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Onesti e disonesti

Capita a tutti di dover avvolgere il tubetto del dentifricio per poterlo usare fino in fondo quando ancora contiene tanta pasta; i tubetti di ultima generazione sono diabolici perché fatti di plastica metallizzata, pressoché impossibile da assottigliare fino in fondo.
Lo stesso succede con i tubetti di creme che, se sono di plastica dura, non si possono arrotolare ma devono essere tagliati e, nel momento in cui lo si fa, ci si accorge che c’è ancora tantissimo prodotto da utilizzare, ma essendo ormai esposto a luce ed aria diventerà presto avariato.
Poi ci sono i cilindretti a stantuffo che danno prodotto fino ad un certo punto. L’ultimo centimetro, col quale potere andare avanti ancora una settimana, se lo tengono ben stretto.
Qualcuno può essere svitato e quindi il prodotto viene recuperato capovolgendo il contenitore, ma altri sono proprio inespugnabili.
Questo succede con medicinali, cosmetici, prodotti per l’igiene e alimentari.
L’esempio più eclatante (per me) è il classico scodellino dei gelati truccato.
Per contenere la voracità, ed evitare di spazzolare in tre secondi la soave ghiottoneria, ho abbandonato il cono, che dà massimo risalto al gelato, scegliendo la sobria coppetta con palettina ma, da qualche tempo in qua, ho notato che il gelato finisce molto in fretta anche lì.
E’ pur vero che la mia gola è senza ritegno, ma non al punto di far scomparire il gelato in due mosse.
Perciò, studiando i contenitori che circolano ultimamente, mi sono accorta che sono bugiardi: pur avendo sempre la medesima altezza la base non è più posizionata sul fondo ma a metà, pertanto la quantità di crema è dimezzata.
Hai capito perché il mio gelato finisce in fretta?

Insomma nel caso dei contenitori chiusi, talvolta, siamo costretti a buttare via anche il 15/20 per cento del contenuto, nel caso del gelato la fregatura è immediata e non visibile a occhio nudo.
Se sommiamo tutto, alla fine dell’anno ci rendiamo conto di aver buttato nella spazzatura un bel po’ di soldi a causa della disonestà dei produttori che si manifesta anche quando un prezzo viene ritoccato in ribasso, ma la quantità di merce acquistata segue la stessa sorte.
Perciò noi pensiamo di pagare meno, in realtà abbiamo anche meno.

Rare volte ho trovato recipienti onesti che permettono di utilizzare tutto il contenuto e, quasi sempre, si è trattato di prodotti molto costosi.

Questi stratagemmi per fregate l’acquirente finale sono sempre esistiti, ma ultimamente mi sembra che si stia proprio esagerando, e la coppetta truccata mi sta proprio “qui”.

23 risposte a "Onesti e disonesti"

  1. chiamamola pure col suo nome: una truffa ben studiata… meriterebbe più spazio questa osservazione, e di certo le coppette di gelato artigianale da 3 euro sono un ladrocinio pensando a quante ne vendono e a quanto prodotto rubano in quel mezzo scodellino vuoto… ( son passata al cornetto compatto in cui si mangia tutto…) E poi certo, bisogna sezionare con il bisturi i tubetti per recuperare dentifricio creme e anche prodotti farmaceutici, nel loro piccolo sono cose che fanno incazzare…dovremmo pagare con una banconota tagliata a metà…piacerebbe loro? 🙂 ciao Nadia!

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  2. Bisogna dire che i consumatori italiani sono trattati molto male forse perché non si organizzano abbastanza. Anche se non mi piace il piagnisteo dei chi dice che nel nord Europa le cose vanno sempre meglio (perché anche quei paesi hanno difetti, e pire grandi, solo che sono diversi dai nostri) bisogna ammettere che là i consumatori sono più rispettati.

    Parlando dell’Olanda e dell’Inghilterra, il dentifricio in genere è un tubetto molto grosso (e che non contiene aria!), le medicine non stanno in scatole enormi che in realtà hanno dentro poche compresse bensì in flaconi semplici con moltissime compresse ecc. E il prezzo è molto contenuto. L’industria farmacologica in Italia è la seconda per dimensioni in Europa. Sarà perché ci ruba così tanti soldi? 😉

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      1. Pazzesco. Penso solo all’evasione fiscale di proporzioni bibliche. Qui a Roma, se chiedi fattura ti raddoppiano il prezzo, così le tasse le paghi tu, non loro.

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      2. Beh, io invece sono moderatamente ottimista. Sarà perché, da quando ho 14 anni, per una strana alchimia, vivo nel mondo più che nella mia realtà locale e faccio sempre raffronti in cui non usciamo sempre male. Mio padre era piemontese, mia madre toscana e romana, mia moglie è del Lazio e del Sud e sta per entrare un inglese in famiglia. I miei nonni paterni erano come me (e come mia moglie), vivevano in Italia ma dialogavano con il mondo. Non voglio vantarmi. Ci sono i pro e i contro. Invidio chi è di una piccola realtà e gli basta, e soprattutto sa chi è.

        Comunque siamo parte del mondo sempre di più, volenti nolenti. Dobbiamo avere coraggio e promuovere i buoni comportamenti anche nelle piccolissime cose, per contrastare l’inciviltà (che è sempre stato un problema da migliaia di anni fa fino ad oggi).

        Scusa se mi sono dilungato. Mi piace il tuo blog. Sei una bella testa oniricamente pensante, per quanto posso giudicare.

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      3. Grazie per l’apprezzamento. Certo, girare per il mondo e conoscere anche lo stile di vita di altri paesi è illuminante. Per quel poco che conosco io personalmente, ma soprattutto attraverso alcune amiche italiane, con famiglia italiana, trasferite in Germani e Inghilterra, so che là si lavora e si vive con meno problemi.

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  3. Esatto, ce li meritiamo i governi e lo stato deplorevole di molte cose.

    Dobbiamo evitare di dar sempre la colpa agli altri: la Iuve ci ruba lo scudetto, politici ci rubano il futuro ecc. ignorando, come ha notato una volta Mattia Feltri sulla Stampa, che “i conti del Paese sono messi così soprattutto per un welfare enorme e sclerotico, un’evasione fiscale sudamericana, una pubblica amministrazione esorbitante, tassi di assenteismo desolanti, repulsione collettiva per le regole, totale disinteresse per il bene collettivo e poi sì, anche per una classe dirigente inetta e spesso fuorilegge. Insomma, nessuno di noi è innocente davanti al proprio destino: ammetterlo, è il primo passo dei forti”

    Basta. la smetto. Buona giornata.

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  4. Io taglio tutti i tubetti e poi incastro una metà sull’altra così si conserva, con i prodotti con cui non è possp farlo lì chiudo con la pellicola ed un elastico.
    Per quel che riguarda i gelato industriali è riportato il peso per cui non c’è problema per quello artigianale nella mia zona si misura in palline, ma comunque in base alla gelateria varia la quantità e il prezzo

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