BLOG AMICI · comunicazione · Lifestyle · Opinione · Report

Scrivere di guerre, disastri e dolori

In questo blog raramente si trovano denunce accorate di drammi, disgrazie, notizie o fatti di cronaca più o meno dolenti poiché, non avendo informazioni precise e sicure, evito di sparare in rete una qualunque opinione per dire che io “sono sul pezzo”, e poi, come spesso succede, non riesco proprio a stare con qualcuno solo per principio o identità di pensiero.
Alcuni giorni fa non ho aderito all’appello di un personaggio famoso che chiedeva di pubblicare un selfie con le mani su bocca e naso, non l’ho fatto perché l’attacco mediatico era troppo invasivo e confuso.
Tuttavia tratto questi argomenti tra le righe di molti miei post, sono contro ogni forma di violenza, sopruso, prevaricazione, e conosco da vicino certi drammi. Condivido pertanto l’articolo che Elena ha pubblicato nel suo blog “Non solo campagna”, pur essendo io a favore dell’eutanasia e contro l’accanimento terapeutico, sono convinta che non debba essere un tribunale a decidere per questa vita.

E adesso scusate se mescolo sacro e profano ma, per oggi, metto da parte le pene del mondo memorizzando un evento.

9 risposte a "Scrivere di guerre, disastri e dolori"

  1. Anch’io sono contro l’accanimento terapeutico, l’importante è che sia tale. Per l’eutanasia il discorso è molto lungo, perciò mi fermo qui. Nessuno può limitare la libertà altrui, questo è fondamentale, a meno di una giusta detenzione o se si limita la libertà di un altro, perché la libertà di ognuno si armonizza con quella dell’altro.

    Liked by 2 people

  2. Con troppa presunzione sempre più spesso legislatori sentenziano su chi deve vivere o morire (e non si parla di pene capitali). Qualunque imposizione a tal proposito è un abuso di autorità. A mio avviso gli unici ad aver diritto sulla propria esistenza in vita sono gli stessi interessati e, qualora non fossero in grado di decidere per sè, i parenti più prossimi che naturalmente non si muovano per secondi fini ma nell’essenziale bene del proprio caro.
    Le campagne di sensibilizzazione talvolta sono costruite per non dare spazio ad una presa di coscienza dettata dal proprio sentire ma piuttosto arrogantemente sono confezionate per convincere mettendoti subdolamente davanti alla scelta: nel giusto con noi, nel torto contro di noi e se sei contro sei un meschino, un inadeguato ed insensibile.

    Liked by 1 persona

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...