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Angeli ribelli

Il 14 luglio è un giorno importante per i francesi. A me non sono molto simpatici, tuttavia per qualcuno di loro nutro grande ammirazione.
Oggi voglio rendere il mio piccolo omaggio ad Anatole France, 
scrittore di cui ho già parlato ampiamente, perciò riporto soltanto la sinossi di uno sei suoi libri che io adoro.

 “Il Dio vinto diventerà Satana, io, Satana, da vincitore diventerò Dio. Possa il destino risparmiarmi questa sorte spaventosa! Io amo l’inferno che ha formato il mio genio, amo la terra dove ho fatto un po’ di bene, se è possibile farne in questo mondo terribile.”

Su Parigi piovono angeli. Ogni giorno qualche puro spirito, disgustato dalla monotonia della beatitudine, abbandona il cielo, s’incarna e vive come un parigino di inizio ’900 (è questa l’epoca del romanzo). Non sono messaggeri divini, ma personaggi alla Wim Wenders: hanno deciso, come i suoi angeli sopra Berlino, che è più interessante cavarsela da soli sulla terra piuttosto che durare eternamente nella contemplazione divina.

Un avido banchiere, un musicista bohémien, un’anarchica affascinante: sono tutti angeli, anche se nessuno fra gli uomini lo sospetta. È una sorta di invasione degli ultracorpi, pacifica fino a quando Arcade, bellissimo angelo custode, non concepisce un folle progetto: rovesciare Dio, ripetere l’impresa tentata da Lucifero prima che il tempo avesse inizio. Sono stati i libri a perdere Arcade: ne ha divorati a migliaia nella biblioteca del suo custodito, il giovane aristocratico Maurice d’Esparvieu. Tanta scienza gli ha insegnato che il mondo non è la valle di lacrime descritta dai preti e ha suscitato in lui un’inestinguibile sete di vendetta contro il Dio uno e trino. Ma a Parigi è difficile pensare solo alla guerra: ci sono troppe belle donne disponibili ad avventure galanti; ci sono i loro innamorati da sfidare a duello; c’è la polizia da cui scappare, perché per un angelo è facile essere scambiato per un rivoluzionario…

In un’atmosfera molto francese di tranquilla amoralità, sotto l’impero della galanteria, France svolge una trama divertentissima, ma composta delle questioni più serie: la guerra in cielo è un trasparente riferimento al massacro del 1914; l’arrogante Dio della Bibbia è il simbolo della spietatezza di ogni potere. La rivolta degli angeli racconta, con linguaggio rapido e secco, “cose tali da far arrossire non solo un carrozziere, ciò che non è dir molto, ma persino una parigina!”.

12 risposte a "Angeli ribelli"

      1. Credo si possa inserire bene in un certo filone ironico-religioso-riflessivo che amo da sempre quindi dopo Il Maestro e Margherita, Il Vangelo secondo Gesù,Versetti satanici e A volte ritorno direi che pure sti angeli parigini meritano! 😀

        Piace a 1 persona

  1. Angeli che sanno cogliere l’attimo in un contesto storico infernale, mi piace. Magari e la volta che il livello di antipatia per tutto cio che e glucosicamente angelico mi scende di un paio di tacche..

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