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Pedofilia. Non è un mondo per bambini

Sono stata una bambina molestata sessualmente dai 5 ai 12 anni d’età. Da 13 a 19 anni sono stata vittima di stalking violento, con minacce di morte, da parte di un fidanzato psicopatico più grande di me di sei anni. Prima o poi racconterò la mia storia e come tutto questo ha rovinato la mia psiche e la mia vita. Per adesso vi dico che gli omertosi sono colpevoli quanto chi compie soprusi e delitti. Auguro loro di vivere nel terrore quotidiniano come è toccato a me e a tutti i bambini abusati.

Hic Rhodus

n-ABUSI-large570.jpgIl 5 Maggio ricorre la giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia (legge 4 Maggio 2009, n° 41). Sarebbe una ricorrenza secondaria, tutto sommato, se il recente caso della piccola Fortuna non avesse scosso, non per la prima volta, la coscienza di molti.

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11 thoughts on “Pedofilia. Non è un mondo per bambini

  1. Mi spiace profondamente, Nadia, per la tua infanzia venuta ad essere distrutta da quanto ci dici, un’infanzia sicuramente lontana dall’essere stata serena come dovrebbe essere quella di ogni bambino e mi dispiace sapere che per giunta l’adolescenza ha giocato un ruolo pesante per niente positivo. Mi auguro il tempo abbia saputo mutare queste brutte esperienze in brutti ricordi e niente di più.
    È un fenomeno perverso quanto crudele questo della pedofilia e di quel che vi gira attorno e come ben dici l’unico modo per vincerlo è mettere alla berlina i colpevoli che definirli malati è dare loro un alibi per uscirne se non impuniti quantomeno moralmente salvi, e questo non è ammissibile, non devono avere salvezza alcuna.

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  2. Ho sempre pensato che se qualcuno avesse fatto del male a mia figlia, io l’avrei ucciso, senza alcun rimorso. Sarei andata in galera, certo, ma quello non avrebbe più toccato nessuno.
    Chi fa del male ai bambini, chiunque esso sia, è un essere ripugnante, mostruoso e inumano.

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      1. Hai ragione quando dici che i bambini non parlano, lo so bene, è perché si sentono in colpa, spesso non capiscono nemmeno bene che cosa sta succedendo, oppure si vergognano e non riescono più a fidarsi nemmeno di coloro che dovrebbero proteggerli ed amarli.

        Ci sono dei segnali che, se si ha una preparazione al riguardo, possono essere riconosciuti. Purtroppo, molti adulti non sono preparati, quindi sottovalutano questi segnali.
        Alcune volte, la psicosi collettiva porta addirittura a sopravvalutare dei segnali innocenti. E’ lo stesso per la droga: moltissimi genitori se ne accorgono quando è già troppo tardi.
        Attualmente, troppi genitori sono costretti a lavorare entrambi e l’osservazione dei figli è spesso breve e limitata.
        E poi, ci sono anche quelle persone che vedono, capiscono, sanno e tacciono.
        Anche una volta c’erano, in certi ambienti, le madri che sapevano e tacevano, per paura, perché non potevano essere indipendenti se si fossero ribellate, perché certi preti con cui le madri si confidavano, dicevano di tacere per non dare scandalo, per “amore” della famiglia unita. Sto parlando di tempi nei quali io non ero ancora nata. Mia madre mi ha insegnato che nessuno, per nessun motivo, avrebbe avuto il diritto di mettermi le mani addosso senza il mio consenso ed io l’ho insegnato a mia figlia, già da quando aveva due anni. Nessun adulto può toccare un bambino se lui non vuole, neanche la carezza più innocente, neanche le punizioni corporali, perché se un adulto deve alzare le mani per farsi ubbidire, ha già perso in partenza.

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      2. Sì Neda, infatti io non parlavo con i miei genitori perché, oltre a vergognarmi, loro avevano altri problemi e non volevo appesantire la situazione già difficile. Nel mio caso le molestie pesanti arrivavano dal marito di un’amica di mia madre, andavo a casa loro per giocare con i figli miei coetanei e lui ne approfittava appena restavamo soli. La moglie, in compenso, mi ha proposto più volte di farmi coinvolgere nei giochi erotici con i suoi amanti, ma da quelli sono riuscita a scappare.

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      3. Certo che la tua esperienza è stata davvero traumatica e ti ammiro per come sei riuscita, comunque, a “uscirne”. Credo che tu faccia fatica ancora ad oggi a essere veramente serena. Se fosse successo a me, non so che cosa sarei oggi.
        Un forte abbraccio e ti auguro un lieto fine settimana.
        Ciao.

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