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COMMENTO A “Cosmica, scelta…” (di Stelio)

A volte ti accorgi di avere in tasca pezzetti di fortuna che messi insieme ne fanno una grande, magari non ci mangi però ti aiuta a vivere.

Io alcuni di questi pezzetti per “fortuna” riesco ancora a distinguerli: si chiamano amici.

Perciò voglio proporre un commento al mio post del 27 ottobre, per me gratuito, che merita di essere letto esattamente come uno scritto e non solo a commento di un altro scritto.

Il commento è di Stelio.

Inviato il 27/10/2013 alle 00:36
Brava. Già lo sospettavi, e ora ne hai la certezza.
Noi siamo soli.
Tutti siamo soli.
Soli.
In tutti i sensi.
Ma in che senso?
Nel senso che ognuno di noi è il sole del suo personalissimo universo eliocentrico.
L’universo intero, quello nel quale esistiamo, sorge nell’attimo in cui registriamo le prime sensazioni, e trova la sua naturale apocalisse al momento chiudere il capitolo.
Tutto ciò che accade viene misurato con i “nostri” sensi, valutato col “nostro” giudizio, registrato con la “nostra” mente, sofferto con la “nostra” anima.
Ciò che avviene negli altri miliardi di universi che circondano il nostro non è noto, al massimo è ipotizzabile, ma con amplissimo grado di approssimazione.
La “solitudine cosmica” che ti angoscia è perciò il tratto comune di tutte le esistenze, solamente c’è chi la avverte, e c’è chi non se ne cura, forte di un cieco egoismo o illuso da fiabe umanitarie.
Non c’è speranza allora? Di scappare dal nostro universo nessuna, però ciò che distingue l’essere umano dalle altre specie viventi è la capacità di andare oltre il sensibile per esplorare l’invisibile, l’inudibile, l’intoccabile, l’immaginario, per sondare gli altri universi, rompere l’oscurità che li circonda, rubare un’immagine sfocata di qualche galassia aliena composta da idee, fantasie, timori, desideri, dolori, e da tante altre stelle più o meno familiari.
Cercare di fondere due universi supera le capacità umane, e in ogni caso sarebbe fonte di una catastrofe cosmica; avvicinarli abbastanza per udire reciprocamente il suono della radiazione di fondo è già tanto, almeno per partecipare empaticamente a ciò che avviene in quegli spazi sconfinati e inesplorati.
Quanto al giudizio scatologico della tua situazione, esso ha un solo nome: depressione.
Trovare disgustoso quanto ci circonda è anch’esso abbastanza normale. Il bilancio dell’esistenza è sempre in rosso, generalmente rosso sangue. Attorno a noi c’è più morte che vita, più dolore che piacere, più odio che amore, più egoismo che altruismo, più rimpianti che speranze.
I rimedi sono due, la Fluoxetina (a pacchi), oppure una spasmodica, instancabile, ardente ricerca di quelle briciole di bellezza che rendono questa vita un’esperienza unica e indescrivibile. Finché dura.
Vedi tu.

STELIO IN AVATAR
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3 thoughts on “COMMENTO A “Cosmica, scelta…” (di Stelio)

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