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L’eccellenza che mi vive accanto

L’articolo pubblicato pochi giorni fa su LaRepubblica.it, “E se, zitto zitto, l’Oltrepò Pavese riuscisse a sfidare (e battere) la Franciacorta?” , mi ha suggerito di porre l’attenzione su quelle che io ritengo attività eccellenti del mio piccolo paese, collocato appunto in Oltrepò Pavese. Cito tre imprese, differenti tra loro, che conosco e pertanto mi piace presentare nel mio blog.
La prima, non per classifica ma perché la mia gola ne è testimone, si chiama OltreCiocc un nome che dice tutto! Si tratta di una fabbrica artigianale del cioccolato creata da una giovane imprenditrice, per conoscerla cliccate su questa immagine.

Brilla per accuratezza e precisione con cui vengono eseguiti i lavori la Falegnameria Deglialberti, molto rinomata non solo in ambito locale. L’azienda si è guadagnata negli anni una stima che, tramite il passaparola, raggiunge anche le grandi città lombarde. Per conoscerla cliccate sull’immagine.

A coronamento di questa piccola esplorazione nell’imprenditoria locale non può mancare il buon vino prodotto dalla Fattoria Cabanon.  Posso ammirare i suoi vigneti ogni volta che guardo fuori dalla finestra, poiché si trova proprio sulla collina di fronte a casa mia e, durante i miei giri esplorativi, seguo il succedersi stagionale della coltivazione dell’uva fatta a regola d’arte. Clic!

Dietro queste aziende ci sono persone che, pur rimanendo in piccoli borghi, sono premiate dal successo e dal gradimento della clientela grazie alla loro operosità, e alla volontà di portare avanti le proprie attività senza farsi soffiare il lavoro dalla grande industria.

Enjoy Oltrepò

😉

22 risposte a "L’eccellenza che mi vive accanto"

      1. È superata ormai, dati di 25 anni fa. L’ho scritta in un periodo di malattia e, quando l’ho letta tempo dopo, mi sono resa conto che non ho curato alcune cose, ma non ce la facevo più. Comunque parte da un presupposto, di cui ampiamente molti esperti avevano parlato, che la cultura mezzadrile ha favorito il passaggio all’imprenditorialità familiare nelle Marche. Io ho raccolto questionari che lo confermavano, ma bisognava considerare la famiglia patriarcale, nel momento in cui ho raccolto i dati si era alla seconda o terza generazione. Questa cosa il correlatore non l’ha capita, spalleggiato dal Presidente della commissione. In più sostenne che era l’abilità operaia non la cultura a farti passare all’imprenditorialità cioè Homo faber contro homo sapiens. Un incubo, tenuto conto che aveva avuto la mia tesi mesi prima ed avrebbe potuto dirmi qualcosa. Ma non avevo inserito una sua ricerchina-ina che contestava l’origine mezzadrile (senza dati empirici). Ma mi sono trovata in mezzo ad una faida di ateneo in cui ci abbiamo rimesso io ed un’altra ragazza (giornalista alla seconda laurea).

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      2. Ussignur, i relatori dovrebbero aiutare gli studenti e invece pensano a far pubblicare le loro ricerche. Roba da matti. Che tristezza. Comunque capita anche a me di rileggere racconti scritti in passato e vedere storture non avevo colto prima.

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      3. Il relatore mi abbandonò per paura della situazione, scaricò ogni responsabilità … fu il correlatore che mi maltrattò cioè è quello che fa le pulci al lavoro, ma per migliorarlo ed invece non mi disse niente. D’altro canto relatore e correlatore erano ai ferri corti per questioni di cattedre …

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      4. Non ne parlo più sennò sembra sempre che si dà la colpa agli altri. Comunque, data la buona media, presi 108 e buonanotte ai suonatori. Ma non ho più messo piede in università. Pensa che voleva farsi pure la foto dopo la laurea! Pussa via!

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      1. Di quelli potrei dire molto, nel mio paese c’è uno stabilimento termale che negli anni ’60 era frequentato da gente come Mina e altri personaggi famosi, ha funzionato sino alla metà degli anni ’90, poi si sono succeduti vari amminiastratori comunali che lo hanno venduto a imprenditori privati. Dopo varie vicissitudini adesso è tutto chiuso, dopo aver lasciato i dipendenti non solo senza lavoro ma anche senza stipendio negli ultimi due anni, e il paese con una ventina di alberghi per soli 900 residenti, più tutte le attività collegate al turismo sta morendo inesorabilmente.

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      2. Ecco, mi hai capito perfettamente. Io sarò sempre contro questo genere di parassiti, gente che bada solo al profitto e non guarda in faccia a nessuno, gente che chiude, licenzia, delocalizza, svende e fa profitti sulla pelle della gente senza vergogna e senza pietà. Ma per contro, per fortuna esistono anche imprenditori che fanno del lavoro la propria missione e questi, se anche diventano ricchi alla fine se lo meritano. Peccato solo che i secondi siano pochi ed anzi, spesso anche loro sono vittime di quel sistema attuale che tende a favorire i primi…

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      3. E la cosa che più mi fa schifo sono quegli imprenditori locali (costruttori e agenzie immobiliari) che devastano il territorio continuando a costruire in modo forsennato per poi lasciare a metà alcuni fabbricvati che diventano ruderi ancor prima di essere finiti, mentre intorno giaccioni da anni case, cascine, antiche ville che restaurate sarebbero gioielli. Sappessi che cosa vedo intorno a me quando vado a fare i miei chilometri a piedi…

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      4. Come ti capisco! Per non parlare di tutto quello che hanno sotterrato…ieri sentivo di tutto quello che è accaduto nel bresciano ma fosse solo li…è ovunque…tutta la penisola è stata devastata e chi si opponeva è sempre stato messo da parte con le buone o le cattive e tutti gli altri…zitti…

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      5. E si, ma quelli sono strettamente interconnessi con la società civile nel senso che se avessimo un altra conformazione sociale probabilmente i primi sarebbero meno impudenti (la corruzione c’è ovunque ma qui…ormai se ne fregano anche di nasconderla!) ed i secondi sarebbero meno presenti ad alto livello il che, sarebbe già un passo avanti notevole…per le nostre tasche e la nostra salute!

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      6. e già…ed alla fine, nel caso di malumori, basta dare la colpa a comunisti, gay, stranieri, ebrei, barboni e magistrati onesti per fare in modo che il popolo pecora stia zitto e torni all’ovile

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