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S come

La solitudine cosmica è congenita, incisa nel DNA. E’ quella che ti fa pensare che vorresti non essere mai nato e nessuno può togliertela.
La solitudine umana per me non è un problema, mi sfiora soltanto ed è lieve come un velo morbido che avvolge le spalle; ma, talvolta, si bagna di pioggia sporca e diventa una coperta pesante da trascinare camminando in salita. Succede quando devo prendere decisioni fondamentali per la mia vita umana; in queste occasioni ci vorrebbe qualcuno che ascolti senza dare consigli, ma offrendomi la formula magica per soffiare via il pericolo delle scelte sbagliate.
So che è difficile: Mago Merlino non c’è più, Maga Magò è andata in pensione, Fata Morgana s’è fidanzata e i maghi di oggi son tutti farlocchi, usano trucchi virtuali o effetti speciali che non funzionano oltre lo schermo.
La solitudine muta di peso e può spezzare la schiena, conviverci reggendola richiede muscoli solidi, per questo vado palestra e percorro a piedi tutte le strade in salita.

Immagine dal web

32 risposte a "S come"

  1. La solitudine non è preziosa a meno che non sia quella della domenica pomeriggio quando hai la casa tutta tua disposizione ho la notte tardi quando Nessun rumore interrompe la tua lettura.
    I casi della vita hanno fatto di me una donna totalmente indipendente nelle proprie scelte che ho condiviso finché c’è stata solo con mia madre. E mi manca oggi una persona con cui avere un confronto profondo intimo e non può essere mio figlio né i miei fratelli…
    Sherabientot grazie

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    1. Anch’io ho imparato ad essere indipendente sin da piccola e, purtroppo, non ho mai potuto raccontare i miei problemi neppure a mia madre poiché lei aveva già troppi carichi pesanti. Per cause non dipendenti dalla mia volontà fino a vent’anni non ho potuto disporre della mia libertà, perciò ho iniziato a fare scelte successivamente. Sempre da sola, sempre senza poter chiedere niente a nessuno, tutti gli errori e i meriti dopo in 20 anni sono solo miei. Ma adesso sono stanca.

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  2. Ho imparato, e continuo a farlo mio malgrado, ad apprezzare lo stare da solo. A cogliere nella solitudine la mia libertà più piena. Sarà anche che più vado avanti e meno apprezzo il genere umano. Non posso negare, tuttavia, che in certi frangenti o circostanze l’assenza di qualcuno con cui condividere è assolutamente insopportabile. Tuttavia, almeno sino a ora, superate le crisi e rimessomi in piedi, ritrovo le mie forze e vado avanti. Il che, a quanto mi pare di capire, vale anche per te. In fondo sempre meglio soli che male accompagnati, no? E in ogni caso su queste pagine l’ascolto non manca.

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    1. “Megllio soli che mal accompagnati” è la mia scelta di vita istintiva, soprattutto dal punto di vista sentimentale. Ho un divorzio, due convivenze e una …ina di fidanzati alle spalle (ho perso il conto) proprio perché quando un sentimento si esaurisce non mi aggrappo a una persona per paura di rimanere sola. Della mia famiglia sono rimasti solo due zii ottuagenari e due cugini che vedo solo in occasione funeralesce. Le amicizie poche e scelte sono eccellenti e mi va bene così. Per natura sono unalupessa solitaria, e poi c’è la solitudine cosmica, ma quella è una storia a sé.

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