Freak · Insofferenza

TENTAZIONI

I pochi amici che mi concedono la pazienza di leggere il mio blog, probabilmente, avranno notato la rarefazioni dei post pubblicati.
Qualcuno mi ha chiesto se sono a corto di idee o, addirittura, sono incappata nel classico “blocco dello scrittore”.
Ma va là, quale scrittore, sono una che scrive e basta. Sono una che ha bisogno di scrivere tutto ciò che le passa in testa per necessità vitale, perciò non soggetta alla sindrome che colpisce gli scrittori professionisti. Scrivo ogni giorno da tutta la vita.
Certo sarebbe bello (soprattutto adesso che sono disoccupata) se riuscissi a guadagnare qualche soldo vendendo i miei libri, ma non ci ho mai sperato benché ci abbia provato e continui a provarci.
Quello che induce la tentazione di allontanarmi da social network e blog è constatare che ormai la gran parte di mondo alfabetizzata scrive di tutto, su tutto e dovunque. Scrive e non legge, tutti scrivono e pochissimi leggono. Perciò le tante parole pubblicate vanno a finire in un gran calderone planetario, dove tutto si confonde e si fonde dentro un magma. Sì proprio un magma, dove si sciolgono e scompaiono pensieri e idee originali mescolate a stupidaggini trite e ritrite che, spesso, emergono solo perché sortiscono l’effetto dejà vu, quindi più facilmente assimilabili.
In questi ultimi tempi scrivo, e tutto ciò che scrivo mi sembra un inutile richiamo per sordi e ciechi; quindi scrivo e non pubblico.
Tornerò a scrivere sulla carta come ho sempre fatto da quando andavo a scuola. Tornerò a riempire i cassetti di quaderni, numerandoli e ponendovi la data del primo foglio e quella dell’ultimo. Una specie di diario senza diario, raccolte di pensieri, storie, pezzi di vita più o meno fantastica, sogni, incubi, desideri e dannazioni che col diario hanno in comune solo la caratteristica di portare la data, e il momento in cui sono vergati sulla carta.
Che poi, andando a rileggere i vecchi quaderni, mi accorgo che anch’io scrivo più o meno sempre le stesse cose. Diverse da ciò che scrive il resto del popolo soltanto perché sono mie.
Perché, in fondo, ciò che conta di più per tutti è quello che diciamo, pensiamo, scriviamo noi medesimi e poco ci importa degli altri.
Perché ognuno di noi ama pensare di essere il centro dell’universo, esattamente come faccio io. Perciò tanto vale scrivere e tenere tutto nell’universo che sta dentro i cassetti di casa nostra, benché, in questo modo, tutto l’universo si riduca, appunto, ai cassetti di casa nostra.

P.S.:

Ri-memento...
Ri-memento…

15 thoughts on “TENTAZIONI

  1. però se scrivi qui è più bello per chi ti legge 😉
    a parte gli scherzi, capisco e concordo sul magma. Sono una che legge e a me viene spesso la sensazione di nausea proprio a causa del magma indefinito, nella corsa alla condivisione senza senso. Ma a volte mi piace soffermarmi a leggere cose come queste 🙂

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    1. Ecco tu sei un esempio di blog che io amo e leggo volentieri, nel contempo ne approfitto per portarti dalle mie parti lasciandoti lo spazio per dire ciò che a me non “viene”, o vienbe male. 😀

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  2. È vero.. tutti scrivono di tutto e sempre meno sono i lettori davvero interessati… ma io amo leggere, soprattutto (ma non solo) i pensieri e le logiche di quelli che, come te, li condividono col resto del “mondo”, e mi piace immaginarmi la persona che sta dietro il computer a scrivere e sapere che ho potuto cogliere un pezzetto di lei solamente leggendo…

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  3. Lasciatelo dire da un vile meccanico: è solamente una questione di fisica.
    Metti che tu stia parlando, magari stai raccontando una storiella interessantissima. Per quanto tu possa essere in forma, è inevitabile che, ogni tanto, tu sia obbligata a fermarti per prendere fiato (la respirazione circolare non funziona parlando).
    Lo stesso vale per la scrittura, ogni tanto tocca fermarsi a pensare, sbrogliare un po’ la matassa, trovare il capo di qualche filo libero, vedere se si riesce a cavarne qualcosa.
    Porta pasiensa 😉

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  4. Evaporata, grazie di aver detto le stesse cose che avrei voluto dire io. Pensa che a Zurigo mi sono portata dietro penna e quaderni, e ho scritto quello che mi passava per la mente: anche io comincio a sentire l’inutilità, la dispersione di parole nel vento cosmico di quello che è diventato il web, e sento tanta nostalgia di un po’ di intimità. Magari dedicandosi a quei pochi che ti scrivono “Salve, ho letto il suo libro che mi è piaciuto molto e volevo dirle che…”
    Forse passa, caro Stelio, ma io stavo tanto bene in quella nicchia di Myspace…

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    1. Cara Daniela, anche a me manca tanto Myspace. Là era un po’ come essere nel salotto di casa dove, ogni tanto, arrivava uno o più compagni e ci si faceva quattro chiacchiere bevendo un tè. Qualche litigata ogni tanto come i vecchi amici e poi tutti d’accordo sul bece un grappino. Uffa! Amo tanto stare in casa sola quanto detesto stare sul web da sola. :-/

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  5. Noi non siamo nè ciechi nè sordi ed anche se (organicamente) lo fossimo sappi che conosciamo sia il Braille che il Linguaggio dei segni italiano pertanto… quindi non sottovalutare i ritmi “circadiani” cui tutti siamo esposti.
    Grazie ambidestra
    Renato

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  6. Il nocciolo della questione è proprio la sproporzione fra il troppo scrivere e il poco leggere. Un po’ quello che accade quando tutti parlano e nessuno ascolta, si vede che è uno dei tanti difetti dell’essere umano 🙂 Il tutto amplificato dalla rete, perché tutti si sentono scrittori, adesso, e ogni social network trabocca di pensieri di ogni genere. Bene, il commento è abbastanza lungo perché nessuno lo legga eheeheh

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    1. Ahhhha, è vero a volte i commenti superano la lunghezza del post. In particolare ho un carissimo amico (Stelio) che ama scrivere più di un commento dando risposta alle varie risposte e ad altri commenti. Qualche volta succede che il suo commento sia assai più corposo del post cui si riferisce. Però, le precisazioni di Stelio sono motivate, ricche di informazioni e aneddoti riguardanti l’argomento in questione perciò è sempre un gran piacere leggerli, soprattuto perché completano e definiscono meglio il mio scritto. Più di una volta è successo che io abbia trasformato un suo commento in un nuovo post poiché meritevole di essere letto con attenzione. 😀

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      1. Si, è vero. Condivido e “confermo”; i commenti di Stelio completano, sintetizzano e restituiscono un post. Aggiunge le “sfaccettature” mancanti o appena accennate; diciamo che il suo intervento completa il tutto. Un buon lavoro di “editor”, di quelli che non esistono più. Come è stata, per me, una cara amica: Luciana. Qualsiasi cosa scrivessi (al tempo scrivevo di scienza) lei conosceva l’argomento; sembrava parlare con un tutor. A lei mi sono ispirata per il personaggio Leebee del mio primo libro… quello che “assomiglia” ad “Her”.
        Grazie Stelio, anche da parte mia.
        Renato

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