Lampostorie di Evaporata · Scrittura

Anna e le sette mele d’oro

Anna vedendo ‘ste sette mele d’oro in fila dietro di sé, ognuna in attesa di potersi prendere la propria parte del suo corpo, si lasciò mangiare senza porre alcuna resistenza.
Così – pensò rimembrando l’ava Eva – diventando io cibo per mela, e non mela cibo per me, potrei ribaltare le sorti dell’umanità compiendo l’azione contraria a quella indotta dal serpente. Anche perché qui intorno l’unico serpente che vedo è quello formato dalle mele che mi stanno rincorrendo. Così entro nel serpente ed elimino il peccato originale (forse)”.
Ma quella del peccato originale è la storia che ci hanno propinato e ancor non sappiamo se è vera o è tutto inventato. Neppure le sette mele d’oro ne avevano la certezza e, mangiandosi Anna con fatale ingordigia, fecero una grande indigestione gonfiandosi al punto di trasformarsi in tanti palloncini dorati.
E i palloncini che fanno? Volano in alto se sono leggeri, ma le mele erano pesanti quindi anziché volare cominciarono a rotolare.
Rotolando, rotolando finirono dentro un campo incolto dove un gruppo di ragazzini a piedi nudi stava giusto cercando qualcosa che somigliasse a un pallone per giocare a calcio. Non parve loro vero veder giungere addirittura sette palloni belli, sodi, e color oro, che subito diventarono il loro divertimento in quel pomeriggio noioso e un po’ stanco.
Anna, dentro le mele trasformate in palloni, sentendo tutti quei calcioni arrivare da tutte le direzioni, cominciò a pensare di aver sbagliato qualcosa cercando di cambiare le sorti dell’umanità. Infatti il risultato non era proprio quello sperato. Al massimo stava cambiando il destino di qualche bambino annoiato per un solo pomeriggio trascorso in un prato.
“Meglio di niente – considerò un po’ mesta – mica posso pretendere di essere proprio io quella che ribalta il mondo trasformandosi in un pallone neppure del tutto tondo.”

Mini storia di mele, perché le mele si mangiano tutto l’anno.

BUONE!
BUONE!

9 risposte a "Anna e le sette mele d’oro"

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