ARTE · LETTURE · LIBRI · Opinione · Scrittura

QUELLO CHE LE DONNE SCRIVONO

Proprio oggi, 8 marzo, casualmente voglio parlarvi di due donne che scrivono.
La prima ho avuto il piacere di conoscerla ieri, ed è una scrittrice che mi piace molto.

Si chiama Loredana Limone

Il bel sorriso di Loredana
Il bel sorriso di Loredana

L’occasione è stata la presentazione del suo ultimo libro

“E le stelle non stanno a guardare”

Il libro
Il libro

L’incontro è stato vivace e assai gradevole poiché Loredana, oltre a essere un’eccellente scrittrice, sa narrare deliziosamente anche con la voce. E’ un piacere ascoltarla così armoniosa nelle movenze, nel sorriso aperto e nell’uso delle parole per raccontarci la trama del romanzo:

“Borgo Propizio esercitava una malia arcana, che forse si sprigionava dall’aria resa trasparente dalla brezza di pendio, o che sgattaiolava dal grigio delle pietre immortali delle case, dalle ambagi delle viuzze senza tempo. O addirittura dai fugaci movimenti delle tendine di pizzo bianco, inamidate, dietro cui occhi attenti scrutavano fuori, menti scaltre congetturavano sui perché e i percome, parole appassionate rimbalzavano di bocca in bocca con i necessari ricami, così che ogni fatto, ogni avvenimento, divenisse uno sceneggiato o una spy story”.

E ancora
“I personaggi del romanzo sono tantissimi ed è quasi impossibile citarli tutti.
C’è Belinda, una giovane un po’ acidella, che ha deciso di ritornare al paese e aprire qui una bellissima e fiabesca latteria “Fatti mandare dalla mamma” con zia Letizia, grande appassionata del G.M. o Gran Musicante che altri non è che il famoso Gianni Morandi.
La latteria è un luogo splendido, un angolo di paradiso bianco e blu con le piastrelle decorate da mucche e cornicette, dove nuvole bianche si stagliano su uno sfondo celeste. Un luogo accogliente che funge anche da ritrovo culturale per gli abitanti del borgo”.

Lascio a voi il piacere di scoprire che cosa succede a Borgo Propizio leggendo il Libro di Loredana Limone.

Fiore di parole
Fiore di parole

La seconda donna di cui parlo è una mia carissima amica che attualmente vive con la famiglia a Weil am Rhein, si chiama Simona Pasotti non è una scrittrice, ma avrebbe potuto facilmente diventarla perché ha una verve e uno stile, secondo me, adorabili.
Di seguito vi lascio il piacere di leggere una delle sue tante pagine di diario quotidiano che messe insieme avrebbero potuto diventare un libro di successo.

SOGNO DI PORTINAIA di Simona Pasotti

“Ma poi uno nella vita li deve avere “‘Sti sogni Grandiosi”, quelli scritti sull’aquilone, quelli dipinti sui muri, quelli dei quadri di Dalì, quelli dei libri che ti prendono e ti portano via, quelli che leggi negli occhi dei comunisti alla Festa dell’Unità’.
Oggi ne ho avuto uno di sogno, e ci ho frugato dentro come in un vecchio baule per cercare quell’effetto “Grandioso” ma, proprio non l’ho trovato. Forse non lo vedo io, forse l’ha rubato qualcuno che ci ha frugato prima di me, forse se lo son mangiato le tarme o, forse, davvero non c’è!
Oggi: HO SOGNATO DI FARE LA PORTINAIA!
E poi, fosse la prima volta: lo faccio regolarmente, ogni qualvolta varchi trafelata la soglia del palazzo dove ha sede l’ufficio e la vedo lì, seduta nel pieno sollazzo, che mi scruta con sorriso beffardo.
IO che sembro un quadro cubista, gioco d’incastro d’occhi-naso-bocca e fogli formato Pigna 4.
LEI che, irrispettosa, mi rutta in faccia l’arte dell’ozio (i giapponesi direbbero che il rutto è segno di gradimento…forse se vivessi a Tokyo apprezzerei, a Pavia mi brucia come la brasca di una canna che mi cade sull’ombelico).
IO che salgo le scale di fretta come in una corsa ad ostacoli.
LEI…incastonata nella sedia come una delle figure del Tetris.
IO con il tacco usurato dal lavoro podistico.
LEI…in ciabatte ortopediche con all’interno la molla: quelle studiate per chi lavora in piedi 15 ore al giorno (ma che cazzo ci farà poi? E’ sempre seduta! Forse per alzarsi con rimbalzo dalla “comoda”, tipo donna proiettile?).
E poi guadagna più di me! Questa è la cosa che più mi fa imbizzarrire.
Aggiungi inoltre il fatto (e non è poco!) che per lei il pettegolezzo non è cosa irriverente ma, bensì, prevista da contratto: una portinaia NON pettegola non l’assume nessuno, sarebbe poco professionale. L’essere zabetta è segno d’acume per quel ramo, un po’ come l’intuizione per il tenente Colombo.
Io sarei una bravissima portinaia, potrei leggere e scrivere l’intera giornata! Non come accade in ufficio, dove devo far tutto di getto nei 20 minuti di pausa e, soprattutto, devo nascondere il testo come facevo al liceo con i fumetti e, ora come allora, vengo clamorosamente beccata in fallo: non c’è volta in cui qualche collega o il capo non ti debba mostrare una nuova funzione avanzata del programma aziendale quando sotto dimora Word, con tempeste di pensieri balzani (generalmente con sottolineature a caratteri cubitali tipo: TROMBARE-CAZZO-SESSO-MERDA, che ti fan trovare in una situazione equiparabile a quella di un manager al quale, nel bel mezzo di una seria presentazione ad un convegno, gli partono dal PC banner di donne nude, segno innegabile di sue recenti visite a siti porno).
Però:
La portinaia non legge mai, a parte i romanzi di Liala.
La portinaia non scrive mai, a parte bigliettini volanti (“Sono sulle scale”, “Sono dal geometra” ecc. ecc.) e parole sgrammaticate sulla settimana ”EMIMMISTICA” (così la chiama la portinaia).
La portinaia è brutta, con qualche dente che manca (il mio capo dice che la nostra è pure un po’ storta: deve rifare la convergenza).
Pensa se tutto questo fosse una naturale conseguenza dell’esercizio di tale professione, un po’ come il ginocchio della lavandaia.
E se dalla sua cabina vetrata io uscissi con due gobbe?
Non che io sia un fiore ma ho un certo fascino legato la fatto che non leggo Liala e ho una buona padronanza della lingua.
NO! LA PORTINAIA voglio che resti il sogno dei 7 gradini sull’ingresso dell’ufficio.
Oggi 4 marzo esco dall’ufficio:
LEI con il sorriso a 3 denti saluta.
IO senza gobba ricambio.

Simona

Bella Simo :-*
Bella Simo :-*

6 thoughts on “QUELLO CHE LE DONNE SCRIVONO

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