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La peggior vacanza della mia vita

Ieri mattina, a radio deejay, parlavano della peggior vacanza della vita invitando gli ascoltatori a raccontare la propria esperienza negativa.
Io ho evitato di partecipare, ma non ho potuto fare a meno di ricordare la mia peggiore vacanza.

Non avevo ancora sedici anni e il mio fidanzatino di ventidue aveva deciso che nel mese di agosto saremmo andati in vacanza in Spagna, voleva vedere l’oceano Atlantico dallo Stretto di Gibilterra.
In casa raccontai che andavamo in campeggio con amici ad Albenga perché, se avessi detto che uscivo dall’Italia, a mia mamma sarebbe venuto un colpo.

Lui mi istruì su tutto compresi i documenti da trovare per andare all’estero poiché, essendo io minorenne, dovevano contenere il nome di una persona che mi accompagnava, lui ovviamente.
Io non ero contenta di andare così lontano da casa, il viaggio era lungo, avevamo pochi soldi, una tenda da campeggio militare senza fondo e una Panda della prima ora, con sedili comodi come quelli in legno dei treni quando ancora esisteva la terza classe.
Come sempre si faceva ciò che lui voleva, io non contavo nulla perciò se mi fossi ribellata avrei avuto brutti guai.
Stavamo insieme da circa tre anni, i primi mesi tutto filò via liscio poi, quando dichiarai che volevo lasciarlo perché non mi sentivo pronta per una relazione importante, iniziò il mio calvario adolescenziale, quello che distrusse definitivamente la mia gioventù.

Benché non avesse alcun rispetto per me poiché il mio ceto sociale era plebeo, io ero sua e solo lui poteva decidere se e quando mi avrebbe lasciata.
Lui era povero esattamente come me, però era figlio del custode del liceo, abitava nella casa del liceo e ogni giorno vedeva passare la meglio gioventù della città, gente ricca e con tanta puzza sotto il naso.
Gli sarebbe piaciuto assurgere al livello di quei ragazzi, ma dovette accontentarsi di ostentare una fidanzata bella e povera in canna.
Era incattivito, manesco, fascista e rancoroso nei confronti di una madre despota, anche per questo io ero il suo capro espiatorio preferito.
Mi voleva perché ero la ragazzina più bella in città, quella che tutti filavano, e lui mi agganciò appena misi il naso fuori casa, alla prima festa della scuola che frequentavo insieme a suo fratello minore.
Dall’alto dei suoi quasi vent’anni ci mise un attimo a farmi prendere una cotta solenne che durò giusto il tempo delle mele.
Quell’infatuazione per me divenne una prigione di massima sicurezza dalla quale sarei uscita solo morta, questo era il regolamento carcerario del quale racconterò in un altro momento, adesso parliamo della vacanza in galera.

Partimmo una notte dei primi di agosto, attraversando la Francia tutta in un fiato, fermandoci solo per dormire in macchina che, ovviamente, non aveva i sedili ribaltabili.
Si mangiava per strada facendo una spesa minimale nei supermercati, dovevamo arrivare alla meta e, con i nostri mezzi, l’unica possibilità che avevamo per farcela era fermarci il meno possibile.
Non ricordo più quanti giorni passammo in auto, ma mi parvero infiniti.
Lui era uno schiacciasassi instancabile, pur non avendo il cambio alla guida, la sua determinazione gli impediva di sentire la stanchezza e, ovviamente, io dovevo essere alla sua altezza.

Non potevo lamentarmi se il cibo non mi piaceva, se ero stanca, se volevo dormire, se chiedevo di fare due passi per sgranchire la gambe, altrimenti volavano schiaffoni.
La meta era Marbella, lì avrebbe scelto un campeggio economico e poi avremmo esplorato la zona sino a raggiungere Gibilterra.

Racconto solo un paio di aneddoti giusto per dare un profilo a quella mia vacanza.

Lui decise che saremmo andati a vedere la corrida, spettacolo sanguinario che io detestavo.
Nella plaza de toros si esibiva un famosissimo torero e la folla occupava ogni ordine di posto.
Il biglietto era costoso, ma era d’obbligo poter testimoniare che lui aveva assistito alla corrida, perciò si accaparrò il diritto di entrare.
Per me fu un’atroce tortura assistere a tanto spargimento di sangue.
Posso garantire che la corrida è uno spettacolo orribile, il toro è completamente rimbambito quando arriva in arena, gira come un pazzo sbattendo da tutte le parti mentre i picadores e i banderilleros gli danno addosso per circa un’ora, stordendolo con movimenti veloci, provocandolo e continuando a ferirlo facendogli perdere sangue da ogni parte del corpo.

Il torero appare solo verso la fine e, dopo aver fatto qualche balletto con la famosa capa davanti a un animale ormai in punto di morte, gli assesta il colpo finale tra capo e collo con una lunga spada.
Ma quel giorno il povero toro non cadde al primo colpo, ne servirono ben quattro dati da altri due toreri giunti in “soccorso” del “famoso” che non riusciva ad ammazzare un animale già morto.

Io stavo malissimo, vomitai e mi misi a piangere, mi alzai in piedi imprecando contro quegli uomini e tutta quella crudeltà.
La gente mi guardava e rideva, lui mi prese a schiaffi, m’intimò di sedermi e tacere e la sera, per punizione, mi fece dormire fuori dal sacco a pelo, nella tenda militare senza fondo dove mi coprii con i teli da mare ancora bagnati.

Il secondo episodio che ricordo amaramente si verificò mentre stavamo attraversando in auto lentamente una piccola città.
Passando vicino alla fermata del bus lui notò una bella ragazza in attesa del mezzo.

Fece retromarcia, si fermò per chiederle se voleva un passaggio, intimandomi di andare nel sedile posteriore. Lei sorrise, ma rifiutò gentilmente.
Io protestai per quel gesto sgarbato nei miei confronti, e lui mi prese a botte mentre gli automobilisti dietro di noi suonavano per dirgli di smettere.

Lascio altri particolari del viaggio all’immaginazione di chi legge.

Ho un solo ricordo positivo di quella vacanza infernale, uno solo ma bellissimo.
Eravamo a Marbella e una sera, passeggiando per le viuzze della città, udii un canto soave.
Due ragazze con voci angeliche cantavano MalagueÑa Salerosa accompagnandosi con le chitarre.
Durò solo pochi minuti, ma in quei minuti dimenticai l’inferno che stavo vivendo.

 

 

33 risposte a "La peggior vacanza della mia vita"

  1. (a parte la corrida checdisapprovo) per il resto più che terribile vanza ho l’impressione che tu abbia vissuto una vacanza “all’avventura” ma con una decisamente pessima compagnia e la compagnia fa 3/4 del viaggio

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    1. Ho vissuto tutta l’adolescenza convinta di essere un cesso perché lui mi ripeteva continuamente che ero un essere inferiore, ignorante, mi ha distrutta anche psicologicamente. E credo sia stato il danno peggiore. Ho preso coscienza di me dopo il 20 anni.

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  2. Stavolta non mi sento di mettere il mi piace perchè non mi piace nulla di questa storia, tranne appunto quell’intermezzo musicale. Quello che mi fa girare le palle ripensando alla mia gioventù è il rivedere tante situazioni analoghe con belle ragazze che finivano sempre in mano a tipi del genere ed ancora oggi non riesco a capacitarmi come più fossero stronzi, violenti, imbecilli e più non avessero “problemi” a trovare ragazze. Comunque al di la di queste mie considerazioni mi dispiace di questa vacanza anche perchè , corrida a parte, che comunque ormai non piace più nemmeno li, se non a vecchi nostalgici franchisti, la Spagna è bella da vedere e da vivere, anche all’avventura!

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    1. Lui mi aveva trovata e presa, appena ho capito chi fosse ho cercato di liberarmi, ma proprio lì sono iniziate le minacce di morte e le violenze. Ero troppo piccola per difendermi e in famiglia non avevo la possibilità di chiedere aiuto. Se non fosse morto l’avrei sposato e lui avrebbe ammazzato me. E’ una brutta storia caro Demo. La vacanza che ho descritto è solo una piccola goccia nel mare della mia disperazione che è durata quasi fino ai miei 20 anni. I segni peggiori li porto ancora nella psiche, non per niente ho passato la mia vita tra psichiatri, psicologi e al neuro. Tra mochi minuti parto per la visita di controllo al centro psico sociale. Per dire…

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      1. Per quel che può valere senza la possibilità di guardarsi negli occhi ti lascio un abbraccio e non aggiungo altro perchè come ho detto, mi dispiace davvero per tutto quel che hai passato e le conseguenze.

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  3. Non credevo possibile che già a quell’età un ragazzo possa comportarsi in modo così disumano… purtroppo la famiglia con cui si cresce fa tanto, le influenze dell’ambiente anche… mi fa solo piacere che tu sia riuscita a rinascere e a ritrovarti, e chissà magari un giorno tornerai all’avventura in quei luoghi, con una compagnia migliore 😘

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  4. Trovo difficile definirla “vacanza” se non come sinonimo di “assenza”. In quel viaggio allucinante tutto sembra fosse vacante, la gioia, l’amore, il rispetto, e soprattutto le preziose seppur fuggenti illusioni giovanili.

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  5. Bruttissima esperienza e bruttissima persona. Proprio in questi giorni pensavo come si è poco consapevoli di sé nell’adolescenza e nella prima giovinezza. Guardando delle mie foto da ragazza mi accorgo che non ero male, alta, snella, atletica e intelligente, eppure mi hanno fatto sentire uno schifo, motivo per cui mi sono accontentata di poco. Per fortuna non ho incontrato delinquenti così ma “solo” stronzi.

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  6. La storia è scritta come sai fare tu, quindi mi piace. Mi spiace invece che tu abbia trovato un personaggio simile. Ce ne sono più di quanti ce ne drovrebbero essere. Purtroppo.

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