qualche pezzo di me

Pensieri di bambina

Da bambina, non so per quale motivo, ero convinta di essere un mostro.
Pensavo che gli altri umani fossero simili ad alieni e che assumessero un aspetto come il mio per non emarginarmi.

Quella convinzione immotivata mi accompagnò un paio d’anni, poi se ne andò in modo altrettanto inspiegabile.
Ero una bellissima bimba e non mi mancava l’ammirazione di chi mi guardava, eppure mi sentivo un mostro.

La bellezza è una convenzione, una moneta che ha corso solo in un dato tempo e un dato luogo, come scriveva Henrik Ibsen.

In età adulta ho ripensato a quelle mie idee e ho dato loro un paio di spiegazioni plausibili basate sulla mia infanzia difficile.

Crescendo ho imparato che spesso si può essere emarginati anche per idee, pensieri e fantasie fuori dai canoni prestabiliti dalla società in cui viviamo, solo perché diversi benché inoffensivi per chiunque.

Io ho una mente freak e me la tengo.
Per me la forza sta nella differenza.

23 risposte a "Pensieri di bambina"

  1. Anche io per diverse ragioni mi sentivo diverso solo che poi crescendo non è che sia cambiato granché e quindi probabilmente lo sono davvero quindi…pazienza…sono come sono e non ci posso far nulla…

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  2. Ti capisco! Io anche quando da piccola ero carina e normale, mi sentivo già molto diversa e sapevo di esserlo! È partito dal non piacermi esteriormente al realizzare che partiva da dentro… tu l’hai spiegato molto meglio!
    W le menti freak😍😍😍

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  3. Tutto sta nel riuscire a vederci “belli” dentro e/o fuori, cosa per niente facile a nessuna età.. abbiamo confronti sotto gli occhi tutti i giorni, è in un certo senso normale ma è anche giusto riuscire a osservarsi con occhio meno critico :))

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  4. Ad un certo punto della nostra vita ci sentiamo soli. Da bambino era più frequente quando ci sentivamo esclusi dal gruppo. Facciamo molto per attirare l’attenzione degli anziani e quando non ci riusciamo, è una frustrazione che segna il nostro modo di essere in seguito. L’importante è sapere come localizzarci e accettare la nostra realtà quando siamo adulti. Una riflessione molto accettabile da parte tua. Saluti.

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  5. In un certo senso anch’io mi sentivo così. Mi sentivo diverso e non riuscivo a integrarmi con gli altri o a farmi piacere le loro stesse cose. Ero diverso e per questo anch’io mi sentivo un mostro.
    Sarà per questo che oggi adoro i mostri (non a caso Frankenstein è uno dei miei film preferiti).

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  6. Io mi sono vista brutta per tanto tempo, mentre mia sorella risultava davvero graziosa. Lunga e magra con arruffati capelli castani. Avrei voluto essere piccola e bionda. Quando da grande ho acquisito maggior armonia fisica, le cose sono cambiate, ma ho dovuto cercare un mio stile. Per fortuna negli anni 80 i miei capelli furoreggiavano.

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