Freak · Scrittura

Favola storta per raddrizzare una giornata smorta

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Luna piena

Era una notte di luna piena e il lupo seguiva una sirena, mentre la luna cercava acqua da mettere nel pozzo che un umano gretto e rozzo aveva prosciugato per riempire la piscina privata e agli ospiti paganti dedicata.

e tutti gli amici
Lupo Lu

L’acqua, sentendo le voci degli animali del bosco, si fermò ad ascoltare la storia della sirena rimasta all’asciutto che chiedeva aiuto al lupo e alla luna per ritrovare un braccio di mare dentro il quale riprendere a nuotare.
“Ma – chiese il ruscello a un grazioso fringuello – che cosa ci fa una sirena fuori dal mare. Lei in mezzo ai pesci dovrebbe restare”.

“Sì – rispose il lupo sentendo il gorgheggio sopra l’alpeggio – là sarebbe stata se un pescatore non l’avesse catturata e per il pranzo farla grigliata. Ma per fortuna la sirena è fuggita scivolando in un fosso per salvarsi la vita. Dentro il fosso l’ho veduta e per questo l’ho inseguita, ora chiamo i miei fratelli per cercare il vento di mare e chiedere a lui di venirla a salvare”.

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Ululà

Così tutti insieme i lupi si misero a ululare tra monti e colline spargendo la storia della sirena che cercava il mare durante una notte di luna piena.
Il vento nascosto tra i capelli di una ragazza un po’ matta le suggerì di aiutare la sirena.

...

Così durante la notte di luna piena una ragazza e una sirena raggiunsero il mare e insieme si misero a nuotare.
La sirena accompagnò la ragazza nella parte di terra dove i matti sono ben accolti, vivono felici insieme a cani, gatti, a tutte le creature che amano anche chi non è perfettamente tondo, e lo prendono com’è senza cercare di far quadrare il mondo.

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Evaporata

Sono un po’ scema e quando vado al mare non mi bagno perché non so nuotare, perciò seguo la ragazza con la sirena e imparo a galleggiare in questo mondo nel quale, spesso, rischio di annegare

😉

 

© Nadia Mogni Alias Evaporata

9 thoughts on “Favola storta per raddrizzare una giornata smorta

      1. Ogni artista, ogni persona porta dentro se il bambino che era un tempo, solo che molti se ne vergognano o se lo sono dimenticato. Io ritengo che sia una cosa splendida che ci completa e senza il quale non saremo quelli che siamo ora. 🙂
        Ancora complimenti.

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  1. A mio rischio e pericolo vorrei dirti che è una delle cose più belle che mi hai fatto leggere. In quello che a prima vista potrebbe apparire come un simpatico non-sense c’è invece tutto il tuo doloroso dis-sense nei confonti di un pianeta troppo “umano”. La il-logica conclusione è il con-sense a lasciarsi andare in lieve e variegata compagnia in attesa di vite migliori.

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    1. Grazie Stelio. Questi sono i pensieri spontanei che liberano un po’ la mia mente dal dolore che porto dentro. Io li lascio scorrere senza preoccuparmi di essere più o meno gradita, di seguire regole o schemi di scrittura, perché attualmente sono la medicina migliore per restare in vita.

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