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Libertà di parola, sincera

Non amo ricevere fiori recisi, apprezzo i regali casuali, non obbligatoriamente per santificare le feste ma nemmeno per sostituire un gesto d’affetto, una carezza, un abbraccio, o anche una sana scopata fatta come si deve, non la solita sveltina del sabato sera tanto per dire che anche questa settimana almeno una volta l’abbiamo fatto.

Nel cotesto attuale sono single e quindi prendo quel che un attimo mi piace per darmi pace, altrimenti c’è sempre il self service che funziona più che bene, non rompe l’anima ed è disponibile secondo necessità personali, oltretutto è sano e non sporca.

L’ho già scritto tante volte, il mio rapporto ideale è quello raccontato nel film “Amici, complici, amanti”.
Casualmente una storia d’amore gay, io sono eterosessuale ma questo è un film che, secondo me, parla d’amore in modo molto convincente, non come quelle assurde fetenzie genere “Tre metri sopra il cielo”.
Roba che può durare giusto il tempo dell’adolescenza, oltre il quale si decompone in un lucchetto-blocco in tutti gli account sui quali ci si amava.

Ho sempre cercato un uomo che oltre a dichiararmi il suo affetto, sapesse capire che se non indosso la collana che mi ha donato dicendo: “vedo che non ne metti mai, quindi ho pensato di regalartela”, il motivo non sarà che mi mancano tre euro per comprarla.
Chiedo troppo?
Sorvoliamo pure sul fatto che spesso manca tempo/voglia di cercare un regalo semplice ma che sappia essere gradito.

Parliamo invece di ciò che dovrebbe essere insito in un rapporto di coppia sano, schietto, onesto e sincero: la libertà di confidarsi reciprocamente anche ciò di cui si sente la mancanza nello stare insieme.
Vorrei poter “dire”, e non stare zitta per amor di pace o per paura di incrinare un precario equilibrio formale che in realtà barcolla come un ubriaco.

Dico “vorrei”, perché essendo per natura una che non riesce a stare zitta, ho mandato a monte più di una relazione sentimentale proprio per il vizio di esprimere in tutta sincerità il mio malcontento per cercare di stare meglio entrambi.
L’ultima relazione seria che ho avuto è finita ormai da oltre un anno, formalmente per colpa mia.
In realtà per una sorta di censura con la quale lui aveva coperto il mio malessere: molto semplicemente e candidamente avevo espresso una carenza di armonia sessuale, qualcosa di più intenso della missionaria posizione tenuta per 10/15 minuti in quasi totale silenzio, seguita da bacino della buonanotte e immediato russare profondo.
Insomma, mi piacerebbe essere amata e anche scopata con un po’ di tenero, caldo e profondo trasporto.

Chiedo troppo?

Sembra proprio di sì.

Pare che La mia sincerità sia stata devastante.
Avrei fatto meglio continuare a rimanere con lui serenamente silente e farmi sbattere da un focoso amante per sedare le mie voglie di amplessi fantasiosi ma troppo faticosi?
Forse è così che funziona, ma non per me.

Quando ne parlo con la mia amica, lei dice sempre che chi non resta solo è perché si accontenta.
Il proverbio dice “chi si accontenta gode”.
Io non mi accontento perché mi viene il nervoso, e quando ho il nervoso non godo.

15 risposte a "Libertà di parola, sincera"

  1. In totale silenzio come automi senza fantasia, risate e giochi credo che sia, soprattutto se di routine qualcosa di veramente triste. Quello che mi lascia pensare è che sui social sembrano tutti pornostar, poi invece in camera da letto scopri che la musica è diversa. Incontrare qualcuno di veramente affine credo sia più difficile che non vincere alla lotteria… 🙄

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      1. Certo, se non c’è comunicazione e dialogo allora non c’è nulla. Il fatto è che nel “gioco” delle parti, all’inizio si recita o si finge o si passa sopra perchè prevale l’innamoramento e si pensa sempre che quel che non va è momentaneo o poi passerà o poi cambierà ed invece poi ci si ritrova con una persona accanto che all’improvviso pare un altra!

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  2. Essere sinceri non paga mai, si viene etichettate come nevrotiche, rompiballe, vittime.
    Una mia amica mi dice sempre di vivere, con spensieratezza e leggerezza, perché quando arriverà la vecchiaia, potrai raccontare di gioie e non di rimpianti.

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  3. Non chiedi troppo e fai bene a non stare zitta e a non accontentarti!! Io sono uguale. Dico sempre quello che penso, sopratutto sul sesso. C’è chi è rimasto e chi se n’è andato. L’ultimo è rimasto. Doveva essere una scopata e nulla più ed è diventato mio marito. Quando si lamenta che io ne abbia sempre una di cui lamentarmi gli rispondo “il giorno che non mi lamenterò più, preoccupati”. 😊

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  4. Accontentarsi è sbagliato, godere di ciò che si ha è meglio, almeno quando è possibile.
    C’hai fatto caso che di solito quando qualcuno fa un regalo compera ciò che gli piace e non ciò che potrebbe piacere a colui che lo riceve? Di solito è così anche per il sesso…

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