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La memoria genetica del miele e il miele falso — Vitamina bee – Miele e dintorni

Molto interessante!

Ultimamente girano un sacco di video ed articoli su internet dove si parla di semplici test casalinghi con i quali si può scoprire in pochi minuti se il miele che abbiamo acquistato poco fa al supermercato è un miele vero o un miele falso. Sarà davvero così? In questo articolo prenderemo in considerazione due di…

via La memoria genetica del miele e il miele falso — Vitamina bee – Miele e dintorni

8 risposte a "La memoria genetica del miele e il miele falso — Vitamina bee – Miele e dintorni"

    1. Scusami, qualunque apicoltore deve affumicare leggermente le api per allontanarle, altrimenti rischia di schiacciarle ed ucciderle perché non si allontanerebbero dai favi.

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      1. Adesso c’è un metodo che si chiama Hive Flow che permette di estrarre il miele senza recare disturbo alle api. Le persone che conosco io raccolgono poco miele quando le api sono in giro a raccoglierlo e quindi nell’alveare ce ne sono pochissime e gestibili. Come ho detto prima io sono vegetariana/vegana e non mi piace rubare il cibo agli animali. Anche i latticini che consumo provengono solo ed esclusivamente da fattorie etiche in cui gli animali vivono liberi con i loro piccoli e producono più latte perché vengono nutriti di più. Io stessa ho capre e pecore,oltre ai cavalli. Di uova mangio solo ed esclusivamente quelle delle mie oche,anatre e galline, e solo quando non covano, che vivono viziate e coccolate come bambine

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      2. Ho ripensato a quanto hai scritto. Mio padre ha avuto molti alveari, ne aveva fatto costruire uno con le antine di legno che si aprivano e attraversi i vetri i bambini delle scuole potevano vedere le api al lavoro. Conosco molto bene il mestiere dell’apicoltore e so parecchio sulle api. Anche noi mettevamo il “fugapi” tra l’arnia e il melario. Lo si faceva la sera prima di smielare. Le api che erano nel melario scendevano nell’arnia e non potevano più risalire. Il problema era che non tutte lo facevano e se la regina rimaneva intrappolata nel melario, si rischiava di ucciderla e ciò avrebbe significato la perdita dell’intero alveare. In un alveare ci sono circa centomila api quando è a pieno ritmo, le operaie bottinatrici, raccoglitrici di nettare e pollinatrici sono solo il cinquanta per cento, le altre sono sempre dentro, con diversi compiti: produrre le cellette di cera, ventilare l’alveare, curare le larve e la regina, fare la guardia all’entrata dell’alveare…queste non escono mai. Chi racconta che “tutte” le api escono è uno che di api non sa nulla. Ripeto, l’unica cosa che si può fare e si è sempre fatta è cerare di far uscire le api dal melario che è la parte dell’arnia in cui ci sono i favi con il miele usando il “fugapi”. Comunque, qualsiasi apicoltore poi darà anche due o tre colpetti di fumo al melario per allontanare le poche api rimaste. Tra l’altro non si può raccogliere il miele prima di un temporale perché le api assalirebbero chiunque, in questo caso, proprio perché cercano di rientrare tutte prima della pioggia.
        Per quanto riguarda le uova è ovvio che non si mangino le uova fecondate, almeno qui da noi nella nostra cultura, perché invece i cinesi lo fanno, anzi cuociono l’uovo con dentro l’embrione già molto sviluppato e lo considerano una vera leccornia.

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  1. Allora, mio padre fu un apicoltore per anni. Producevamo miele di millefiori. Quando arrivava il freddo questo miele si cristallizzava e diventava solido e granuloso. So che ci sono mieli che solidificano e diventano pastosi, come quello di castagno, scuro e amarognolo o quelli degli agrumi che hanno componenti oleose. Altri mieli, come quello di acacia, restano sempre liquidi. Nell’industria, poiché la maggior parte degli acquirenti preferisce il miele liquido, scaldano il miele fino ad una certa temperatura per fare in modo che non solidifichi. Anche per quanto riguarda il miele solido, alcune volte viene sofisticato con sciroppo di glucosio. Inoltre, bisogna sempre tener presente che le api vengono nutrite in inverno, spesso non con il loro miele, ma con sciroppo di zucchero e si può immaginare come sarà la mielata che se ne ricava. L’unico miele, sicuramente puro è quello che fanno le TUE api, che tu stesso raccogli e consumi. Dicasi lo stesso per l’olio d’oliva, il vino, le salsicce ed i salami, torte e biscotti, eccetera, quello che fai tu è sicuramente genuino, per il resto, si spera che lo sia.

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    1. Sono d’accordo, nella mia zona ci sono tante cascine che producono poche quantità di prodotti, tra cui il miele. Io mi servo da loro anche per le mele che non sono lucenti ma sono buone. Per l’olio ho un prezioso fornitore, un mio caro amico che abita a Trieste compra olio da olive Bianchera, introvabile fuori da quelle zone. Lo acquista direttamenta dai uno dei pochi coltivatori di quelle olive, è prezioso, costa caro ma è fantastico. Con poche gocce si condisce tutto senza aggiungere neppure il sale.

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