Musica · Opinione

Me che bella è…

E’ ormai arcinoto a chi mi legge che nutro un amore viscerale e appassionato per la musica.
Credo di non saper vivere senza, come tanta gente che conosco d’altronde.
Ci sono ben poche persone insensibili alla musica, ognuno ha propri gusti ovviamente, gusti che sono indiscutibili poiché la musica è una questione di cuore anima e cervello.
Tocca tutto il meccanismo che mette in moto le emozioni perciò può esserci musica bella o brutta dal punto di vista artistico o tecnico, ma sul gradimento nessuno può mettere lingua poiché ognuno apprezza sapori differenti e corde differenti che vengono toccate da questa meravigliosa arte.
Ho sempre condito la mia vita con la musica, lei è la compagna dei miei pensieri e dei miei sentimenti, dei viaggi in movimento e anche di quelli statici.
C’è una musica per ogni umore della giornata che è sempre mutevole come la forma delle onde marine.
I miei gusti sono trasversali, tendenzialmente esterofili, ma esistono punti fermi sui quali il gradimento si arricchisce ad ogni ascolto, anche se è il milionesimo, della stessa canzone.
Non sto a nominare neppure un brano di musica straniera che amo, ma tra gli italiani i miei prediletti sono Lucio Battisti e Rino Gaetano che potrei suonarmi dentro per tutta la vita senza mai stancarmi.
Apprezzo i grandissimi De André, Dalla, Battiato, e altri che hanno fatto la nostra storia. Tra i nomi nuovi degli ultimi dieci anni non trovo alcun cantante italiano che mi faccia vibrare. Per me c’è più materiale piacevole nei gruppi, e in alcune voci corpose degne di nota.
Inoltre credo che in Italia esista un sottobosco musicale molto interessante che non riesce ad emergere per il solito motivo: sei una macchina che fabbrica soldi oppure non esisti, ma è un tema che è meglio non toccare adesso.
Quando parlo di musica mi perdo nei meravigliosi meandri che essa offre e non ne uscirei più, però voglio sottolineare il gradimento di una canzone ascoltata stamattina in radio e, nel contempo, un gruppo musicale italiano più che storico, direi addirittura mitico per qualcuno: i Pooh.
Per me loro non sono mai esistiti oltre il riconoscimento del valore artistico (avendo lavorato in radio per tanti anni ho imparato ad ascoltare tutto ciò che offre il mercato), non ho mai acquistato loro dischi né apprezzato “sentimentalmente” le loro opere.
Questa mattina casualmente avevo le cuffiette e il testo di un vecchio brano: “Pensiero”,  l’ho ascoltato per bene e mi sono ritrovata ad apprezzare il testo cui mai avevo prestato attenzione proprio perché loro non rientrano nei miei gusti musicali.

Così mi son scoperta a dirmi: “ma che bella è questa canzone!”

“Non restare chiuso qui pensiero,
riempiti di sole e vai nel cielo,
cerca la sua casa e poi sul muro
scrivi tutto ciò che sai,
che è vero, che è vero.
Sono un uomo strano ma sincero,
cerca di spiegarlo a lei pensiero,
quella notte giù in città non c’ero
male non le ho fatto mai davvero, davvero.
Solo lei nell’anima è rimasta, lo sai,
questo uomo inutile
troppo stanco è ormai.
Solo tu pensiero
puoi fuggire se vuoi,
la sua pelle morbida accarezzerai.
C’è sulla montagna il suo sentiero,
vola fin lassù da lei pensiero,
dal cuscino ascolta il suo respiro,
porta il suo sorriso qui vicino, vicino.
Non restare chiuso qui pensiero,
riempiti di sole e va nel cielo,
cerca la sua casa e poi sul muro
scrivi tutto ciò che sai pensiero, pensiero…”

Parole semplici raccontate da grandi voci e un maestoso supporto sonoro.
Effetto sorprendente anche per una come me che ha il cuore punk e spesso anche ‘abbestia.

Come? Dite che sono innamorata?
No, la verità è che negli ultimi anni in Italia arriva al successo solamente la fuffa e quelli buoni restano al palo. Prima era solo questione di soldi, oggi anche di social.

Buona musica a tutti.

24 risposte a "Me che bella è…"

  1. Anch’io non posso stare senza musica…. ascolto di tutto. In cima alla mia classifica c’è Battiato, per mano alla sua da sempre amica Alice. Nei gruppi, Pink Floyd e Genesis…. eh si vede che non sono più giovane…. ma oggi non trovo molte sollecitazioni….

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  2. Ho seguito molto, molto raramente la musica per così dire “leggera”, tanto che mia figlia si meraviglia che io non conosca le canzoni dei “miei tempi”. Quand’ero ragazza mi piacevano le canzoni di Yves Montand. Quelle di oggi le sento alla radiosveglia al mattino, ma non riesco a ricordarmele dieci minuti dopo, mi sembrano tutte uguali, un’accozzaglia di suoni e di parole senza senso. Forse son troppo vecchia. Mi piace la musica classica e il jazz e quando ero ragazzina la gente trovava strano che mi piacesse il jazz, come se fosse una cosa anormale. C’è una canzone però che mi commuove sempre ed è “Gracias a la vida” di Violeta Parra, a volte mi scopro a canticchiarla e mi si forma un groppo in gola.
    Buona giornata Nadia.

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      1. L’album non lo conosco tutto…abbi pietà di me! Però dai…hanno suonato per mezzo secolo…ci sta che tra tante ciofeche siano riusciti anche loro a creare qualcosa di buono! 😀

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      2. Comunque sono stati i primi a portare sul palco gli effetti super, fumo luci e quella luce bianca di cui non ricordo il nome che dava effetto rallentatore. Inizio anni ’70 eh…

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      3. I primi a farlo in Italia! Diciamo che hanno giocato a far i Pink Floyd all’italiana! 😀
        La luce di cui parli se ho ben capito è quella stroboscopica la cui caratteristica è quella di una luce che “pulsa” con lampi intensi e ravvicinati e che per l’appunto da un illusione di movimento rallentato!

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