Lifestyle · Opinione

Ville e giardini

Per Pasqua, nel mio paese, sono arrivati i cittadini milanesi a godere le seconde case nel lungo ponte primaverile.
Case scelte in una zona tranquilla come la via che finisce proprio con la piccola palazzina dov’è sita la mia mansarda.
Dalla finestra, che mi sta di fronte mentre scrivo, posso osservare e ascoltare facilmente ciò che succede nel vicinato.

Nei periodi lavorativi c’è solo il traffico minimo dei residenti che vanno e vengono dal lavoro, e i cani, anch’essi residenti, non abbaiano perché ormai conoscono le auto.
La strada si vivacizza quando arrivano i villeggianti che si rilassano tagliando l’erba per godersi la quiete dei propri giardini, ma i cani (residenti) non gradiscono perciò, dalle loro proprietà, abbaiano ai tosaerba metropolitani.
E così iniziano le scaramucce tra umani che ringhiano uno contro l’altro.
Il milanese del numero 7 urla contro il residente del numero 5.
Il numero 5 esce e richiama il simil-volpino sbattendo la porta mentre manda a quel paese il villeggiante.
Il villeggiante del numero 11 inveisce contro la residente che abita sopra perché usa il battitappeto mentre lui sta riposando.
Il residente del numero 8, che ha le galline per le uova e un gallo canterino, difende il pollaio dal villeggiante del numero 10 che tira le ciabatte.
La residente che accende il battitappeto e disturba il milanese numero 11 si lamenta con l’amministratore per il gazebo che il sottostante villeggiante ha posto nel proprio giardino e le disturba la visione del paesaggio.
Riesce il cane del numero 5, questa volta in compagnia dei due fratelli, per abbaiare con maggior vigore contro il milanese numero 7 mentre chiacchiera amabilmente con gli amici. Il  numero 7, allora, telefona ai carabinieri per rivendicare il proprio diritto alla tranquillità.
I carabinieri, che sanno già tutto, lo rassicurano e vanno a bere un caffè dal numero 5.
Il
numero 10 approfitta dell’occasione per esporre alle forze dell’ordine le proprie lamentele a carico del gallo residente.
I carabinieri se ne vanno e il solito volpino (simil) numero 5 torna fuori per abbaiare alla loro macchina.
Così ricomincia tutto da capo.
Insomma, siamo in pochi ma facciamo la guerra come i grandi.

27 pensieri riguardo “Ville e giardini

  1. Ci sarebbe da ridere per come l’hai raccontata ma poi uno riflette e pensa a quanto è strano il mondo di certe persone.Mi torna poi in mente un romanzo di Asimov in cui i protagonisti atterrano su un pianeta i cui abitanti si sono isolati gli uni dagli altri vivendo tutti in tenute enormi senza possibilità di incontrare nessuno.I lavori fatti da robot e le comunicazioni solo attraverso la tecnologia.Per il sesso nel tempo si sono trasformati diventando ermafroditi quindi nemmeno più rapporti di coppia e liti! Diventeremo così?😬

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      1. Ecco…io era proprio dalla tua parte che mi vedevo!😂😂😂
        Però va beh dai, sempre a camminare da solo una volta tanto non mi dispiacerebbe sto giro!😛

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  2. Forse sperano nel riposo…eterno? Ma perché non si riposano in città?
    Qui da noi non ci sono villeggianti, però, ogni sabato, i residenti passano il tempo a:
    -tagliare l’erba con le falciatrici
    -fare lavoretti di ristrutturazioni varie
    -lavare le auto, riparare le auto, scorrazzare con le moto
    -pascolare i cani che abbaiano a tutti gli altri cani
    -fare feste in giardino con gli amici, grigliate e musica
    -visitare i parenti, anche se stanno a due isolati
    -sposarsi e fare cortei con auto strombazzanti

    -io continuo a scacciare le tortore…

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    1. Abito un po’ fuori dal paese e normalmente c’è un silenzio totale, cani a parte. Tutti i residenti, compresa la sottoscritta, sembrano fantasmi. Chi ha la villa è protetto dalla vegetazione, chi come me abita nell’unico micro condominio comunica tramite amminbistratore.

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      1. Pensa che ci sono perfino quelli che parlano al cellulare per strada e senti tutto quello che dicono, a trenta metri di distanza e con le finestre chiuse.
        Parlano in dialetto e il nostro di dialetto elegante non è proprio, anche perché intercalano le parole con colorite bestemmie e volgarità gratuite, così, tanto per farsi sentire e per dimostrare di esserci.

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      2. L’elenco delle cose che non sopporto io è talmente lungo che dovrei usare tutto un rotolo di carta igienica per scriverlo sopra. Mia figlia dice che sono un’asociale, sarà, ma credo che un po’ di buona creanza farebbe bene a tutti.

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