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Mi è andato in fumo il titolo

Sono ormai dodici anni che ho smesso totalmente di fumare.
È successo per caso nel 2003 dopo una forte laringite che mi provocava ricorrenti abbassamenti di voce. Il medico mi curava con antibiotici e, visto che ci ricadevo spesso, ovviamente mi consigliò di astenermi dal fumo sino a completa guarigione. Così feci e, dopo un mese,  guarii completamente.

“Finalmente posso riaccendere la sigaretta”, dissi tra me e me.
Tentai quindi di riprendere quel vizio così rilassante e liberatorio ma, appena accendevo la sigaretta mi veniva nausea, il gusto del fumo mi faceva schifo.
Non sono mai stata una grande fumatrice, iniziavo nel pomeriggio e, se non uscivo la sera, un pacchetto di sigarette durava anche tre giorni giacché detesto odori molesti in casa.
Volevo tornare a fumare perché mi mancavano la gestualità, i tre minuti passati a contemplare la nuvoletta azzurra disperdersi nell’aria, e gli attimi di vuota meditazione.
Ero abituata a “farmi l’ultima” poco prima di dormire, affacciata alla finestra o sul balcone in estate e, in inverno, con giaccia e guanti.
Poi la sera, fuori a fare tardi con gli amici, il fumo ci stava proprio d’incanto, donava intimità e complicità alle conversazioni assonnate. La sigaretta era conviviale come la birretta o il piatto di spaghetti a mezzanotte, adesso la convivialità s’è spostata verso altre attività.
Tanta gente ha smesso di fumare, e penso sia una cosa positiva per la salute pubblica, forse un po’ meno per le casse dello stato.
Non sono un’integralista passata sulla sponda dei non fumatori incazzosi, e non mi permetto di dare consigli ai fumatori, però sono contenta se non sento puzza di fumo in giro.
Ammetto comunque che quel gesto continua a mancarmi, l’ho sotituito con qualche gelato in più che ormai fa parte della mia alimentazione quotidiana e, fortunatamente, i miei amici sono ben contenti di “convivialare” a colpi di gelato.

Sorvolando sul fatto che adesso non potrei nemmeno più permettermi di comprare le sigarette, e sapendo di evitare un grosso attentato alla mia salute, ciò che apprezzo maggiormente è la gradevole sensazione di svegliarmi la mattina con bocca fresca e lingua morbida, senza cerchio alla testa e occhi limpidi.

Lei è Serafina Giraffina, ma fa solo finta di fumare

14 risposte a "Mi è andato in fumo il titolo"

  1. Io ho trovato una sorta di equilibrio passando da uno stato di fumatore di pacchetti giornalieri in gioventù che in seguito mi fecero realizzare di esserne schiavo e fumare in automatico per una sorta di auto obbligo allo smettere di fumare per circa tre anni e quindi poi passare allo stato attuale di fumatore blando di 3-4 sigarette rollate al giorno che però fumo solo se mi va e quando mi va ed alla fine va bene cosi. A parte ciò non fumo in auto e nemmeno in casa e gli odori sono salvi! 😀

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      1. Credo che sia un ottimo modo per fumare molto meno e del resto una sigaretta “normale” è anche circa tre volte una rollata delle mie visto che uso filtrini piccoli!

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