Freak · Lifestyle

Dedicato a chi patisce

La differenza tra noi è che quando avevo 22 anni non pensavo ai finali degli amori passati presenti o futuri.
La differenza è che io a quell’età avevo già seppellito tre delle mie vite sotto grevi pietre tombali che, nonostante il peso immenso, hanno permesso ai loro fantasmi di piazzarsi saldamente sulle mie scapole ingabbiandomi le ali.
Così ho dovuto imparare a volare con cuore e ali in prigione.

Opera dell'artista Emanuele Cazzaniga

Non è facile, sai, volare così.
Non è facile perché i piedi strisciano sull’asfalto lacerandosi profondamente.
Ho cercato rifugio nei boschi più alti dove c’erano i lupi che mi hanno insegnato a camminare anche con i piedi feriti. Perché i lupi sopportano il dolore e sanno lenirlo leccandosi lì, proprio dove fa più male.
Così ho imparato anche a leccarmi le ferite e proseguire il cammino con le mie zampe dolenti.

Lupus in favola
Lupus in favola

Salendo ancora ho incontrato l’aquila amica che mi ha mostrato in quale nido rifugiarmi per evitare di essere scoperta dagli umani a caccia di agnelli per farne orpelli.
Già, perché si sa che aquile e lupi cacciano agnelli. Ma solo quando hanno fame.
Gli umani no, loro cacciano per sport o svago. Quando sono nata ero un agnello. E gli umani mi hanno portata al macello.
Per questo di notte non dormo e continuo a fuggire da quel macello.

Evaporata web

Sì, lo ammetto, non è un bel momento.

6 thoughts on “Dedicato a chi patisce

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...