CULTURA ARTE · Freak · Insofferenza

Quesito del giorno (è una scusa perché non ho voglia di fare i lavori di casa)

Fino all’anno scorso quello che mi permetteva di mantenermi decorosamente era definito “lavoro di addetto alla segreteria e tecnico per la gestione delle gare di golf”. Da luglio 2013 sono diventata cassintegrata “senza portafoglio” poiché ancora non ho visto un centesimo provenire da questo ammortizzatore sociale che, teoricamente, dovrebbe permettere al lavoratore dipendente di sopravvivere nonostante le difficoltà economiche che l’azienda sta attraversando. Non avendo ancora ricevuto alcunché dall’Ente preposto al pagamento potrei chiamarlo mortificatore sociale più che ammortizzatore.

Ma soprassediamo, poiché non è questo l’argomento di oggi.

Mentre sto qui a cazzeggiare in attesa che mi venga l’ispirazione per fare qualcosa di utile senza sbattere via il tempo, m’indubbio dentro un quesito che farà inorridire i cultori di letture altolocate (non in senso materiale ovviamente, tanto per rispondere subito alle eventuali battute ironiche).

Mi sto domandando come mai non posso definirmi scrittrice, ma semplice autrice di testi per il semplice fatto che non campo vendendo libri. Quindi, non traendo guadagni sufficienti per il sostentamento, tale definizione mi viene negata nonostante io “autrice di testi” la sia da quando ho imparato a tenere in mano la matita, abbia pubblicato cinque libri e vinto un po’ di concorsi per scrittori o aspiranti tali. Tutta fufa naturalmente, poiché ero e rimango una perfetta signora “Nessuno”.

Ho persino fatto i biglietti da visita
Ho persino fatto i biglietti da visita

Va bene, lo accetto. Visto che conta il fatto di trarre profitti corposi o diventare famosi per aver “firmato”, (dopo aver partecipato a un’edizione di “Grande fratello”), un ricercato trattato psicologico sul significato della postura dei cani quando fanno la pipì contro gli alberi rispetto a quella diretta verso le gomme delle automobili.

Vorrei però comprendere il motivo per cui se, in attesa che arrivino i soldi della cassa integrazione, vado a lavare i cessi posso fregiarmi, (liberamente e senza che alcuno abbia a obiettare), dell’appellativo di “lavacessi” benché questo mestiere non mi permetta di campare.

Dopo aver scritto il trattato sulla carta gienica posso fare i biglietti da visita come lavacessi professionista.
Potrei fare i biglietti da visita come lavacessi.

Fine della manfrina odierna.

La menata è terminata, pace e bene a tutti coloro che hanno il coraggio di seguire le mie evapor-azioni mentali.

P.S.: però l’altro giorno ho pubblicato un trattato sulla carta igienica. Cosa dite, adesso posso definirmi “testatrice di carta igienica”?

2 thoughts on “Quesito del giorno (è una scusa perché non ho voglia di fare i lavori di casa)

  1. A giudicare dalla foto .. ti è venuto bene direi, non hai neppure imbrattato l’apposito spazzolone, il che è già di una abilità non da poco.
    Lo so che non potrei consolarti, ma mi piace trovare sempre il lato positivo delle cose.
    Vanni

    Mi piace

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