Lifestyle · Opinione · qualche pezzo di me

L’importanza di un tatuaggio

Le solite statistiche rivelano che un italiano su quattro è tatuato, quindi il 25% della popolazione.
Se in queste statistiche sono compresi anche bambini, anziani e persone impossibilitate a farlo, direi che è una percentuale abbastanza alta.
Personalmente, l’ho già scritto in altri post, non ho alcun tatuaggio e pare che questa controtendenza stia diventando una forma di originalità.
Come già spiegai qui S-tatuata il caso e il tempo han fatto sì che la mia pelle sia rimasta libera.
Un tempo mi piaceva vedere persone con disegni più o meno fantasiosi sul corpo ma, non amando le esagerazioni, attualmente trovo soggetti talmente verniciati da far quasi ribrezzo, qualcuno dà l’idea di avere malattie della pelle.
Sorvolando su quei fenomeni da esibizionismo folle che credono di trasformarsi in animali, elfi o altre creature mitologiche, ognuno è libero di addobbarsi come meglio crede, anche se cattivo gusto e trasmodamento penso facciano male a chiunque.
Tuttavia, ieri, ho visto un giovane uomo con un tatuaggio interessante: sulla parte posteriore del braccio aveva tatuate, completamente in nero, le sagome di una cane seduto con il muso alzato ad osservare un umano in piedi che ricambiava lo sguardo, entrambi ritratti di schiena.
Ecco, quel tatuaggio m’è piaciuto tantissimo, semplice, esplicativo e carico di significato.
Un tatuaggio che avrei potuto portare anch’io benché, attualmente, non mi dispiaccia essere considerata stravagante perché non ho alcun marchio sulla pelle.

 

34 risposte a "L’importanza di un tatuaggio"

  1. Un tempo il tatuarsi aveva valore di appartenenza sociale ad un rango, ad un gruppo. Un tempo i pirati si riconoscevano dal tatuaggio, era il loro giuramento. Oggi è solo moda. Al di là delle statistiche, posso pensare che la stragrande maggioranza non dia un alto valore simbolico al tatuaggio fatto o sempre più spesso alla varietà di tatuaggi che si ritrovano in ogni punto del proprio corpo, altrimenti non si spiegherebbero il perché dei tanti fiocchetti tatuati tutti sullo stesso punto delle gambe o i lustrini tutti più o meno uguali tatuati sulla schiena e i tanti che paiono puramente decorativi.
    Forse però potrei trovarlo un motivo più psicologico e sociale, probabilmente viviamo una società poco individualista e molto di massa, non tatuarsi quindi per tanti varrebbe a sentirsi esclusi, ignorati, fuori dal contesto mondano.
    Io amo la mia individualità e per questo con tutta probabilità mai ne farò uno. Le mie imperfezioni mi caratterizzano già sufficientemente.

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    1. Quelli che hanno un significato danno importanza differente alla scelta di volerli. Mentre quei mascheroni incomprensibili, a volte fatti anche per mascherarne di precedenti, li trovo di cattivo gusto.

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      1. Sempre rispettando la libertà di ogni persona ovviamente, credo che chi lo fa selvaggiamente e solo per appariscenza, attualmente rischia di scomparire nel calderone degli obbrobri che girano ovuqne.

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  2. Tatuarsi vuol dire comunicare.
    Come nella comunicazione verbale c’è chi ha delle cose importanti da dire e sa farlo in maniera efficace e sintetica, e c’è chi invece blatera senza nemmeno sapere di cosa sta parlando.
    Ecco il problema, quindi: tatuarsi a vanvera.

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  3. Il 25% della popolazione? Parbleu, davvero tanti!
    Tu sai già cosa penso degli orrori che si vedono in giro, poi ognuno è libero di esprimere se stesso come meglio crede, a suo rischio e pericolo.
    Io preferisco mantenere la pelle liscia e intonsa, senza rischio di segni particolari facili da indentificare, if you know what I mean.

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  4. Le esagerazioni sono spesso ridicole o non belle ma come hai detto evviva la libertà a chi li ama di esagerare e a chi non li ama di trovarli brutti! Detto ciò qualche settimana fa, in piena orgia dei mondiali, mi era venuto da ridere pensando a certi calciatori di oggi…che li guardi e sono tatuati e acconciati da sembrare duri che manco dei galeotti…poi…li guardi giocare e per un contatto da nulla, per un soffio vanno giù e piangono contorcendosi come bambini!Ecco, pensavo a gente di un tempo come Riva,Tardelli,Benetti,Baresi…Insomma sta gente qua che di tatuaggi non ne avevano ma erano duri veri che prima di andar giù li dovevi abbattere a cannonate!😂😂😂

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  5. Io credo che i tatuaggi siano un mezzo tramite cui una persona cerca di memorizzare/esorcizzare alcuni avvenimenti che le hanno cambiato la vita, frasi che l’hanno aiutata a superare situazioni difficili… oppure immagini o simboli per lei importanti e che l’hanno ispirata…

    Un tatuaggio va fatto con la consapevolezza che rimarrà con te per tutta la vita a ricordarti qualcosa che abbia un valore, così avrà un senso reale.

    Io ne ho tre. Sono parte di me al punto da accorgermene di averli solo quando vedo le persone che li guardano. Il primo che ho fatto, sul braccio destro, è stato importante e fondamentale per la mia vita, al di là del tatuaggio in sé, la scelta di farlo mi ha davvero cambiato l’esistenza. Senza, infatti, approfondire i cambiamenti interiori che mi hanno portato a prendere decisioni definitive.

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  6. Sono come te, non ho alcun tatuaggio e non ne farò mai. Ne ho visti alcuni che sono delle
    vere e proprie opere d’arte, ma lascio che se li facciano gli altri. A me bastano i segni che il tempo mi ha lasciato sulla pelle.

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