Opinione

L’osservatorio di Evaporata

Cosciente del fatto che il post sia altamente impopolare, specialmente in periodo di feste natalizie, chiedo venia per la mia incapacità di formulare pensieri soleggiati.

Girovagando sul mondo
Girovagando sul mondo

Quando sono in volo a bordo del mio osservatorio mentale vedo le creature che popolano la terra. Osservo silenziosa azioni e movimenti, colgo emozioni e sentimenti di ogni natura e provenienza. Assorbo, registro, medito. Tento di “fiutare” il comportamento umano: quello che da secoli studiosi, edotti, ammaestrati, analizzano donando il frutto delle proprie deduzioni.

Ho usato la parola “fiutare” poiché attraverso il fiuto gli animali percepiscono i loro simili, spesso ne comprendono le intenzioni e si comportano di conseguenza. Secondo natura.

Con l’umanità non funziona più così, perciò è assai laborioso tentare di capire qualcosa.

Ho quindi molta confusione e rare intuizioni che mi inducono a riflettere. Una di queste mi ha colpito particolarmente.

Si tratta di una tendenza alla chiusura di tutte le porte blindate per difendere le poche fonti di serenità che abbiamo faticosamente costruito per la nostra personale ed esclusiva sopravvivenza. E non mi riferisco al singolo individuo, ma in generale a tutti quegli onesti, tranquilli, pacifici lavoratori che pagano le tasse, votano coscienziosamente, mettono nero su bianco il loro pensiero generoso e ben proteso verso il prossimo.
A parole!
Sì, a parole e basta. Perché la maggior parte di queste persone, sia che abbiano costruito la bella famigliola con prole sana ed educata, sia che, rimasti adulti in famiglia, abbiano l’abbraccio incondizionato dei genitori ormai anziani a cui badare con tanto affetto, o single con un buon lavoro che vivono spensieratamente un’eterna gioventù fatta di condivisioni con amici cari di apericene, viaggi, scarpinate in montagna o vacanze marine, animalisti, vegani, onnivori, sportivi di ogni disciplina, amanti dello yoga o dei bagni di gong, di tecniche per la meditazione e il ritrovamento della pace interiore o difensori del vattelapesca sperduto a casa del signore. Non ricchi e feroci capitalisti, né divi più o meno rinomati, non politici d’assalto o saltati, né estremisti di qualunque colore e fervore distruttivo. Mi riferisco a gente comune. Persone che hanno trovato qualcosa a cui appendersi per dare un senso alla propria vita. Uomini e donne che, dall’alto delle loro nuvolette candide, controllano la terra spandendo polvere di pensieri positivi; perché è questo il modo migliore per salvare il mondo cattivo.
Leggo ovunque citazioni, massime, precetti, motti, riproduzioni corredate da immagini del personaggio straordinario che le ha scolpite nella storia, infiorare rimando pace, amore, cuore, serenità, felicità, come l’ormai straziata canzone di Modugno “Meraviglioso”.
Sì! Guarda intorno a te, tutto è meraviglioso.
E’ meraviglioso specialmente per chi è arroccato sulla propria nuvoletta e, dall’alto, osserva misericordiosamente le disgrazie dei meno fortunati ai quali la nuvoletta s’è bucata e stanno frantumati là sulla terra dove ci sarebbe tutto il “meraviglioso” da osservare per essere felici.
Ma, che peccato, con gli occhi sbriciolati non è facile vedere. Lo sapete?
E allora vorrei domandare a te, caro amico che vent’anni fa giuravi solennemente di volere un mondo migliore e avresti lottato tutta la vita per ottenerlo, dove sono finite le tue generose intenzioni adesso che hai la dolce mogliettina che ti dorme a fianco dopo averti donato qualche tenero pargoletto da stringere al petto.
Tu sai che il pargoletto crescerà, andrà solo per strada, e la strada non è sulla tua nuvola, ma su quella terra che stai osservando da lontano per non sporcarti di bruttezza, ma inebriarti di bellezza per poter cantare “meraviglioso”.
La tua nuvola potrebbe bucarsi.
Tutte le nuvole potrebbero sgonfiarsi, anche quelle blindate da convinzioni radicalizzate in anni di quieto vivere costruito con “la messa è finita, andate in pace” anche se non sei cattolico praticante.
Non basta chiudere.
Bisogna aprire, e vedere che cosa c’è fuori dal tuo personale giardinetto pulito.
C’è altro “oltre la siepe” del tuo microcosmo.
C’è la realtà che non suona il gong, non si stende sul tappetino yoga, non s’addormenta sul divano in attesa che arrivi lei a portarti nel letto, non si stordisce col mojito o col chupito per divertirsi a tutti i costi anche a 50 anni, non frequenta i salotti letterari, non gioca a burraco ma a palla avvelenata che se ti colpisce la tua vita finisce.

Che poi, anch’io sono arroccata nel mio castello e mi difendo restando progioniera delle mie elucubrazioni. O, forse, è pura semplice invidia nei confronti della serenità che a me manca.

19 thoughts on “L’osservatorio di Evaporata

  1. Forse impopolare, ma quanto mai vero.
    Io la vedo come una vera e propria incapacità di affrontare il mondo come sta cambiando e si sta delineando davanti a noi: siamo nati e cresciuti con determinate certezze, con convinzioni che parevano infallibili (il fatto che tutto non poteva che migliorare, che saremmo stati più ricchi di quelli prima di noi, che non avremmo mai visto la guerra, la morte, la violenza – perlomeno non sotto casa), ma tutto questo si sta sgretolando davanti ai nostri occhi e noi non abbiamo strumenti per interpretarlo, per affrontare la novità.
    Da qui un intero armamentario di va-tutto-bene, va-tutto-benissimo-e-non-potrebbe-andare-meglio, la saggezza del riscoprire le piccole cose e chiacchiere varie, che è di fatto l’unica risposta culturale che abbiamo.
    Di quelli che verranno dopo di noi, ma chi se ne frega, troveranno anche loro la loro strada: noi intanto gli insegniamo quel poco che abbiamo, poi che se la vedano da sé.
    Ciò che manca è proprio una nuova risposta culturale (e tutto questo è legato molto molto profondamente al post di ieri, alla necessità di fare qualche cosa di più che qualche chiacchiera vana sul mondo e sulla vita).

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  2. Ma tu sei evaporata e puoi permetterti l’ovunque e il quando. Non è peggio accorgersi dopo che nella vita esiste anche la riflessione? Ti darei una macchina fotografica o un pennello in mano per impressionare i tuoi sguardi sul mondo. C’è chi evapora e inventa la realtà per fuggirla, chi si sofferma su quello che ci va bene di questa realtà che ha pure un limite, è bello resistere ed esistere. Un bel gioco di contrasti.

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  3. L’ha ribloggato su lementelettrichee ha commentato:
    C’è altro oltre la siepe: Leopardi ci aveva avvisati, c’è l’infinito.
    Nessuno può sapere.
    Siamo tutti – più che su di una nuvola bucata – come topi sulla groviera, al massimo, quando va tutto bene.
    Al minimo sindacale, assai più diffuso, ci resta solo il buco… la groviera non c’è più.

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    1. Marianne, non è facile vivere serenamente guardando il mondo che circonda le nostre vite. Credo non lo sia per nessuno poiché tutti facciamo parte di questa umanità, anche chi tenta di dominarla o di distruggerla senza accorgersi che così facendo distrugge anche se stesso.

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  4. Te la dico cruda. Leggendo il post sembra che tu ti senta addosso il peso dei problemi del mondo. Bada, le tue riflessioni ci stanno e in certi momenti le faccio anch’io. Saper vivere con leggerezza, senza pensieri o problemi economici non è un difetto. Il difetto è ignorare che oltre c’è altro e dare tutto per scontato e dovuto. Questa è solo la mia opinione, un saluto.

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    1. E’ vero, è la mia pena infinita. Purtroppo ho questa tendenza a farmi carico delle pene altrui che sfugge al mio controllo e mi fa vivere male. Ma c’è ben altro dietro a tutto questo. Saper vivere con leggerezza è un pregio che invidio, il difetto è NON saper vivere con leggerezza come succede a me. Ma in questo post io mi riferisco a quelle persone che forti dei beni acquisiti, se ne fregano di tutto ciò che sta fuori dal loro personale piacere. Forse avrei dovuto essere più chiara perché non era mia intenzione buttare tutti in un unico calderone.

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