AMORE

DEDICATO A MEL

Oggi è la giornata del gatto e voglio festeggiarla pubblicando un racconto dove lei, la mia Mel con la quale ho vissuto quattordici anni, è protagonista

Occhi di ragaTTa
MEL
E chi meglio di LEI poteva rappresentare "IL GATTO"
E chi meglio di LEI poteva rappresentare “IL GATTO”

ESSAOUIRA

Dedicato a Mel e a tutti i gatti del mondo

ESSAOUIRA finalmente!
Bramava quella città dopo averla ammirata nelle immagini di un programma casualmente seguito in una delle tante notti insonni trascorse tra divano e sedia davanti al pc.
Non sapeva spiegarsi per quale motivo era stata attratta. Forse il nome, forse la visione del mare, delle buganvillee in fiore, di quella casa color zafferano vista di sfuggita tra un’immagine e l’altra.
“Così piacevole, suggestiva e avvincente da attirare negli ultimi secoli poeti, artisti, artigiani e creativi di ogni mestiere. A Essaouira, l’antica Mogador, si trova tutto ciò che sogna un viaggiatore”. Diceva la voce narrante concludendo il servizio.
L’aveva prontamente cercata in internet per avere informazioni turistiche su come arrivarci, sulla stagione migliore per viverla appieno, sul genere di vita che permetteva.
Aveva così scoperto che il periodo migliore per visitare Essaouira, in cerca delle testimonianze del suo passato portoghese o moresco, o del passaggio di Jimi Hendrix e Bob Marley mitici musicisti che lei adorava, era da maggio ad ottobre.
Così aveva deciso quella stessa notte, tra le tanti notti insonni. Aveva deciso e prenotato il viaggio a Essaouira.
La stanchezza, la noia, la delusione per l’ultima relazione sentimentale naufragata dopo due anni d’inutili manovre di salvataggio, avevano depredato il suo animo di qualunque moto d’entusiasmo. Era completamente scarica, senza un briciola d’energia, e niente riusciva a sollevarla da un torpore mentale desolante quanto quella storia d’amore finita in melma maleodorante.
La storia s’era conclusa da otto mesi e ancora non aveva trovato il coraggio di accettare inviti da altri uomini. Aveva deciso che non era il momento. Doveva metabolizzare ed eliminare le scorie dell’amore ormai sfinito, prima di pensare ad avvicinarsi nuovamente a un uomo con investimenti affettivi o anche soltanto sessuali.
Sì, le serviva una vacanza e quella notte la vacanza la stava cercando. Essaouira la stava chiamando e lei aveva deciso di rispondere a quel richiamo, anche se non capiva come potesse attivare così prepotentemente il desiderio di muoversi caduto in un sonno letargico ormai da mesi.

Ed ora si trovava là, in quei primi meravigliosi giorni di maggio, nel mini appartamento dentro il villaggio vacanze, quando ancora la stagione turistica non era iniziata e i pochi ospiti erano persone in cerca di tranquillità. Aveva anche un balconcino coronato da meravigliose buganvillee in piena fioritura, che salivano da terra e s’arrampicavano fin sul tetto.
L’aria era tiepida di giorno e fresca durante la notte. A volte la mattina si apriva immersa in una leggera foschia che donava alla città un’aria fiabesca, per poi scoprirsi in pieno sole verso mezzogiorno.
Lei ne approfittava per godersi la Medina sul mare, la fortezza, i muri bianchi e cangianti, la rilassatezza degli abitanti, la Kasbah, le botteghe artigiane. Gustare storia e arte rovistando senza meta la città in ogni anfratto ammirando i meravigliosi vestiti ricamati e i caratteristici tappeti che coloravano muri e tetti delle case.
Nel tardo pomeriggio, quando il vento che permetteva ai surfisti di cavalcare le onde si calmava, usciva a correre lungo la spiaggia ormai deserta, senza scarpe, e tornava prima che facesse completamente buio. Entrava in stanza, faceva un doccia calda si vestiva e andava al ristorante cui poteva accedere in massima libertà. Le piaceva poter decidere di cenare sola o in compagnia, osservando chi era presenta in sala. Insomma poteva scegliersi la vita momento per momento.
Quei giorni, quei pochi giorni erano solo suoi, e nessuno poteva turbare la pace e la serenità che finalmente le permettevano di dormire durante quelle notti piene di stelle con la luna padrona di un cielo terso fino alle lacrime.
Un’altra meraviglia di Essaouira erano i gatti. Una città piena di gatti. Gatti ovunque, dentro e fuori dai giardini, gatti sdraiati addormentati svagati annoiati satolli e colorati.
Lei adorava i gatti, erano il suo alter ego.
Fin dalla nascita aveva avuto intorno gatti. Dalla sua nascita fino alla morte di Mel, la prima gatta tutta sua perché adottata quando era andata a vivere da sola. Melania Melody, per gli amici Mel, le aveva tenuto compagnia per 14 lunghi anni, 14 anni di amore simbiotico e sconfinato. Mai concluso neppure dopo la morte per eutanasia, obbligata dall’inesorabile malattia della gatta che altrimenti l’avrebbe uccisa tra tormenti e sofferenze.
Di lei le era rimasta in mano una fattura con su scritto eutanasia con smaltimento € 150. Null’altro.
Null’altro di materiale, perché tutto il resto di Mel le era rimasto addosso, compreso il profumo.
Sì, Mel era una gatta profumata di amore. L’amore che le aveva dato in tutto il tempo vissuto insieme.
Lì a Essaouira c’erano tante gatte che somigliavano a Mel, manto di mille colori spalmati come un capolavoro che solo la natura sa fare, ma nessuna era bella come lei.
La principessa Mel, lì, sarebbe stata la principessa da mille e una notte.
Che belle le notti di Essaouira, fumando l’ultima sigaretta, salutando il gatto di turno che passava sotto il balconcino. Coricarsi sapendo di dormire sonni tranquilli, sognando meravigliosi gatti che la chiamavano per farle visitare la città nascosta dal buio.
E una notte sognò di essere Mel. E di seguire il richiamo di un gatto che miagolava sotto il balconcino.
Scendere aggrappata ai rami morbidi della buganvillee, seguire il gatto grosso e rosso che la stava corteggiando spudoratamente. Che l’accompagnava a visitare i luoghi più nascosti del giardino, che la conduceva al porto dove i pescatori lasciavano il pesce per i gatti, che la invitava a cena nella discarica più trendy della città per farle assaporare gli scarti dei migliori ristoranti.
E lei, era una donna-gatta. Lusingata, amata e ammirata da un gatto di passaggio che le stava offrendo il meglio di tutto ciò che aveva a disposizione, un’intera città uscita da una favola: Essaouira
E cosa poteva esserci di più bello che concedersi alle tenere effusioni amorose offerte dal micio così sornione e galangatto. Accoppiarsi senza remore né esitazioni. Senza chiedersi chi fosse lei chi fosse lui. Solo loro, quel prodigio di città e la natura; natura di gatti che si amavano illuminati da magici raggi di luna nella notte marocchina.
Una notte d’amore e di sogni meravigliosi.

Svegliandosi la mattina si sentiva addirittura felice e appagata. Il sogno di essere gatta che fa l’amore con un gatto l’aveva resa felice.
Quella città la rendeva felice.
Ed era felice anche se sapeva che dopo due giorni avrebbe dovuto tornare a casa.

La vacanza le aveva fatto proprio bene, era tornata rifiorita. Con una leggera abbronzatura e una pace interiore che le mancava ormai da troppo tempo.
Di “lui”, il suo ex fidanzato, non c’era più nulla neppure un pensiero.
Era ormai trascorso un anno da quando aveva avuto rapporti ravvicinati con un uomo e adesso si sentiva pronta per una nuova storia d’amore. Anche se non aveva urgenza di cercarla.

Dopo due mesi dal ritorno da Essaouira aveva recuperato un paio di chili persi in precedenza a causa dell’affaticamento psicofisico.
Si era ripromessa di tornarci e rimanere per più tempo; voleva imparare a memoria la città che, come una pozione portentosa, le aveva risollevato la vita.
L’unico problema rimastole erano le vertigini da labirintite. Lei ne soffriva dall’adolescenza e in certi periodi si accentuavano, proprio come stava succedendo in quell’estate inoltrata e umida che probabilmente era la causa del malessere.
Per ovviare al leggero fastidio andò dal medico a chiedere la prescrizione delle solite medicine e ritirare le analisi del checkup che faceva annualmente.
Prima di consegnarle le ricette il professionista la invitò a sedersi. Cosa che lei fece guardandolo allarmata. “C’è qualcosa che non va dottore? Non posso essere ammalata, a parte le vertigini non sono mai stata così serena e in forma”.
“Nessuna malattia signorina, lei è in formissima, però…”

“Però – rimuginò tra sé mentre usciva dallo studio medico con tutti quei fogli in mano – il viaggio a Essaouira mi ha proprio cambiato la vita: sono sana come un pesce, dormo, mangio, sono tranquilla e…e sono INCINTA!

Trovate questo racconto nel mio libro “La bambina surgelata e altri racconti” che potete acquistare, come tutti i miei libri ordinandolo in libreria oppure clicando sulle copertine che trovare nel link “acquista i miei libri” alla vostra destra o, se preferite, scrivendo direttamente a me: fobia1973@libero.it li spedirò con dedica personalizzata.

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Grazie per l’attenzione

😀

 

10 thoughts on “DEDICATO A MEL

    1. Mel ha messo al mondo 4 splendidi gattini. Un maschio rosso tigrato fantastico, due femmine multicolor come lei, e una femmina col mantello bianco e nero più piccola di tutti gli altri. L’ho assistita durante il parto perché lei è venuta a chiamarmi durante la notte. E’ stato bellissimo starle vicino mentre nascevano i suoi piccoli. 😀

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  1. bellissimo racconto pieno di amore per la bella Mel. Sicuramente so apprezzare e comprendere a fondo questo tipo di rapporto perchè vivo in perfetta simbiosi con la mia bella tigrotta 🙂

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