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La bambina surgelata

“La bambina surgelata” è il titolo di un racconto da me scritto nel 1993 per l’Associazione letteraria Ellin Selae che lo scelse come racconto di apertura per il libro “A cosa servono gli Angeli (29 racconti belli e uno bellissimo)” stampato in sole 500 copie numerate contenente 30 brevi storie di autori vari, ogni copia aveva una copertina diversa dipinta a mano, e fu presentato nel 1995 al Salone del libro di Torino.

A Cosa servono gli angeli, 29 raconti belli e uno bellissimo: il mio!
L’unica copia in mio possesso

Nel 2015 “La bambina surgelata” è diventato il titolo della mia ultima raccolta di racconti pubblicata da un piccolo editore locale.

Cliccami

Io vi regalo la storia della bambina surgelata, se vi piace e desiderate leggere gli altri racconti di questo libro, potete acquistarlo seguendo le istruzioni che trovate cliccando sulla copertina che vedete sopra.

Eccola

LA BAMBINA SURGELATA

Scilia ascoltava una vecchia incisione di David Sylvian, quando suonarono alla porta. Osservò distrattamente l’uomo sul monitor del videocitofono ed aprì senza domandarsi chi poteva essere.

Buongiorno Signorina Righi. Le porto una splendida notizia: lei ha vinto il concorso abbinato ai surgelati Frozy, pertanto ho l’onore di consegnarle il premio, ossia il fantastico congelatore completo di provviste per un anno. Voilà! Dove lo sistemiamo?

Compiendo un balzo indietro, indicò i due accompagnatori che spingevano a fatica un grosso contenitore verso l’ingresso dell’abitazione.

Il concorso…ah sì, me n’ero completamente dimenticata. Caspita ho vinto! E’ la prima volta che mi succede. Beh, per il momento sistematelo in questo angolo. Io proprio non me l’aspettavo…ah devo firmare sì. Grazie e arrivederci.

Chiuse la porta e, pensando alla fortuna che si era ricordata di lei, cominciò a curiosare tra le scatole e i pacchetti gelidi che il capiente elettrodomestico conteneva.

Carne, verdure, gelati, pietanze precotte, pane, torte…quanto ben di dio, persino torte salate…e questo pacco così grosso cosa conterrà? Si domandò estraendo un fagotto rigido e ben sigillato. Nome, data di nascita…ma…accidenti ma questo è…

Scilia non credeva ai propri occhi mentre scartava il pezzo più ingombrante della provvista.

E’ un bambino, anzi una bambina! Oh no! Hanno sbagliato, mi hanno mandato il premio destinato alle coppie sposate. Io avevo partecipato al concorso per single e per errore ho ricevuto la fornitura famiglia…ed ora che faccio? La Legge mi impedisce di avere figli, se mi trovano con un bimbo in casa sono nei guai. Devo telefonare immediatamente ed avvisare che c’è stato uno scambio, probabilmente questo premio era destinato ad altri.

Chissà dove ho messo il tagliando del concorso, è passato tanto tempo e magari l’ho gettato via …forse in questo cassetto…maledizione dov’è. Questo non è, questo neanche…forse qui…vediamo nella cartella. Ecco, eccolo qua. Meno male, chiamo subito, speriamo risponda qualcuno.

“Sevin group, buongiorno”. Disse la centralinista.

“Buongiorno, senta ho un problema legato al concorso Frozy, vorrei parlare con l’addetto alla distribuzione premi”.

“Un momento prego, mi dia il numero stampato sulla bolla che le è stata consegnata col premio…attenda le passo l’interno”.

La voce del responsabile alla promozione surgelati era gelida come i prodotti che rappresentava, mentre rispondeva con distacco: “Lei sostiene che c’è stato un errore, controlliamo subito: inserisco il numero nel computer e vediamo…No signora, nessun errore il premio assegnatole è esattamente quello che le spettava, lo dice il computer; il computer non sbaglia signora”.

“Senta io sono nubile perciò non posso tenere il bambino. Non ho partecipato alla selezione famiglia, mi è stato consegnato un premio destinato ad altra gente, e poi saprà anche lei che la legge vieta alle persone sole di allevare figli. Inoltre ho già rinunciato, da anni e definitivamente, alla “opzione matrimonio” perciò non posso nemmeno regolarizzare la mia posizione usufruendo di questo privilegio”.

“Io so che il computer non sbaglia signora, perciò lei deve tenersi il premio. Buongiorno”.

E chiuse in fretta la comunicazione senza lasciarle la possibilità di aggiungere altro.

E adesso che faccio? Sono in un bel pasticcio e inoltre non posso chiedere aiuto per non diffondere la notizia, poiché nessuno crederebbe che io non ho colpa. Accidenti la bambina! Oh no, si sta scongelando, mamma mia che disastro, ora devo pensare anche a lei.

Beh, Scilia non perderti d’animo, prendi le cose con calma e cerca di evitare il peggio. Ora provvediamo alla piccola. Guarda com’è carina; e si chiama, vediamo sull’incarto cosa c’è scritto…Lùcia bel nome, sarebbe il femminile di Lùcio. Sì, bella lei, bello il nome…ma io non so nemmeno da dove si comincia ad accudire un bimbo, non ho fatto il corso di preparazione e non possiedo il certificato di idoneità. Ora dovrei andare a comprare tutto l’occorrente, ma non posso farlo perché non mi è permesso. Per coprirla e tenerla pulita mi posso arrangiare, però l’alimentazione è un bel problema…proverò a darle del latte normale, la piccola ha già otto mesi perciò dovrebbe andare bene. Farò ciò che mi suggerisce l’istinto e che il cielo mi aiuti.

Nonostante le imposizioni della società in cui viveva, le risorse naturali di Scilia non si erano esaurite e, dopo qualche mese, Lùcia sembrava un bocciolo di rosa, con la cuffietta e l’abitino ricavati da una gonna della ragazza. Aveva quasi due anni e nessuno si era mai domandato perché quella donna senza marito portava a spasso una bambina. Evidentemente possedeva uno speciale permesso, perché reperire un neonato era impossibile a chiunque senza il nullaosta dell’autorità.

Il telefono squillò mentre mamma e bimba stavano giocando. Scilia corse ignara a rispondere e, quando udì le parole dell’interlocutore, si sentì mancare: dopo un’accurata verifica, al centro di controllo si erano accorti dello scambio di premi, perciò lei doveva rendere entro 24 ore ciò che non le spettava, ossia la piccola Lùcia.

Immaginava che prima o poi sarebbe successo, non era possibile sfuggire alla regola prestabilita; nonostante ciò protestò con veemenza cercando di far accettare le ragioni che già altri in precedenza avevano dovuto accantonare e che nessun computer avrebbe mai considerato: le ragioni del cuore.

In una società dove tutto è codificato, ogni eccezione era considerata una pericolosa minaccia per l’ordine, perciò doveva essere eliminata.

Ventiquattr’ore, 24 ore. Posso tenerla con me ancora 24 ore e, dopo, tutto tornerà come prima…E lei? Che sarà di lei? Cosa le succederà? La consegneranno a coloro che ne avevano legittimamente diritto? La ricongeleranno in attesa di una nuova collocazione? No, le norme igieniche sconsigliano di congelare un prodotto più volte. Potrebbero buttarla nell’inceneritore come merce avariata…oppure…mhhmm non andrà neanche in un orfanotrofio perché non esistono più dal secolo scorso…Chissà, chissà quale sorte le toccherà? Ma io non voglio lasciarla, io l’adoro ed anche lei mi ama; insieme stiamo bene non facciamo male a nessuno, la società non ha subito danni, e nemmeno abbiamo sovvertito l’ordine e…se almeno fossi certa che non le faranno del male; io soffrirò per la sua mancanza, ma lei è piccola e forse si abituerà ad una nuova sistemazione; chissà, magari le mancherò anch’io, è così dolce ed affettuosa la mia piccolina. Cosa posso inventare per non farmela portare via? Ogni scusa sarebbe vana, fuggire è impossibile…morire…morire insieme, neanche morire è possibile se non lo decide il computer centrale, ognuno di noi ha la propria data di scadenza. Cosa posso fare?

Scilia prese in braccio la bimba che stava giocando ignara. Lei, senza capire per quale motivo la mamma piangeva, istintivamente la baciò con tenerezza e le accarezzò il viso asciugando le sue lacrime.

Non temere, amore mio. Non permetterò che ti facciamo male, non ti porteranno via. Staremo sempre insieme.

Il giorno successivo, alle nove in punto, il campanello della porta annunciò una visita. Scilia si alzò dalla poltrona e, tranquillamente, andò a rispondere:

“Sì, chi è?”

“Sono un impiegato della Sevin Group, mi fa entrare per favore?”

“Buongiorno, mi dica”. Rispose Scilia aprendo la porta.

“Come le hanno annunciato ieri per telefono, sono venuto a ritirare la bambina?

“Bambina? Quale bambina?”

“Ma…quella che lei ha ricevuto insieme alla fornitura di surgelati, sa il concorso Frozy; le avranno già comunicato che c’è stato un errore e deve rendere ciò che non le spettava”.

“Scusi, ma non capisco, non so proprio di cosa stia parlando. Sì è vero io ho ricevuto tempo fa il premio del concorso però non so nulla di bambini o cose del genere”.

“Ma sì, avrà trovato un pacco più grande dentro il freezer, un grande fagotto avvolto nella pellicola trasparente; avrà notato che era diverso dagli altri, avrà capito che…”

“Beh sì, effettivamente ho trovato un pacco più grande, ma sinceramente non ho fatto caso a…pensavo fosse…Sono veramente desolata, ma non posso restituirlo perché, vede, quel bel pezzo di carne l’ho mangiato proprio ieri sera”.

Col cuore
Col cuore

15 thoughts on “La bambina surgelata

      1. No, credimi sono sempre attuali. Ricordi 1984 di Orwell? sembra l’abbia scritto basandosi sulla politica odierna eppure l’ha scritto nel 1948. Quando una cosa e’ bella rimane per sempre.

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      2. Vero, la lungimiranza di Orwell e altri scrittori illuminati si propaga nel tempo e non ha scadenze. Io ho in mente “La rivolta degli Angeli” scritto da Anatole France nel 1914, è di un’attualità sconcertante.

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      3. Sì, merita veramente. E’ un libro ironico, a tratti molto divertente, e descrive i disagi che l’umanità si porta addosso anche ai giorni nostri. Anatole France ha vinto il premio Nobel per la letteratura nel 1921.

        Liked by 1 persona

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