qualche pezzo di me

Stordiario

Oggi solicchia a singhiozzo e poiovicchia. Per illuminare l’umore ho messo un maglioncino a collo alto color glicine, una tinta pastello che a dispetto della luce fosca chiama la primavera.

La mia mente è inquieta e aumenta i battiti cardiaci producendo ansia avendone ben d’onde. Ma io ansiosa ci sono nata, perciò non è una novità e poi sono anche tanto malinconica.

A volte leggo la mia storia e la guardo da diversi punti di vista. Sappiamo tutti che qualunque cosa cambia aspetto secondo la prospettiva dalla quale la si osserva.

Avendo l’abitudine di cercare di comprendere i comportamenti delle creature che mi circondano, tento di mettermi nei panni di altri esseri umani (o animali) per capirli meglio, voglio sottolineare “tento” perché ovviamente riuscirci è altra cosa.

Ogni tanto cerco di guardare me stessa con altri occhi, perché mi piacerebbe sapere come mai nonostante sia amata e stimata da persone (vicine o lontane) fondamentali per la mia esistenza io mi senta sempre così profondamente sola.

Di quella solitudine cosmica che ti pone come una micro particella sperduta nello spazio infinito e destinata a vagare per l’eternità.

Sono indecisa se intitolare questi sprazzi di pensieri personali “Balordiario” o “Stordiario”, perché queste parole parlano senza dire niente. Niente di nuovo.

Questo cruccio mi accompagnerà fin quando avrò la mania di scrivere il diario.

20 pensieri riguardo “Stordiario

  1. Lo hai descritto molto bene! E ti capisco, a me quella sensazione strana capita se penso all’effimero della vita o al mio stesso inconscio che a volte rema contro, imprendibile…
    Sulla solitudine è vero: siamo sempre e comunque soli nella realtà ultima… ma solo alcuni hanno il coraggio di vederlo 🙂

    Oggi ti ho pensata, ero alla stazione e c’era una donna con carnagione e capelli corti e chiari simili ai tuoi, e ho pensato: “Oh, una Evaporata!” ❤

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      1. Pur avendo per genitori due belle persone, sono cresciuta senza riferimenti a cui rivolgermi. Sicché sin da piccola ho dovuto imparare a contare solo su me stessa, Questa è un fatto che segna molto.

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      2. Sai Elena, un conto è “essere” indipendenti, un altro è “dovere” essere indipendenti. Sono due cose molto diverse. E’ molto più semplice essere indipendenti sapendo che, comunque, hai almeno un genitore che ti protegge. Ma se sai che nessuno ha la possibilità di farlo anche se hai solo 5 o 6 anni, credimi: è tutt’altro sentire.

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