Freak · Lifestyle

CAVIA

Cavia.

Parola che mette un po’ di brividi. Io la sono stata proprio nel senso più stretto della parola.

La sono stata sia volontariamente, sia involontariamente.

Nel primo caso una ditta farmaceutica pagava studenti universitari per “provare” nuovi farmaci prima di metterli in commercio, e pagava bene. Persino la fattura ci davano.

Ovvio era la fase finale della sperimentazione, ben oltre quella che faceva morire le cavie. Nessuno di noi è mai morto, o forse non ha potuto dirlo…

A volte penso di aver commesso un grave peccato: ho venduto la mia salute, peggio che prostituirsi. Ma avevo 20 anni ed ero senza soldi, e poi sembrava quasi un gioco una sfida per dimostrare di non aver paura.

Ancora adesso non so quali farmaci mi hanno fatto assumere, ma sono viva e sanissima, fisicamente…
Mentalmente è tutto da verificare, ma oggi fa tanto glamour essere fuori di testa.

E poi io non sono fuori di testa, forse ne ho troppa di roba in testa, perciò ogni tanto cado nel vuoto. Ma trovo sempre un appiglio che frena la caduta, e io risalgo un po’ acciaccata e con qualcosa di nuovo dentro la sporta delle idee.

E…involontariamente? Riferendomi sempre a “cavia”.
Beh lì è stata molto più dura, pressoché impossibile sottrarsi, difficile uscirne.
Volete conoscere la storia?
Andate cercare, in questo sito, il post “Mi chiamo Alcide”.

...

2 thoughts on “CAVIA

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