EVAP-I-RATA (Evapirata) · Freak

SENSO E SENSAZIONE SECONDO STELIO

Riporto in copia-incolla una breve disquisizione dell’amico Stelio scritta per rispondere a un mio commento sul suo blog. Il post in questione parla di cinema, e il commento riguardava naturalmente quell’argomento. Il testo che riporto è inserito in un discorso molto più ampio che ho tagliato per evidenziare solo il concetto di senso e sensazione secondo l’autore.

Lo faccio innanzitto perché la condivido e, in secondo luogo, perché mi piace troppo come lui espone le proprie idee in certe occasioni. Questa è una di “quelle occasioni”.

Se volete leggere il commento per intero potete farlo qui


POST DI STELIO

Ti ascolto
Ti ascolto

“Pur essendo foneticamente ed etimologicamente simili, tra senso e sensazione vi è una sostanziale differenza, un canyon insuperabile in fondo al quale scorre il tortuoso corso degli eventi.
Il senso alberga nel ragionamento (talvolta fallace), nella logica (spesso sopravvalutata), nei paradigmi consueti (troppi e troppo limitativi), nel canonico presupposto causa-effetto (ormai morto e sepolto), è una malferma costruzione del nostro difettoso encefalo.
La sensazione invece è diretta e non negoziabile, arriva come un’ospite inattesa con la quale dobbiamo fare i conti, e della quale non sempre apprezziamo le abitudini. La sensazione non è eludibile; freddo, noia, paura, sapore, pace, schifo, e altro ancora non hanno riguardo per il nostro vissuto, le nostre abitudini, la nostra tranquillità, arrivano ed entrano senza bussare.
Certo, contro di esse possiamo sempre tentare di porre in atto delle strategie difensive, indossiamo strati su strati di anestetici cappotti e minacciose armature in grado di coprirci dalla testa ai piedi, ci nascondiamo nel buio dell’indifferenza, innalziamo le possenti mura che diverranno la nostra prigione a vita (o morte?).
Appunto su questa generale mancanza di sensazioni punta il regista per smuovere l’osservatore, come se per reazione magnetica opposta, in prossimità di un polo negativo potesse inevitabilmente emergere il polo positivo, ovvero egli tenta di spingere il pubblico a colmare inconsciamente con la sua sensibilità (dormiente) la narcotica (necrotica) assenza di manifeste sensazioni in coloro che transitano sullo schermo, una cura shock che in qualche caso potrebbe funzionare: spingere lo spettatore a scrutare il baratro per fagli apprezzare la salvezza.
Assaporare un gin & tonic ghiacciato e cercare di spiegarne il senso non ha senso, mordere un frutto marcio e cercare di spiegarne il senso non ha senso, accarezzare un micio e cercare di spiegarne il senso non ha senso, temere la morte e cercare di spiegarne il senso non ha senso”.

Così parlò Stelio.

😉

...

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