Opinione · qualche pezzo di me

La tentazione di tentare

Sentendo notizie di persone che si sono perse totalmente nel vizio del gioco d’azzardo, mi sono sempre chiesta come sia possibile arrivare a giocarsi qualunque cosa per un brivido momentaneo.
Questa malattia tocca tutti i ceti sociali, uomini e donne, senza distinzioni o livelli culturali.
Ci si casca dentro e non se ne esce più.

Ovviamente ci sono varie distinzioni fra questi ammalati di gioco, qualcuno lo fa per il puro brivido dell’azzardo, qualcuno per tentare la fortuna, qualcuno per disperazione.
Qualcuno ne esce, ma tanti, tantissimi, vi affogano dentro.

Probabilmente i meccanismi mentali che conducono alla rovina per colpa del gioco persone benestanti potrebbero essere la noia, o il desiderio di emozioni forti e adrenaliniche.

Poi c’è chi iniziando per curiosità cerca la fortuna sperando, prima o poi di incontrarla, e non riesce più a fermarsi.

Per chi, invece, ci casca per disperazione avrei qualcosa da dire poiché.
A causa della mia difficile situazione economica attuale, qualche volta anch’io ho la tentazione di provarci.
Per mia fortuna so benissimo che col gioco d’azzardo vince sempre e soltanto chi lo vende.
Però qualche gratta e vinci l’ho acquistato, roba da poco, massino 2, 3 o 5 €, e non più di una volta al mese.
Ma, capisco quali possano essere i meccanismi mentali di un povero pensionato che tira a casa 500 € al mese, non riesce a pagare le bollette, vive in modo indigente, annaspa tra un disagio e l’altro, è solo al mondo, tutti i suoi interessi si sono spenti proprio a causa dei problemi che lo assillano, perciò si deprime ogni giorno di più.

La disperazione può condurre a cercare qualcosa a cui aggrapparsi per cercare una via di salvezza.
Così inizia con qualche piccolo investimento nei gratta e vinci, poi passa al bingo, alle macchinette mangiasoldi, alle sale scommesse dove in trenta secondi perde tutta pensione. Entra in un circolo vizioso e continua a giocare sperando di recuperare, e dal quel vizio non esce più.

Da persona morigerata e consapevole, posso confermare che quando non si sa più dove sbattere la testa per uscire dalla congiuntura negativa in cui ci si trova, è molto facile cedere a certe tentazioni.

Quando ci si trova a dover affrontare pesanti spese impreviste per la casa o, peggio ancora, per la salute lo scoramento è talmente profondo da farci prendere in considerazione qualunque possibilità per non affondare.
Io per esempio ho messo in vendita il mio appartamento ma, a causa del mercato avverso, non ci riesco.
Ho venduto mobili, abiti, accessori costosi a un decimo del loro valore, ma questo non basta per venirne fuori.

Così, quando vedo poveri anziani che si dissanguano per tentare la fortuna al gioco riesco a comprenderli.

Immagine dal web

25 risposte a "La tentazione di tentare"

  1. Non ho mai sentito il desiderio di giocare dei soldi per poterne avere altri. Conosco persone che si sono “mangiate” tutto e hanno distrutto le loro famiglie. Del resto non riesco a capire nemmeno coloro che chiedono soldi a prestito per andare in vacanza: se non sono riusciti a risparmiare prima come potranno pagare poi e con gli interessi?
    Capisco chi ha problemi ad arrivare a fine mese e lo so bene anch’io con la pensione di reversibilità.
    Quello che mi fa rabbia è che il gioco d’azzardo sia protetto dalla legge e la tassazione sui profitti è addirittura inferiore e di molto rispetto alla IVA che noi paghiamo come consumatori. Se aumentassero le tasse su questi profitti, molti non avrebbero più interesse a favorire il gioco d’azzardo, ma si sa, il malcostume viene dall’alto e ci sono sicuramente grossi interessi dietro se i politici hanno favorito con leggi ad hoc questo malcostume.

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  2. Vivendo in un paese relativamente piccolo, “conosco” molte persone parecchio facoltose che hanno iniziato a giocare alle slot e sono arrivate a dover vendere le loro ditte.
    Un ragazzo con cui uscivo, anni fa, mi raccontava di come giocando a poker trovasse spesso persone abbienti che a fine serata mettevano sul banco anche le chiavi della propria auto.
    La ludopatia colpisce gente di qualsiasi ceto sociale, la “botta” che si riceve quando si vince qualcosa è molto simile a quella data dalle droghe pesanti. :\

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  3. Non lontano a casa mia c’è un posto dove si gioca, si scommette: vedi solo persone, se non povere, quasi. Hai ragione, il bisogno porta a gesti difficilmente comprensibili

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  4. tra le varie dipendenze la ludopatia è la più devastante materialmente, non ha limiti né momenti di saturazione, chi come te spende qualche euro al mese, lo fa per tentare la fortuna, gli altri no, sono tutte balle le giustificazioni accampate. Il giocatore d’azzardo, in ogni sua declinazione, è un perdente per definizione, Lo sentirai sempre e solo vantarsi di quanto abbia perso, anche nelle rare circostanze in cui dovesse vincere, non è un problema di soldi bensì di “sfida”, un duello ingaggiato col tavolo verde, macchinette, gratta & vinci, sala scommesse, ecc. ecc. Quando vince non è appagato dalla cifra incassata, è appagato dal suo essere riuscito a battere il gioco.

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