Insofferenza · Lifestyle

SEXY BABY

Avevo circa tre anni la prima volta che una donna mi fece venire il dubbio di avere tra le gambe quella fessura che, oltre a servire per far pipì, aveva qualche altra particolarità a me sconosciuta.
La donna in questione era mia mamma.
Era estate ed io, in pantaloncini corti appoggiata al muro, la osservavo mentre lei lavorava a maglia.
Esattamente come quando mettevo le dita nel naso, misi le dita dentro la fessura, le rigirai un po’ e dopo le annusai.
Sentendo un odore nuovo, porsi le dita a mia mamma per farle odorare anche a lei. Innocentemente mi avvicinai dicendo: “Mamma senti che odore….”
Lei senza pronunciare parola mi prese le mani le schiaffeggiò severamente, e mi disse di non farlo mai più. Non dovevo mai più mettere le mani in quella fenditura che a me sembrava una cosa normale come le narici e i buchi nelle orecchie.
Non volle darmi spiegazioni ed io rimasi con un quesito irrisolto finché qualcun altro non mi fece capire che lì, doveva esserci qualcosa di estremamente bieco, peccaminoso, proibito e scellerato.
E pensare che io ci facevo la pipì, era forse peccato fare la pipì?
No, perché la mamma mi sollecitava sempre a farla nel vasino.
E allora che cosa c’era sotto?
Avevo sei anni; un pomeriggio tornando dal doposcuola, un paio di amichette poco più grandi di me mi raccontarono molto approssimativamente come nascevano i bambini.
Ancora più approssimativamente mi svelarono l’esistenza dei rapporti sessuali fra uomo e donna. Dissero che l’uomo metteva il suo pisello (che era molto più grande di quello dei maschietti) dentro “la faccia del sedere della donna” (così definirono la vagina), poi alla donna cresceva la pancia e dopo un po’ dalla “quella cosa là” usciva un bambino.
Quasi immediatamente dopo queste rivelazioni, si susseguirono tantissimi fatti che mi portarono ad avere una gran confusione in testa ed una sola certezza: la “patatina” era una parte altamente tabù e proibita (tranne per i bisogni fisiologi) del mio corpo.
Intanto, sempre a sei anni, scoprii del tutto casualmente il piacere della masturbazione: un pomeriggio ero in casa con mia madre ed un paio di altre donne che chiacchieravano bonariamente, io distratta ed annoiata le ascoltavo in piedi appoggiata al tavolo di cucina. Quasi per scansar la noia cominciai a sfregare il pube contro il tavolo, poco dopo cominciai a sentire uno sconosciuto, bizzarro, seducente piacere. Continuando nella pratica per pochissimi secondi raggiunsi il mio primo straordinario quanto incomprensibile orgasmo.
Naturalmente, non sapendo quale strana alchimia avevo inventato compiendo quella pratica, continuai a farlo. E ripetevo l’attività ogni volta che si presentava l’occasione, ovviamente incurante di tutti i presenti.
La delizia durò ben poco perché, appena la mamma si accorse di quello che avevo scoperto, mi sgridò furibonda e mi prospettò punizioni inenarrabili che mi avrebbero colpita direttamente dall’inferno.
Fine del godimento…pubblico, poiché continuai a praticarlo in gran privato.
Ma la “perla” di conoscenza che mi avrebbe fatto veramente temere e capire che “certe realtà” sono quanto mai misteriose, pericolose nonché odiose e anche raccapriccianti me la sbatté sul muso il marito di un’amica di mia mamma. Un bell’uomo sulla quarantina papà di due ragazzini con in quali giocavo abitualmente.
Una sera, mentre ero a casa loro come accadeva spesso, venne a mancare la luce.
Il signor F. si offerse di accompagnarmi a scendere le scale con la torcia elettrica (io abitavo nella casa accanto).
Giunti in fondo, prima di aprire la porta che mi permetteva di uscire, lui inaspettatamente spense la torcia, mi spinse contro il muro, mise a forza la sua lingua dentro la mia bocca e ficcò una mano in mezzo alle mie gambe tentando d’infilarla brutalmente dentro le mutandine.
Mi divincolai come un gatto selvatico e riuscii a scappare. Entrando in casa, paonazza e col fiatone, mia mamma chiese che cosa era successo. Risposi scuotendo il capo per dire “nulla”: non mi usciva nemmeno la voce. Mi rifugiai nel letto per non far vedere il mio petto scosso dal cuore che non smetteva di picchiare come un martello, il mio cervello trafitto da migliaia di impulsi devastanti e domande senza risposte.
Per me si aprì un mondo nuovo, l’agghiacciante mondo delle molestie sessuali degli adulti sui bambini.
Avevo sempre sei anni e quell’episodio, seguito da altri tentativi ogni volta che l’uomo restava anche per pochi minuti solo con me benché ci fossero moglie e figli in casa, segnò la mia vita riempiendola di incubi, dubbi, terrore di rimanere sola persino con mio padre e con qualunque uomo adulto.

?-?
?-?

10 thoughts on “SEXY BABY

      1. Infatti c’avrei giurato: era tutto casa e chiesa.

        Dal sito ingenere.it
        “Nel nostro Paese, i precetti religiosi sono stati a lungo piegati a giustificazione di un ruolo sottomesso delle donne al “capo-famiglia”, prima il padre e poi il marito; i valori, le tradizioni e persino le leggi che consideravano la violenza domestica contro donne e minori un “fatto naturale”, normale, addirittura giustificabile e socialmente accettato sono state dominanti per un tempo superiore a quanto si possa immaginare, rendendo a lungo opaca, se non invisibile, la violenza di genere proprio perché essa coincideva con quei valori.”
        http://www.ingenere.it/articoli/il-diritto-e-la-violenza-le-tappe-di-una-lentissima-evoluzione

        😦

        Mi piace

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