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Citazione da citazione

Oggi su un social network ho letto questa citazione:

“Arriva un tempo che la felicità non è uscire con gli amici, fare tardi alla sera o andare a ballare…
La felicità è quando chiudi la porta di casa e tutto quello che vuoi e che ti serve lo trovi vicino a te: la tua famiglia”.

Citazione accompagnata da una bella immagine simile a questa

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Io mi sono sentita così

Ho quindi condiviso la citazione accompagnata da questo commento:

“Condivido perché io non ho mai avuto una famiglia nel senso più stretto della parola e, ogni tanto, mi piacerebbe conoscerne il profumo. La mia famiglia sono sempre stati gli animali selvatici, gli alberi dei boschi che frequento, la terra bagnata che avvolge le mie scarpe quando cammino nei sentieri di campagna, qualche amico che ogni tanto sopporta le mie elucubrazioni scombinate, chi tenta di volermi bene ma poi s’arrende perché son troppo difficile da capire, i dolci, le creature invisibili che inventa la mia mente, l’animalario strambo e inanimato che riempie la mia mansarda, la solitudine cosmica che non mi abbandona mai”.

E, comunque, il conforto di una tana ancora ce l’ho con la compagnia di questi amici:

Il maialino a dondolo
Il maialino a dondolo
Gedeone l'esperto di musica
Gedeone l’esperto di musica
L'ippopotamo Lardino con in groppa l'uccellino
L’ippopotamo Lardino con in groppa l’uccellino
Bonjour!
Serafina la giraffa sopraffina

Adesso apro la finestra e mi appendo a un pezzo di cuore per chi, oltre alla famiglia, ha perso anche la casa.

aprire-il-cuore

7 thoughts on “Citazione da citazione

  1. Citazione bella ma un po’ lunga, troppo lunga per un Bacio Perugina.
    Mi sarebbe piaciuto trovare anche il link per arrivare all’originale di quella citazione, così, tanto per sapere se chi l’ha scritta ama di più De Amicis oppure Barilla Mulino Bianco.
    La famiglia è una cosa assai strana, come del resto tutte le costruzioni umane, complicata e mutevole, troppo variegata per essere assunta a panacea contro tutte le inquietudini
    Vero è che chi non ce l’ha spesso la desideri sopra ogni altra cosa (denaro escluso), ma capita in egual proporzione che la famiglia sia vissuta come un castigo (in special modo dalla donna), pertanto io non mi sarei sbilanciato così favorevolmente in quella citazione/elegia.
    Quanto al filmato (purtroppo incompleto) sarebbe interessante sapere se ti identifichi col gatto, con la casa, o con ciò che il gatto immagina di vedere.
    Te lo chiedo perché in quel filmato ci sono più chiavi di lettura, ma quella che preferisco mi è stata suggerita dai fotogrammi finali, quando il demolitore si appresta ad abbattere quelle mura per far spazio all’ennesimo monoblocco cubico. La mia opinione è che i ruderi di quella casa rappresentino una mente, o ciò che resta di una mente, libera, perciò fragile, rischiosa, disagevole, aperta alla vista e alle intemperie, ma proprio per questi motivi non omologata a quelle politicamente corrette che la circondano. Il gatto non ricorda, il gatto è un frutto di quella mente, un sogno che fa quello che devono sempre fare i sogni: sognare. Quando il sogno/gatto scompare quella mente ha perso la sua ragion d’essere, e pertanto può venire “ragionevolmente ” schiantata, non da un demolitore è ovvio, ma da desideri artefatti, ragionamenti precotti, espressioni gradevoli, accoglienza ipocrita, e tutto ciò che chiamiamo “quieto vivere”, famiglia Mulino Bianco compresa.
    Bye

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    1. Da ciò deduco che, ma lo sapevo già, che tu hai una bella famiglia. Acciacchi compresi. Il tuo panegirico è interessante come sempre, ma questa volta te lo boccio perché non hai la minima idea di che cosa si prova ad essere soli al mondo, quindi tutto ciò che hai scritto è fuori luogo.

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    2. P.S.: la citazione era anomima quindi non posso sapere chi l’ha scritta. Detto tra noi: mi fa cagare per quanto è melensa e banale ma, per chi è affamato di affetto e malato di solitudine, anche uno stronzo può sembrare un pezzo di cioccolato. Ovviamente io sono il gatto.

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  2. La felicità non ha per tutti la stessa faccia. C’è chi la identifica in famiglia, chi in solitudine (qualche volta anch’io), chi in chiasso e confusione, chi in quiete, chi nello sforzo fisico, chi nel riposo… Ciò che conta è provarla, qualunque volto essa abbia.
    Bellissimi i tuoi amici Nadia!

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