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PUNTI DI VISTA (Mit gallinen) dal mio stupidario non immaginario

Ai lati della strada che porta a casa mia sorgono graziose villette, non fastose ma eleganti; ognuna è sorvegliata da cani di varie razze come nella viuzza parallela. Ci saranno circa trenta cani che abbaiano soltanto quando vedono sconosciuti: essendo strade chiuse ormai conoscono le auto e tutti i residenti.
Dal pastore maremmano ai meticci recuperati al canile, sono comunque animali tranquilli, pacifici compagni di vita dei loro padroni che, per lo più, fungono da deterrente per eventuali malintenzionati, anche soltanto per il baccano che diffondono quando arrivano estranei.
Nella prima villetta in fondo alla strada abita un giovane boxer pezzato libero di girare per tutto il giardino senza divieto alcuno, giacché tutti i giorni la proprietaria fa il giro per raccogliere le cacche seminate dal quadrupede.
L’altra mattina, aprendo come sempre le persiane, ho notato il boxer in giardino giocare con un oggetto che, essendo lontano, non riuscivo e capire cosa fosse.
Il peloso sembrava divertirsi parecchio poiché lo prendeva in bocca e lo scuoteva col classico gesto canino muovendo vigorosamente la testa a destra e sinistra. Poi mollava la presa faceva qualche saltello e ricominciava a sbatacchiarla.
Stavo per tornare alle mie faccende mattutine, pensando che la bestiola giocasse con un orso di pezza, quando noto che la “cosa” una volta libera si muove e scrolla il corpo.
Quindi mi dico: allora non è un giocattolo è un altro animale che il cane ha catturato ed ora lo sta maltrattando.
Più preoccupata per la povera vittima che incuriosita, corro a prendere il binocolo per capire che animale aveva acchiappato (di certo non un gatto che se la sarebbe data a gambe appena libero).
Insomma prendo ‘sto binocolo e vedo che lo spasso continua e il cane seguita a sbatacchiare la sua preda più per gioco che per altro. Di sicuro non la voleva né ammazzare né mangiare ma soltanto divertirsi un po’, con quella cosa che si muoveva, ovviamente spinto dall’istinto atavico del predatore.
Mettendo finalmente a fuoco il binocolo vedo che il povero giocattolo è una gallina, apparentemente abbastanza integra poiché appena libera riusciva a muoversi scrollando le ali per sistemarsi l’arruffamento e per riprendersi, ma subito il cagnasso la riafferrava e continuava a frullarla.
La povera gallina cercava di liberarsi dal suo aguzzino ma essendo in giardino recintato ne era in piena balia.
Siccome dietro la villetta i proprietari hanno orto e pollaio probabilmente il cane s’era impadronito di un’incauta gallina, volata per sbaglio fuori dal recinto, e aveva deciso di farne il suo giocattolo.

Il pomeriggio scendendo per andare a correre in Altacollina passo davanti all’orto, vedo la gallina che con la zampa mi fa cenno di avvicinarmi. Arrivo a un passo dal pollaio e dico: Oilà Cesarina questa mattina te la sei vista brutta, l’amico ti ha fatto stringere il buco eh…
Lei, di rimando, si gira apre il buco e spara una bella cacca centrando in pieno il mio occhiale sinistro.
Uè, dico, che scherzi mi fai? Guarda che io ero preoccupata per te, e se non arrivava la padrona a salvarti avrei telefonato per dirglielo.
“Seeee – risponde lei – la gazza mi ha detto che guardavi col binocolo da casa tua e ti divertivi pure, altroché salvarmi. Vediamo cosa succede se ti mollo dietro il cane quando passi di qui correndo. Son capaci tutti di ridere con le penne degli altri.”
Insomma, non posso darle torto: quella che a me sembrava una scena spassosa per lei era una tragedia. E, ancora una volta, devo pensare che bisogna osservare il mondo da diversi punti di vista.
In questo caso il punto di vista della gallina.

Sgrunt
Sgrunt

5 thoughts on “PUNTI DI VISTA (Mit gallinen) dal mio stupidario non immaginario

  1. Già.
    Bisognerebbe valutare anche il punto di vista del cane.
    Il poveraccio è sicuramente annoiato a morte. Ormai conosce l’odore di ogni singolo filo d’erba del giardino, e non gli è parso vero di poter godere di un diversivo.
    Del resto non si lamenta anche Breivik perché la Playstation che ha a disposizione è vecchia e non si diverte più?
    Certo, l’istinto avrebbe dovuto condurre il cane ad azzannare la gallina sul collo per spezzarlo, ma in quel caso il divertimento sarebbe finito troppo presto, e magari tutto quel sangue gli avrebbe fatto un po’ schifo. Meglio, molto meglio, cacciare per divertimento che per fame.
    Vedi bene che a star troppo vicino agli umani si prendono cattive abitudini…

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  2. O forse il cane temendo le ire del suo padrone umano, non affondava più di tanto i canini nella povera gallina, limitandosi a scuoterla un po ed immaginando di farsela…a spezzatino.
    I cani sono dei perfetti “paraculi” nei confronti dei loro padroni, farebbero qualsiasi cosa pur di non compromettere il buon rapporto, che poi si traduce in cibarie.

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