molta della “trap” è musica mediocre, ma per essere un movimento con pochi anni di vita ha comunque consegnato artisti e album di spessore.
Se riducessimo la storia di molti altri generi, dal reggae al flamenco, a una manciata di anni, penso che difficilmente troveremmo un grande divario creativo in termini di originalità. A volte grandi e importanti generi hanno impiegato molto di più per consegnare opere di grande spessore. A volte molti generi e sotto-generi non ci sono mai riusciti

6 Consideri la trap musica?

6) È sicuramente musica, poi ognuno può decidere se bella o brutta, adatta o meno alle proprie orecchie. Sono suoni organizzati, chiaramente riconducibili al concetto di musica, quindi per me la questione è facilmente risolta.
Il dubbio “è ancora musica?” lo lascerei ad opere molto più sperimentali, marginali, aliene. “4′ 33” di Cage è ancora musica, anche se non prevede che sia suonata una cosa nota? “For Sleep” di Max Richter è ancora musica, anche se si prevede che l’ascoltatore dorma durante l’ascolto? Spesso mi sembra che la questione, ma magari non è questo il caso, nasconda un giudizio sottinteso di merito, del tipo “è buona musica?”.
Quest’ultima domanda è tanto interessante quanto irrisolvibile, e a me suona come se qualcuno mi chiedesse se il tartufo è cibo: io l’amo, il mio più caro amico lo odia, ma che sia cibo non c’è dubbio. Non trasformiamo la semplice catalogazione in un giudizio di merito

7 Che cosa pensi del fatto che Achille Lauro partecipa al premio Tenco?

7) Achille Lauro sta cercando di scartare dall’immagine di trapper giovane e superficiale, forse per promuoversi al pubblico di giovanissimi che intanto sta crescendo con lui o forse per cercare un posto nel mainstream vero, quello che comprendere anche gli over 30.
Penso che la sua presenza al premio Tenco sia per lui una grande occasione per ampliare il suo pubblico, ma penso anche che sia molto rischioso perché difficilmente si andrà oltre l’etichetta che lo vuole un giovane trapper senza speranze. Vedremo, io vedo sempre di buon occhio quando si dà spazio (anche) al nuovo

8 Secondo me Jovanotti negli ultimi 15 ha rotto le scatole cantando sempre la solita canzone dedicata alla sua donna, benché in varie declinazioni è stucchevole e noioso e ripetitivo. Mi sbaglio?

8) 😎 Jovanotti è stato camaleontico nella sua lunga carriera, quindi è difficile per me dare un giudizio su, per esempio, gli ultimi 15 anni.
Sono anni in cui ha scritto “Mi disordino” ma anche quelli in cui ha venduto al pubblico ballate patetiche e ballabili ritriti.
Come pochi altri, però, è una personalità musicale che fa la differenza e che ormai ha così tanto le spalle larghe che difficilmente perderà il suo seguito.
Io non conserverei nessuna delle sue canzoni d’amore degli ultimi 15 anni, però, in tutta onestà.
Spero di aver soddisfatto le tue curiosità.

Certo, grazie amico mio!

Ho letto le risposte con grande gioia poiché, oltre l’aspetto tecnico, ci vedo anche tanto cuore. Si capisce che per lui la musica oltre ad essere attitudine, piacere, mestiere, è anche AMORE!

3 risposte a "Musica: le risposte di uno che ne sa!"

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